marjorie taylor greene thomas massie donald trump

TRUMP HA DAVVERO LA FACCIA COME IL CULO – IL PRESIDENTE AMERICANO HA IL CORAGGIO DI DIRE: “IL PARTITO REPUBBLICANO NON È MAI STATO COSÌ UNITO COME ORA”. MA COME? LA SETTIMANA SCORSA IL PARTITO È STATO DILANIATO DALLA SPACCATURA SUL CASO EPSTEIN. COLPA DEL DEPUTATO THOMAS MASSIE, CHE HA SPINTO ALTRI COLLEGHI A VOTARE LA LEGGE PER PUBBLICARE TUTTI I DOCUMENTI DI EPSTEIN, FACENDO USCIRE ALLO SCOPERTO LA “MAGA” COMPLOTTARA MARJORIE TAYLOR GREENE – MASSIE HA SCATENATO L’IRA DI TRUMP, CHE L’HA DEFINITO UN “DEFICIENTE ESIBIZIONISTA”, UNO “SFIGATO PATETICO”, UNO STRACCIONE, CON BATTUTACCE IRRIPETIBILI SUL SUO RECENTE MATRIMONIO COME…

thomas massie

USA: TRUMP, PARTITO REPUBBLICANO PIÙ UNITO CHE MAI

(LaPresse) - Il presidente Donald Trump ritiene che il Partito repubblicano sia più unito che mai, fatta eccezione per un paio di "delinquenti" tra le sue fila. Domenica Trump, 79 anni, ha citato i suoi nemici interni al partito in un post su Truth Social in cui esaltava la forza dei conservatori.

 

"Il Partito repubblicano non è mai stato così unito come ora" ha esordito prima di lanciare importanti e molteplici avvertimenti. "A parte Rand Paul, Rand Paul Jr. (Massie!), Marjorie 'Traitor' Brown e un paio di altri 'delinquenti', e a parte il fatto che molti vogliono che l'ostruzionismo elettorale che minaccia di porre fine alle elezioni venga annullato (i democratici lo faranno al primo minuto della loro prima occasione), e alcuni no, c'è grande spirito e coesione".

 

MARJORIE TAYLOR GREENE - THOMAS MASSIE

"Il Partito repubblicano è molto più grande di quanto non fosse quando l'ho annunciato nel 2015 o di quanto non lo fosse mai stato prima: molti milioni di membri in più. Il meglio deve ancora venire", ha detto.

 

LA SFIDA A TRUMP È INTERNA MASSIE HA SPACCATO I MAGA

Estratto dell’articolo di Mattia Ferraresi per “Domani”

 

Il più trumpiano fra gli avversari di Donald Trump è Thomas Massie, 54enne deputato repubblicano del Kentucky che si mette ormai stabilmente contro i progetti del presidente nel nome della fedeltà ai principi Maga. Massie è il principale artefice della legge che costringerà nei prossimi 30 giorni il dipartimento di Giustizia a pubblicare tutti i documenti legati a Jeffrey Epstein, ma aveva già disobbedito agli ordini del partito quando questi violavano apertamente la linea promessa dal governo.

Thomas Massie

 

Ha votato contro la legge di bilancio che Trump ha ribattezzato il “Big Beautiful Bill” e che include una pioggia miliardaria di spese a debito, l’opposto della cura dimagrante dello stato federale promessa durante la campagna, e si è opposto invano alla decisione unilaterale del governo di attaccare i siti nucleari iraniani.

 

Massie è un isolazionista che prende sul serio il motto “America First”, e quando Trump ha deciso di unirsi all’attacco di Israele lanciando le bombe bunker-buster lui ha protestato, dicendo che per un’azione di guerra del genere serve il voto del Congresso.

 

Marjorie Taylor Greene donald trump

È in quell’occasione che ha stretto i rapporti con il deputato della California Ro Khanna, un vociante democratico al quale capita qualche volta di essere in tensione con la linea del suo partito. […]

 

[…]  Massie era già stato attaccato da Trump, che ha promesso di mettergli di fronte un suo candidato alle prossime primarie per non farlo rieleggere, ma era certo di avere dalla sua parte i suoi elettori del Kentucky e sperava di portare a bordo altri lealisti trumpiani che sul caso Epstein erano pronti ad assecondare la base e a opporsi ai contraddittori ordini della Casa Bianca.

