donald trump jerome powell

A TRUMP SERVE UN CAPRO ESPIATORIO E L’HA TROVATO IN JEROME POWELL – DIETRO L’ASSALTO SENZA PRECEDENTI AL PRESIDENTE DELLA FEDERAL RESERVE (INDAGATO PER LA RISTRUTTURAZIONE DELLA SEDE DELLA BANCA CENTRALE), C’È LA SITUAZIONE PREOCCUPANTE DELL’ECONOMIA AMERICANA: LA CRESCITA TIENE SOLO GRAZIE AGLI INVESTIMENTI DEI COLOSSI TECNOLOGICI, E IL MERCATO DEL LAVORO STA RALLENTANDO DRASTICAMENTE – POI C’È IL FATTORE PERSONALE: TRUMP ROSICA PERCHÉ POWELL NON SI È MAI PIEGATO ALLE SUE PRETESE, MA HA TENUTO LA BARRA DRITTA IN NOME DELL’INDIPENDENZA DELLA FED, E L’HA SBUGIARDATO IN DIRETTA MONDIALE A LUGLIO CORREGGENDOLO SUI NUMERI DAVANTI ALLE TELECAMERE…

 

Estratto dell’articolo di Federico Fubini per www.corriere.it

 

VIGNETTA PUBBLICATA DA DONALD TRUMP IN CUI LICENZIA JEROME POWELL

Il primo test dopo il tentativo del Dipartimento di Giustizia americano di incriminare Jay Powell, il presidente della Federal Reserve, è simile a quello che la Casa Bianca di Donald Trump affrontò in aprile scorso sui dazi: la reazione dei mercati. Allora essa costrinse il presidente degli Stati Uniti a una marcia indietro, almeno parziale e temporanea. Ora Trump sarà di nuovo messo alla prova.

 

Lo è già. Questa mattina i futures sugli indici azionari di Wall Street indicano un’apertura in rosso; nelle prime fasi di contrattazione in Europa il dollaro ha perso lo 0,38% sulla media delle valute principali e i rendimenti dei titoli di Stato americani a dieci anni sono saliti di tre punti-base (0,3%).

 

jerome powell e christine lagarde al forum della bce a sintra

[…] soprattutto, […] Powell non si piega: «Questa azione senza precedenti va vista nel contesto più ampio delle minacce e delle pressioni in corso da parte dell’amministrazione – ha risposto Powell –. La minaccia di un’incriminazione è la conseguenza del fatto che la Federal Reserve fissa i tassi d’interesse sulla base della nostra migliore valutazione di ciò che serve al pubblico, piuttosto che seguire le preferenze del presidente».

 

Powell è stato ancora più duro, guardando alla fase successiva alla scadenza del suo mandato nel maggio prossimo: «Questa questione riguarda la possibilità per la Fed di continuare a fissare i tassi d’interesse sulla base dell’evidenza dei dati e delle condizioni economiche, o se invece la politica monetaria sarà diretta dalle pressioni politiche o dalle intimidazioni».

 

JEROME POWELL FED

[…] In altri termini, con l’attacco giudiziario guidato da Trump contro Powell si scontrano due modelli: da un lato il capo di potere esecutivo onnipotente che gestisce le agenzie economiche secondo le proprie convenienze politiche e personali […]; dall’altro la separazione dei poteri e l’indipendenza della banca centrale nel fissare il costo del denaro, in modo da contenere l’inflazione e (negli Stati Uniti) garantire il massimo livello possibile di occupazione, secondo un modello liberaldemocratico.

 

L’aspetto stupefacente è che Trump, in teoria, non avrebbe avuto bisogno di questo attacco. Dopo otto anni da presidente della Fed, Powell è in scadenza fra quattro mesi. Il tycoon ha detto al New York Times pochi giorni fa di aver già individuato il suo successore, che molti prevedono sia Kevin Hasset.

 

donald trump e jerome powell 10

Hasset è un fedelissimo di Trump: direttore del National Economic Council alla Casa Bianca, ha lavorato in entrambe le amministrazioni di Trump dopo anni nel think tank conservatore American Enterprise Institute.

 

Viene visto come una figura disposta a piegarsi ai diktat del presidente che, malgrado un’inflazione ancora vicina al 3% e non in calo, vorrebbe tagliare i tassi d’interesse all’uno per cento (oggi sono fra 3,5 e 3,75%).

 

[…]

Perché allora attaccare Powell, se la Casa Bianca può sperare di mettere la Fed sotto controllo entro pochi mesi?

 

In primo luogo, perché il controllo della Fed non è ancora assicurato. Nel Federal Open Market Committee siedono ancora banchieri centrali nominati prima del ritorno di Trump e presidenti delle Federal Reserve regionali che non prendono ordini dalla Casa Bianca.

 

DONALD TRUMP JEROME POWELL

Anche con Hasset o un altro fedelissimo a capo, Trump potrebbe faticare a spingere in fretta la banca centrale nella direzione che lui preferisce. Dunque il presidente ricorre all’intimidazione anche per lanciare un messaggio agli altri componenti del vertice della banca centrale.

 

Una seconda ragione […] è nella ricerca di un capro espiatorio, perché l’economia americana va meno bene di quanto appaia. Vero che la crescita del terzo trimestre 2025 è stata del 4,5% (in proiezione annuale), alla prima lettura.

 

Ma fuori dal settore tecnologico è di poco sopra l’uno per cento e gli investimenti privati, sempre fuori dal settore tech e dai data center dell’intelligenza artificiale, sono in calo di oltre il 4% rispetto a un anno fa.

 

Lo si nota nel mercato del lavoro che ha visibilmente rallentato, mentre l’automazione fa sì che proprio il settore tecnologico per primo continui a ridurre gli occupati. Insomma, quella americana di oggi appare sempre più una crescita dinamica ma per pochi ricchi. Quindi Trump, ai minimi nei sondaggi, cerca un colpevole sui cui scaricare le responsabilità […] in vista delle elezioni di midterm di novembre.

 

[…]

 

Infine, l’aspetto personale. Il 24 luglio scorso Trump ha visitato il cantiere della ristrutturazione del palazzo della Fed, la stessa per la quale oggi sta cercando di mettere Powell in stato di accusa. Quel giorno il presidente rinfacciò al banchiere centrale gli sforamenti dei budget nei lavori, esagerando le cifre. Powell stesso lo corresse in pubblico. Ristabilì semplicemente la realtà dei fatti, ma lo fece […] davanti alle telecamere. Sono scelte che di rado Trump lascia correre senza vendette personali.

DONALD TRUMP JEROME POWELLdonald trump Jay PowellDONALD TRUMP E JEROME POWELLJEROME POWELL JACKSON HOLE 2Jerome Powell e Lisa CookJEROME POWELL trump jerome powellchristine lagarde e jerome powell al forum della bce a sintra DONALD TRUMP JEROME POWELL

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...