bis scrittori trump

MATTO DA DELEGARE: DONALD OTTIENE LA MAGGIORANZA DI DELEGATI, LA CONVENTION E' GIA' SUA - ALTRE OTTIME NOTIZIE: ARRIVA L’APPELLO RADICAL CHIC CONTRO DI LUI. 400 SCRITTORI TRA CUI KING, EGGERS, DIAZ E LETHEM. E LUI AUMENTA IL CONSENSO TRA LE CLASSI PIU’ POVERE

USA 2016: AP, TRUMP HA DELEGATI PER NOMINATION 
(ANSA)  - Donald Trump conquista la nomination repubblicana alla Casa Bianca. Secondo i calcoli dell'Associated Press, il tycoon ha raggiunto il numero di delegati necessari, 1.237, per conquistare la nomination alla Casa Bianca.

 

Per conquistare la nomination repubblicana alla Casa Bianca sono necessari 1.237 delegati. Trump ne ha 1.238. Un numero che probabilmente salira', consolidando la sua posizione, con i 303 delegati in palio nelle primarie in cinque stati in programma il 7 giugno. E che gli consente di evitare una convention contestata.

 

TESTO APPELLO CONTRO TRUMP PUBBLICATO SU LITHUB.COM E RIPRESO DA

LA REPUBBLICA” (TRADUZIONE DI LUIS E. MORIONES)

 

stephen kingstephen king

Questo è il testo dell’appello contro Trump, pubblicato su lithub. com e firmato da oltre 400 scrittori americani. Tra gli altri Stephen King, David Eggers, Junot Diaz e Jonathan Lethem Perché, come scrittori, siamo particolarmente consapevoli dei tanti modi in cui si può fare violenza al linguaggio in nome del potere.

 

Perché crediamo che ogni democrazia degna di questo nome si basi sul pluralismo, accolga il disaccordo di principio, e raggiunga il consenso attraverso il dibattito ragionato.

JUNOT DIAZJUNOT DIAZ

Perché la storia americana, nonostante periodi intrisi di xenofobia e fanatismo, è stata fin dall’inizio un grande esperimento che ha messo insieme persone di origini diverse, senza opporre gli uni agli altri.

 

Perché la storia delle dittature è fatta di manipolazioni e divisioni, demagogia e menzogne.

Perché la ricerca della giustizia si basa sul rispetto della verità. Perché crediamo che la cultura, l’esperienza, la flessibilità e la consapevolezza storica siano indispensabili per un leader.

 

DAVID EGGERSDAVID EGGERS

Perché la ricchezza e la fama non danno a nessuno i requisiti per parlare a nome degli Stati Uniti, per guidare il suo esercito, mantenere le sue alleanze, e per rappresentare il suo popolo.

 

Perché l’ascesa di un candidato politico che deliberatamente fa appello agli elementi più vili e più violenti della società, che incoraggia l’aggressività nei suoi seguaci, che urla per mettere a tacere i suoi avversari, che intimidisce i dissidenti e denigra le donne e le minoranze, chiede, a ognuno di noi, una risposta forte e immediata.

 

Per tutte queste ragioni, noi sottoscritti, per una questione di coscienza, ci opponiamo, in modo inequivocabile, alla candidatura di Donald J. Trump alla Presidenza degli Stati Uniti.

 

 

2.GLI AMERICANI POVERI CHE SI FIDANO DI TRUMP

Alan Friedman per il “Corriere della Sera

 

jonathan lethem lapjonathan lethem lap

Donald Trump, in queste ore, ha superato per la prima volta Hillary Clinton nella media dei sondaggi nazionali sul voto per la Casa Bianca. Si tratta di un margine talmente stretto che potremmo definirlo un pareggio, ben dentro il margine d' errore.

 

La Signora Clinton sembra in difficoltà: sarà sicuramente il candidato dei Democrats ma resta alle prese con un partito diviso, senza riuscire a scrollarsi di dosso l' immagine di persona cinica e opportunista, che direbbe qualsiasi cosa pur di essere eletta. E anche se la sua nomina non è in dubbio, Hillary Clinton deve ancora fare i conti con quella parte consistente di Democrats che preferisce il populismo di sinistra di Bernie Sanders.

 

Trump, invece, continua a salire, e anche senza grandissimi sforzi. Continua a far crescere consenso intorno a lui, in grande parte proveniente dagli americani meno abbienti, meno istruiti e molto arrabbiati, la working class di americani maschi e bianchi (ma non solo) che si sente in qualche modo marginalizzata.

 

donald trump mangia tacos per il cinco de mayodonald trump mangia tacos per il cinco de mayo

Quando ci si interroga sul perché Trump continui ad attirare elettori, possono esserci diverse spiegazioni, non da ultimo il tasso di «unfavorable ratings» vantato dalla Signora Clinton. Ma anche Trump è visto negativamente da più della metà degli americani, quindi questo non basta.