 

lauren boebert 5

Così ha coinvolto le deputate Marjorie Taylor Greene, Nancy Mace e Lauren Boebert, ipertrumpiane che hanno deciso di opporsi agli ordini e ora sono nella parte alta della lista dei traditori del presidente. Una lista in cui Massie era già ampiamente presente. Greene ha deciso di abbandonare il Congresso, provocando un terremoto nel mondo Maga.

 

Per riuscire a presentare il disegno di legge mancava però ancora un voto. Per un mese e mezzo la leadership del partito al Congresso ha fatto tutto quello che poteva per ritardare il giuramento di Adelita Grijalva, democratica che a fine settembre è stata eletta in un’elezione suppletiva in Arizona, impedendo così di raggiungere il numero legale.

 

Thomas Massie 2

Lo speaker della Camera, Mike Johnson, ha usato tutte le tattiche dilatorie permesse dal regolamento, e intanto prometteva vendetta al manipolo dei ribelli. Di Massie diceva: «Alcune persone sembrano godere nell’infliggere sofferenze ai loro compagni di partito».

 

Quando l’ultima democratica ha finalmente prestato il giuramento, il piano di Massie è entrato in azione. A quel punto la Casa Bianca non aveva più strumenti per bloccarlo.

Trump ha dapprima affrontato il problema come affronta tutto il resto: con l’insulto e la minaccia. Massie era stato oggetto delle sue tirate in passato, ma con il caso Epstein è arrivato a inesplorati livelli di livore e disprezzo personale.

 

MARJORIE TAYLOR GREENE LAURA LOOMER

Ha definito il deputato un «deficiente esibizionista», uno «sfigato patetico», uno «straccione». E poi è passato ad attacchi ancora più personali, con insinuazioni malevole intorno al suo recente matrimonio.

 

Nel 2024 la moglie di Massie, con cui ha avuto 4 figli, è morta improvvisamente, e le cause della morte sono ora materia di sciacallaggio fra i più scalmanati difensori di Trump.

 

La famiglia di Thomas Massie

Lui si è limitato, si fa per dire, a denigrarlo per essersi sposato di recente con Carolyn Grace Moffa, che era stata un’assistente parlamentare del senatore Rand Paul, anche lui del Kentucky e sodale di Massie.

 

«Thomas Massie, a volte chiamato Rand Paul junior perché vota sempre contro il partito repubblicano, si è già sposato??? Ragazzo, che rapidità!», ha scritto Trump in un post sul social Truth.

 

«Non c’è da stupirsi se i sondaggi gli attribuiscono meno dell’8 per cento di possibilità di vincere le elezioni», ha continuato Trump. «Comunque, buona vita Thomas e (?). Sua moglie scoprirà presto di essere rimasta bloccata con un perdente!».

 

MARJORIE TAYLOR GREENE - THOMAS MASSIE

I due ci hanno riso sopra, o quasi. Massie ha detto che Trump «ha toccato un nuovo punto basso» ma ha spiegato la reazione scomposta dicendo che forse Trump si è risentito per non essere stato invitato alle nozze. «Mia moglie mi aveva detto di invitare Trump, non l’ho fatto e adesso lei mi dà la colpa per averlo fatto arrabbiare», ha scherzato lui.

 

Quando, dopo settimane di tensione, era ormai chiaro che la legge sarebbe andata avanti in ogni caso, Trump è stato costretto a cambiare posizione, sostenendo la legge co-sponsorizzata dal deputato recalcitrante.

 

donald trump e jeffrey epstein in versione porci meme by edoardo baraldi

Lui ha apprezzato la resipiscenza, non senza qualche ironia: «Era stanco di vedermi vincere», ha detto, facendo il verso a un vecchio ritornello trumpiano.

 

[…] Il caso Epstein ha proiettato Massie al centro dell’opposizione interna di un mondo Maga che non è mai stato così frammentato e litigioso. Ma il deputato viene da una tradizione libertaria che è strutturalmente in tensione con la sensibilità maggioritaria nel partito trumpizzato.

