DONALD TRUMP E’ OLTRE SE STESSO, OLTRE I SUOI LECCAPIEDI CHE PROVANO A COMPIACERLO: NON FINGE, NON SI TRAVESTE DA SANTARELLINO, DICE APERTAMENTE LE COSE PIU’ INDICIBILI – IN UN’INTERVISTA AL “NEW YORK TIMES”, CON LA SPOCCHIA DEL GUAPPO, CALPESTA L’ORDINE GLOBALE DEGLI ULTIMI 80 ANNI: “NON HO BISOGNO DEL DIRITTO INTERNAZIONALE. NON HO INTENZIONE DI FARE MALE A NESSUNO, MI LIMITA LA MIA STESSA MORALITÀ" (E QUALE SAREBBE? E SOPRATTUTTO, DOVE: A CASA DI EPSTEIN?) – IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO INSISTE SULLA PRETESA DI AVERE LA GROENLANDIA: "AVERNE LA PROPRIETÀ È "MOLTO IMPORTANTE. CREDO CHE SIA PSICOLOGICAMENTE NECESSARIO PER IL SUCCESSO. PENSO CHE LA PROPRIETÀ TI DÀ QUALCOSA CHE NON SI PUÒ OTTENERE CON UN SEMPLICE CONTRATTO DI LOCAZIONE” – E A FARGLI ECO, CI SI METTE QUEL BURINO DEL SUO VICE, JD VANCE: "QUELLO CHE DICO AI LEADER EUROPEI È: PRENDETE SUL SERIO QUELLO CHE DICE DONALD TRUMP SULLA GROENLANDIA…”
TRUMP, 'NON HO BISOGNO DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, MI LIMITA LA MIA MORALITÀ'
(ANSA) - NEW YORK, 08 GEN - "Non ho bisogno del diritto internazionale. Non ho intenzione di fare male a nessuno". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista al New York Times, sottolineando che il suo potere di commander-in-chief è limitato solo dalla sua "stessa moralità".
TRUMP, AVERE LA PROPRIETÀ DELLA GROENLANDIA È MOLTO IMPORTANTE
'E' psicologicamente necessario per il successo'
(ANSA) - NEW YORK, 08 GEN - "Avere la proprietà" della Groenlandia è "molto importante". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista al New York Times. A chi gli chiedeva perché avesse bisogno di possedere l'isola, il presidente ha risposto: "Credo che sia psicologicamente necessario per il successo. Penso che la proprietà ti dà qualcosa che non si può ottenere con un semplice contratto di locazione. La proprietà offre elementi che non si possono avere semplicemente firmando un documento".
VANCE AGLI EUROPEI, SULLA GROENLANDIA PRENDETE TRUMP SUL SERIO
(ANSA) - NEW YORK, 08 GEN - "Quello che dico ai leader europei è: prendete quello che dice Donald Trump sul serio". Lo ha detto il vicepresidente JD Vance rispondendo a una domanda sulla Groenlandia. Vance ha ricordato che il segretario di Stato Marco Rubio dovrebbe incontrare la settimana prossima i leader di Danimarca e Groenlandia.
"La Groenlandia è molto importante non solo per la difesa missilistica americana, ma per la difesa missilistica mondiale. Sappiamo che ci sono avversari ostili che hanno mostrato molto interesse per quel particolare territorio, quella particolare fetta di mondo", ha detto Vance. "Chiediamo ai nostri amici europei di prendere più seriamente la sicurezza di quella massa continentale, perché se non lo faranno, gli Stati Uniti dovranno fare qualcosa. Sul cosa sarà, lascio la decisione al presidente", ha osservato Vance.
'TRUMP CORTEGGIA I GROENLANDESI, FINO A 100 MILA DOLLARI CIASCUNO'
Reuters: 'Per lasciare Copenaghen'. Vance all'Europa: 'Prendete il tycoon sul serio'
(di Francesco Betrò) (ANSA) - ROMA, 08 GEN - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump fissa il prezzo per accaparrarsi il favore dei groenlandesi: da 10 a 100 mila dollari ciascuno per convincerli a lasciare la Danimarca e sposare la causa degli Usa. La notizia arriva da fonti informate al sito della Reuters, ma che Washington abbia ipotizzato di acquistare la Groenlandia non è una novità.
DONALD TRUMP - CHI VUOL ESSERE BOMBARDATO - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA
Per il vicepresidente americano JD Vance è addirittura "essenziale per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti" e The Donald è "disposto a spingersi fino a dove è necessario" per risolvere il problema. "È lui a prendere la decisione finale", ha detto Vance, invitando gli europei a "prendere sul serio" il tycoon. Quasi un messaggio dopo la dura dichiarazione dei leader del vecchio continente.
Acquistare il Paese, corteggiando i suoi 57.000 abitanti, è l'ultima delle ipotesi ventilata da Trump, che pochi giorni fa non aveva escluso l'intervento delle forze armate, ipotesi poi ridimensionata dal segretario di stato Marco Rubio che ha parlato di "acquisto". Anche in patria sono molti a non vedere di buon occhio un'opzione militare, perfino dentro gli stessi repubblicani.
Un'invasione sarebbe "una stupidaggine di proporzioni colossali", ha tuonato il senatore dell'elefantino John Kennedy dando voce ai dubbi e alle perplessità dei conservatori in Congresso. Kennedy però ha lasciato aperta la possibilità di annessione se i cittadini groenlandesi lo scegliessero.
L'Unione europea, che già nei giorni scorsi aveva ribadito l'inviolabilità della sovranità della Groenlandia anche in funzione della sicurezza nell'Artico, resta vigile: L'Europa sta "valutando se si tratti di una minaccia reale e, in tal caso, quale sarebbe la nostra risposta" ha affermato l'Alta rappresentante dell'Ue, Kaja Kallas. Essendo territorio danese la Groenlandia è parte dell'Ue e della Nato, e questo aprirebbe scenari distopici.
DONALD TRUMP SUL PETROLIO IN VENEZUELA
Una sponda alle mire di Washington arriva invece dall'opposizione locale. Secondo Pele Broberg, leader del partito più grande che si oppone al governo, l'enorme isola Artica dovrebbe avviare "colloqui bilaterali con gli Usa" sul suo futuro, escludendo la Danimarca. Broberg, che rappresenta la voce più radicale sul fronte indipendentista e anti-danese, ha accusato il governo di Copenaghen di aver adottato una posizione "ostile sia alla Groenlandia sia agli Stati Uniti". E ha polemizzato con la ministra degli Esteri di Nuuk, Vivian Motzfeldt, secondo cui un negoziato a due sarebbe "illegale", dati gli attuali legami istituzionali dell'isola (ricchissima di risorse) con Copenaghen.
Nonostante la Groenlandia abbia lo status di territorio autonomo della corona danese, tutti i partiti rappresentati nel suo Parlamento sono favorevoli a una secessione formale dalla Danimarca e al superamento delle ultime tracce di dominio coloniale europeo. Ma hanno posizioni diverse su come acquisire l'indipendenza e sui rapporti col gigante americano, che già dal 1951 ha una presenza militare esclusiva sull'isola dei ghiacci e ne controlla la difesa.
jd vance e donald trump foto lapresse
E intanto, sulla pelle dei groenlandesi, sono già partite le scommesse. Com'era successo sul Venezuela, dove chi aveva puntato sulla caduta di Nicolás Maduro ha incassato 400 mila dollari, ora la popolare piattaforma Polymarket quota probabile al 16% l'acquisizione americana dell'isola. Probabilità non altissima, ma ogni giorno in aumento.