 

Bisogna allora capire qual è il tipo di segmento demografico attirato da Trump, e come lui potrebbe usare la sua demagogia e il suo talento per incitare la gente, anche per allargare il suo elettorato fino a comprendere alcuni cittadini che normalmente votano per i Democrats.

 

La possibilità che Trump ripeta la magia di Ronald Reagan e crei i «Trump Democrats» non è fantasia, è assolutamente plausibile. Lui stesso sta dicendo da qualche giorno che pensa di poter addirittura attirare alcuni supporter di Bernie Sanders. E anche questo non è da escludere, tale è la rabbia contro Hillary Clinton e Wall Street sentita dall' elettorato di Sanders.

 

donald trump  donald trump

A mio avviso, per comprendere la crescita del voto a favore di Trump bisogna capire che l' America che vota per Trump e quella che vota Sanders sono più simili di quello che la logica di destra e sinistra suggerirebbe. È vero che hanno delle grandi differenze di opinione su alcuni temi, ma Trump e Sanders sono d' accordo nel ritenere che il commercio libero sia un male che minaccia posti di lavoro.

 

Entrambi sono pieni di appeal agli occhi dei poveri o dei lavoratori del ceto medio-basso, che faticano ad arrivare alla fine del mese. Sembrano vicini, anche se si esprimono diversamente, sulla questione della disuguaglianza dei redditi e sul fatto che in termini reali e netti gli stipendi di una grande fetta dei lavoratori in America non sono cresciuti per oltre 15 anni.

 

Bisogna ricordare come quasi 50 milioni di americani (il 15%) si trovino sotto la soglia di povertà e un numero enorme di americani, altri 106 milioni, (il 33%), viva con una somma equivalente a poco più del doppio della soglia di povertà. Quindi non c' è da stupirsi del consenso incontrato da Trump e Sanders quando prospettano la possibilità di aumentare le tasse per i ricchi e super-ricchi in America, una posizione popolare ed efficace che entrambi condividono.

donald trump    donald trump

 

Tutti e due propongono anche un aumento dello stipendio minimo (7,25 dollari all' ora). Entrambi utilizzano una retorica fortemente anti Wall Street, molto demagogica, che dà loro grande risonanza nell' America profonda del Midwest, del Sud e del Far West. Gli attacchi di Sanders contro Wall Street sono celebri, così come la sua critica contro Hillary Clinton, che beneficia di finanziamenti provenienti da Wall Street. Trump, nonostante sia miliardario, fa lo stesso, e lo fa con efficacia anche contro la signora Clinton. «È totalmente controllata da Wall Street», ha dichiarato recentemente.

 

bernie sanders hillary clintonbernie sanders hillary clinton

La verità è che sia Trump sia Sanders, in modi diversi, parlano alla pancia di milioni di americani che si sentono ingannati dal sistema, trascurati dalla ripresa economica, più poveri e pieni di rabbia e frustrazione. In una società divisa come mai prima, di fronte a una campagna elettorale che si presenta come la più sporca della storia recente, c' è un trait d' union tra i popoli di Trump e Sanders, una rabbia comune che li unisce.

 

E per questo è possibile che il miliardario newyorkese, come Ronald Reagan negli anni Ottanta, possa attrarre voti da elementi alienati della working class bianca, che normalmente vota Democrats, e creare il fenomeno dei «Trump Democrats» nel 2016. Non è da escludere.

 

bernie  sanders hillary clintonbernie sanders hillary clinton

Qual e la realtà politica? Alle primarie, finora, un totale di oltre 21 milioni di americani ha votato per uno di questi due populisti. Trump ha preso 11 milioni di voti e Sanders quasi 10 milioni, mentre Hillary Clinton da sola ha ottenuto 12 milioni di preferenze. Naturalmente questi numeri non corrispondono direttamente al voto che verrà espresso a novembre, ma Trump e Sanders stanno davvero attirando elettori che non hanno mai votato prima oppure quelli indecisi, che vuole dire nuovi voti.

 

REAGAN E TRUMP REAGAN E TRUMP

Questo potrebbe favorire Trump. Nonostante sia Clinton sia Trump abbiano problemi di immagine, circa l' 82% dei repubblicani dice ora che voterebbe per Trump e circa l' 84% dei democratici per Hillary Clinton. Tra chi non è iscritto a un partito, gli independents , i due rivali sono in pareggio. Stando alle cifre di oggi, basterebbe una piccola fetta di defezioni, basterebbe che alcuni tra quanti avrebbero appoggiato Sanders si schierino con Trump, ovvero l' arrivo di un numero non grandissimo di «Trump Democrats», per favorire la vittoria di Trump.

 

ronald reaganronald reagan

L' America che vota per Trump e Sanders è un' America frustrata, e certamente anche con una forte componente di anti-politica, non lontano del fenomeno del Movimento 5 Stelle in Italia. Così, per certi versi, i popoli di Sanders e Trump si uniscono, con più similitudini di quanto si immaginerebbe. Tutto, purtroppo, è il risultato di una ripresa che ha trascurato troppi americani. La paura e la rabbia spesso favoriscono i populismi, in America, in Austria, in tanti Paesi.

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