 

La sua carriera politica è iniziata con il movimento del Tea Party, che predicava responsabilità fiscale e riduzione dello stato federale negli anni in cui Barack Obama estendeva il ruolo del settore pubblico, e si è trovato spesso allineato alle posizioni del senatore Paul e agli altri (pochi) repubblicani di rito libertario.

 

Lui si definisce un «repubblicano costituzionale» e sostiene un’interpretazione minimalista del potere del governo, l’opposto della dottrina dell’”esecutivo unitario” abbracciata dalla Casa Bianca, secondo la quale i poteri di cui il presidente è depositario sono pressoché illimitati e indiscutibili.

 

Thomas Massie Carolyn Grace Moffa

Trump ha promesso che disarcionerà Massie dal suo seggio in Kentucky e già il mese scorso ha dato il suo appoggio a Ed Gallrein, un ex navy seal senza esperienza politica che però è sostenuto dalla macchina politica del presidente e ha un comitato elettorale che raccoglie fondi e produce spot contro l’avversario.

 

Massie però gode di una base solida nel distretto e il suo conflitto con Trump ha fatto lievitare i contributi dei finanziatori. Fra luglio e settembre ha raccolto 768mila dollari, il suo risultato migliore da quando è in politica, e ha già speso quasi due milioni di dollari per la campagna elettorale. Non sono i numeri di chi è rassegnato ad arrendersi alla superiore potenza di Trump, come accaduto a tanti oppositori interni che sono stati spazzati via prima di lui.

marjorie taylor greene e donald trump 2marjorie taylor greene 2

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – DAJE E RIDAJE, CON CONTE IN MODALITÀ VENTRILOQUO DI TRAVAGLIO, CON I SONDAGGI CHE SPROFONDANO UN PD SUBALTERNO AL M5S SOTTO IL 20%, CON IL CAMPO LARGO RIDOTTO A UNO SPETTACOLO SEMPRE PIÙ UMILIANTE E GROTTESCO, ELLY AVRÀ PENSATO CHE ERA GIUNTA L'ORA DI FINIRLA: CARO GIUSEPPE, HA ROTTO IL CAZZO CON 'STE PROVOCAZIONI QUOTIDIANE SU EUROPA E UCRAINA, E SEMPRE CON QUEL TONETTO DA "PICCOLA, TORNA A PETTINARE LE BAMBOLE". ORA LA MISURA È COLMA: VEDIAMO CHI CE L'HA PIÙ LUNGO: “NEL PROGRAMMA UNO NON VALE UNO, IL PD HA IL DOPPIO DEI VOTI” - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE I NEURONI DI SCHLEIN FUORI DALLE SINAPSI È STATA LA DICHIARAZIONE DELL'AZZECCAGARBUGLI STELLATO: “ERO A FAVORE DI UN FEDERATORE NEL CENTROSINISTRA, MA MI È STATO DETTO DI NO”. UNA FRASETTA CHE HA STIZZITO OVVIAMENTE ELLY (MANCO NOMINATA), MA ANCHE GLI ESPONENTI DI SPICCO DEL VERTICE DEL M5S (IN PRIMIS, PATUANELLI), I QUALI DI UN EVENTUALE "TERZO UOMO" NON NE AVEVANO MAI SENTITO PARLARE - STASERA CONTE HA REPLICATO AL TURBO-VAFFA SPARATO DA ELLY FARFUGLIANDO LA SOLITA SUPERCAZZOLA CON SCAPPELLAMENTO NEL VUOTO DEI GAZEBO: "A QUESTO PUNTO NON CI SONO ALTERNATIVE ALLE PRIMARIE" (E LA GIOSTRA RICOMINCIA...) - VIDEO

sicilia toto cuffaro renato schifani gaetano armao geremia lombardo elvira amata gaetano galvagno

