TU CHIAMALA, SE VUOI, “RIPRESA” – ROMA STRAPPA UN PAREGGINO A BRUXELLES SULLA FINANZA PUBBLICA – RACCOMANDAZIONI UE RINVIATE A GIUGNO

Beda Romano per "ilsole24ore.it"

La Commissione europea ha pubblicato stamani qui a Bruxelles nuove previsioni economiche che confermano la graduale ripresa della congiuntura italiana dopo nove trimestri consecutivi di contrazione dell'economia.

Sul fronte dei conti pubblici, l'esecutivo comunitario ha preferito rinviare ogni commento sulla politica economica del governo Renzi all'inizio di giugno quando dovrebbe pubblicare nuove raccomandazioni-paese.

Secondo la Commissione l'economia italiana mostra «segnali di una stabilizzazione della produzione». Bruxelles prevede una crescita nel 2014 dello 0,6% del prodotto interno lordo, dopo un calo dell'1,9% nel 2013. L'anno prossimo la ripresa dovrebbe mostrare un'espansione dell'economia dell'1,2%. Queste cifre sono le stesse delle previsioni comunitarie di febbraio. A titolo di confronto, il governo Renzi prevede una crescita rispettivamente dello 0,8% e dell'1,3% del Pil.

«Rischi al ribasso per le prospettive economiche italiane potrebbero provenire da un ulteriore apprezzamento dell'euro e da tensioni geopolitiche; ambedue i fattori potrebbero pesare sull'attesa ripresa trascinata dall'export», si legge nel documento della Commissione europea. Il riferimento, naturalmente, è alla grave crisi in Ucraina, e ad eventuali sanzioni economiche contro la Russia, un partner importante dell'economia italiana.

Le previsioni di Bruxelles riguardano anche l'andamento delle finanze pubbliche. Nell'analisi di accompagnamento alle nuove stime, la Commissione non prende posizione né sulla scelta del governo Renzi di rinviare al 2016 il pareggio strutturale di bilancio né sull'evoluzione deludente del debito pubblico. Prende atto delle decisioni relative alla riduzione del cuneo fiscale e al taglio della spesa pubblica, ma in attesa di avere maggiori dettagli opta per previsioni al netto di queste misure.

«Le annunciate misure di tagli fiscali ai dipendenti con salari bassi e di revisione della spesa pubblica non sono state inglobate nelle previsioni relative al 2015 poiché i dettagli (di queste operazioni, ndr) non sono ancora stati pienamente precisati», si legge nel documento della Commissione. Il risultato è che l'esecutivo della Commissione prevede un deficit del 2,6% del Pil nel 2014 e del 2,2% del Pil nel 2015, in linea con le stime di febbraio.

Differenze minime ci sono nelle stime di deficit strutturale: 0,7% del Pil nel 2014 (a differenza del precedente 0,6%), mentre il dato per il 2015 resta immutato allo 0,9%. Solo in giugno, in occasione delle raccomandazioni-Paese sulla base del recente Documento economico e finanziario (Def), si conoscerà il responso di Bruxelles sulla decisione del governo di rinviare il pareggio di bilancio. Nel fine settimana, il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan si è detto ottimista su un benestare comunitario.

Più in generale, nel documento pubblicato stamani, la Commissione definisce la crescita europea «graduale e bilanciata da un punto di vista regionale, coinvolgendo anche la maggiore parte dei paesi vulnerabili». La zona euro dovrebbe crescere dell'1,2 nel 2014 e dell'1,7% nel 2015. Sul fronte francese, l'esecutivo comunitario prende atto degli sforzi del governo Valls di ridurre la spesa pubblica, ma prevede nonostante tutto un deficit nel 2015 superiore all'obiettivo del 3,0% del Pil, al 3,4%.

La pubblicazione delle previsioni comunitarie è stata oggi un esercizio volutamente sotto tono. Bruxelles sta ancora studiando i piani di stabilità presentati in aprile dai paesi membri, e per ora ha optato per la cautela. Peraltro, il momento politico è delicato. A ridosso di elezioni europee dal risultato incerto, ma con la possibilità di un buon risultato dei partiti radicali, l'esecutivo comunitario preferisce non urtare le sensibilità nazionali e avere quindi un atteggiamento prudente, se non consensuale.

 

MATTEO RENZI AL TAVOLO CON BARROSO VAN ROMPUY HARPER HOLLANDE CAMERON OBAMA MERKEL E SHINZO ABE RENZI AL VERTICE EUROPEO MATTEO RENZI E PIERCARLO PADOAN il palazzo della commissione europea a bruxelles

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)