DAGOREPORT – IL TINTINNIO DI MANETTE FA TREMARE IL CENTRODESTRA SICILIANO IN VISTA DELLE ELEZIONI REGIONALI DEL 2027 – LA RICHIESTA DI ARRESTO PER L’EX VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE, GAETANO ARMAO, MARITO DELL’EX “ZARINA” GIUSI BARTOLOZZI, ACCUSATO DI CORRUZIONE, HA FATTO SCALPORE. MA LE ANTENNE DI DAGOSPIA IN SICILIA CI SEGNALANO CHE IL NOME PIÙ “PESANTE”, IN TERMINI POLITICI, TRA I NOVE COINVOLTI NELL’INCHIESTA È QUELLO DI GEREMIA LOMBARDO, NIPOTE DELL’EX GOVERNATORE RAFFAELE - LOMBARDO È DEPUTATO DELL’MPA E PRESIDENTE DELL’UFFICIO DI QUESTURA DELL’ASSEMBLEA REGIONALE, DA DOVE PASSANO LE DECISIONI SULLE SPESE – I GUAI GIUDIZIARI DEL CENTRODESTRA NELL'ISOLA NON RISPARMIANO FDI: SONO A PROCESSO PER CORRUZIONE L’ASSESSORE AL TURISMO, ELVIRA AMATA, E IL PRESIDENTE DELL’ARS GAETANO GALVAGNO – E ORMAI È FUORI DAI GIOCHI ANCHE TOTO’ CUFFARO...

report sigfrido ranucci giorgio mottola italo bocchino valter lavitola giorgia meloni - giampaolo rossi

DAGO-“REPORT” - MA LA RAI ALLA FIAMMA VUOLE VERAMENTE LIBERARSI DEL “SINISTRO” SIGFRIDO RANUCCI? – MESSO ALLO SPIEDO DA ANNI PER LE INCHIESTE DI “REPORT”, UNIDIREZIONALI CONTRO LA DESTRA DI GOVERNO, COME MAI L’AD DI TELE-MELONI, GIAMPAOLO ROSSI, NEL 2024 HA MANTENUTO NEL RUOLO DI VICEDIRETTORE AD PERSONAM L'''AMICO FRATERNO'' DI LAVITOLA? - MAGARI ROSSI NON VUOLE ESSERE ACCUSATO DI AVER EPURATO "IL PIÙ IMPORTANTE GIORNALISTA D'INCHIESTA DELLA TV PUBBLICA", BENCHE' SIA FINITO NEL VERMINAIO DEL PESCIVENDOLO DEL “CEFALÙ BISTROT’’? – SERPEGGIANO ALTRI RUMORS: ROSSI POTREBBE AVER RICEVUTO DIKTAT DA ALTRI PALAZZI A CUI RANUCCI, AL DI LÀ DELLE POLEMICHE E DELLE QUERELE, SERVE ED APPARECCHIA? – NON SOLO LAVITOLA: IL RAPPORTO AMICALE DI RANUCCI CON L'UBIQUO ITALO BOCCHINO - SALE IL CLIMA DI TENSIONE NELLA SQUADRA DI “REPORT” DOVE SONO IN MOLTI A CREDERE AL REINTEGRO DI “SIG”: E METÀ REDAZIONE È PRONTA A GIRARE I TACCHI…

roberto vannacci giannetta reggio calabria meloni salvini tajani occhiuto roscioli cannizzaro lotito

DAGOREPORT – LA CALABRIA NON È STATA LA SASSONIA, MA VANNACCI HA LANCIATO UN SASSO PESANTE – IL CENTRODESTRA HA AVUTO L’ORDINE DI ESULTARE PER LA VITTORIA DI FABIO ROSCIOLI ALLE SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA, EPPURE IL RISULTATO DI FUTURO NAZIONALE IN DOPPIA CIFRA HA SPIAZZATO LA MAGGIORANZA – L’OBIETTIVO ERA SUPERARE IL 60%, MA ROSCIOLI SI È FERMATO AL 51% IN UNA CITTÀ “BLINDATA” – L’11% DI GIANNETTA DIMOSTRA CHE L’EX GENERALE SI STA ORGANIZZANDO SUI TERRITORI, AGGIUNGENDO IL “VOTO STRUTTURATO” DEI CACICCHI LOCALI A QUELLO DI OPINIONE, CHE RIESCE A INTERCETTARE IN PRIMA PERSONA – A QUESTO PUNTO A GIORGIA INTERROMPERE L’ASCESA DI VANNACCI STA DIVENTANDO UN ROMPICAPO...

andrea stroppa elon musk beppe grillo

DAGOREPORT - PER CAPIRE IL SENSO DELL’INCONTRO TRA IL LUOGOTENENTE DI MUSK IN ITALIA, ANDREA STROPPA, E BEPPE GRILLO BISOGNA CAPIRE IL CONTESTO DELLA DESTRA “MAGA” – ARCHIVIATO IL TRUMPISMO, IN PATRIA THIEL E MUSK PUNTANO LE LORO FICHES SU JD VANCE. MA HANNO BISOGNO DI UNA RETE INTERNAZIONALE DI “SUPPORTO” – IL SUDAMERICA SE L’È INTESTATO THIEL (CHE FLIRTA CON L'ARGENTINO MILEI), MA L’EUROPA È TERRENO DI MUSK - IN GERMANIA IL FONDATORE DI TESLA HA TROVATO SODDISFAZIONE AIUTANDO I NEONAZISTI DI AFD - E IN ITALIA? DOPO IL ''TRADIMENTO'' SULL'AFFARE STARLINK DI MELONI, CON SALVINI ALLA FRUTTA E QUEL VANNACCI SU CUI ALEGGIANO DUBBI E SOSPETTI, ECCO CHE MUSK CHIEDE AL SUO REFERENTE STROPPA DI TASTARE IL TERRENO PER CAPIRE COME E QUANDO INTERVENIRE SULLO SCENARIO ITALIANO - ANCHE INCONTRARE QUEL VECCHIO GRILLO, CHE GRAZIE ALL'EMINENZA GRIGIA TECNO-VISIONARIA DI CASALEGGIO PORTO' IL M5S AL 33%, PUO' STIMOLARE QUALCHE IDEUZZA...

carlo freccero silvio berlusconi anni ottanta 80 tv mediaset

DAGOREPORT - SARÀ STATO UN BIGNÉ IN DOPPIOPETTO, UN FABBRICANTE DI MILIARDI INDAGATO-CONDANNATO-PRESCRITTO, UNO SCIUPAFEMMINE PIÙ VIBRANTE DI UN VIBRATORE, UN POLITICO CHE ALL’ETICA HA SEMPRE PREFERITO LA COTICA. SARÀ STATO QUELLO CHE È STATO RACCONTATO IN MIGLIAIA DI ARTICOLI, LIBRI, INCHIESTE, MA UNA COSA È CERTA: SILVIO BERLUSCONI HA INTUITO, CALCOLATRICE IN MANO, CHE LA VERA EGEMONIA NON ERA PIU' CULTURALE BENSÌ TELEVISIVA – LA GRANDE INTUIZIONE, MATRICE DEL BERLUSCONISMO ANCORA OGGI VIVO E VEGETO, È STATA LA SUA CAPACITÀ DI COMPRENDERE LO SPIRITO DEL TEMPO: DAL SINISTRISMO SI PASSA AL NARCISISMO, DAL NOI ALL'IO, DALLA SOMMOSSA DELLE BIERRE ALLA MOSSA DELLE PIERRE, DA LOTTA CONTINUA AL SUCCESSO DI BREVE DURATA, DAI CELLULARI AL CELLULARE, DALLA RIVOLTA A TRAVOLTA – UN BREVE E ILLUMINANTE SAGGIO DI CARLO FRECCERO: ''LA SINISTRA STENTA A CAPIRE QUESTA FONDAMENTALE MUTAZIONE DALLA CLASSE ALLA MAGGIORANZA, DAL POLITICO AL PRIVATO. IN QUESTO VUOTO IDEOLOGICO SI INSERISCE BERLUSCONI E IL BERLUSCONISMO - NON È PIÙ LA RAI A IMPORRE AL PUBBLICO LE SUE SCELTE PEDAGOGICHE, MA IL PUBBLICO STESSO A DETTARE LE SUE LEGGI ALLA PROGRAMMAZIONE. LA GENTE, DIVENTA PER LA PRIMA VOLTA CONSAPEVOLE DEL SUO VALORE, NON IN SENSO MORALE, MA ECONOMICO…” - VIDEO