funerali giorgio napolitano

“TUTTA ’A FAMIJA NAPOLITANO È DAAA LAZIO” – L’ADDIO A RE GIORGIO NAPOLITANO A MONTECITORIO CON LOTITO CHE TUONA IN TRANSATLANTICO – LA CRONACA DI CAZZULLO: LA RUSSA LO CHIAMA "NAPOLETANO", NESSUNO VUOLE SEDERSI VICINO A SOUMAHORO. RENZI ARRIVA IN RITARDO ABBRONZATISSIMO, SGARBI SI ASSOPISCE. LA MELONI SI VOLTA PER GUARDARE IN VISO LA NIPOTE DI RE GIORGIO, SOFIA - BRANDO BENIFEI, CAPOGRUPPO PD ALL’EUROPARLAMENTO, AVANZA CON CIUFFO ONDEGGIANTE TIPO PROMOTER DI DISCOTECA ANNI 80 CHE GLI AVREBBE PROVOCATO UN BIGLIETTO DI RIMPROVERO DA PARTE DI NAPOLITANO PIÙ SEVERO DI QUELLO PER...

Aldo Cazzullo per il Corriere della Sera - Estratti

clio napolitano

 

Strano funerale, senza bara, senza preti, senza chiesa, senza popolo: deserta piazza Capranica con il maxischermo, un centinaio di persone davanti a quello di piazza del Parlamento.

 

(...)

Sulla soglia di Montecitorio si allunga la fila dei notabili vestiti a lutto, ripresi con il telefonino dai turisti incuriositi in sandali e bermuda. D’Alema ripete l’aneddoto di Napolitano presidente della Camera che lo rimanda a casa a cambiarsi — «il commesso mi portò un biglietto, c’era scritto: il capo del maggiore gruppo di opposizione non può presentarsi così» — e aggiunge: «Napolitano tenne l’orazione funebre di mio padre. Io non sono mai stato amendoliano; ma mio padre sì».

 

clio napolitano mattarella

Il fantasma del comunismo si aggira sulla cerimonia laica, e resterà a lungo un non detto, almeno fino all’intervento di Anna Finocchiaro: «Napolitano scelse il Pci perché era il partito che aveva combattuto più duramente il fascismo, e perché si mescolava con il popolo».

 

La chiesa di Napolitano è il Parlamento, la Camera dei deputati, dove iniziò la sua vita pubblica nel 1953, a ventotto anni, e dove la chiude ora, a novantotto. L’ultima volta che lo si era visto qui a Montecitorio fu dopo la rielezione, la prima nella storia repubblicana, dieci anni fa. Napolitano tenne un discorso durissimo, in cui strigliò i parlamentari, quasi diede loro degli incapaci, e li esortò a fare le riforme per rendere il sistema più efficiente e più vicino ai cittadini.

 

(...)

sofia napolitano

Si rivedono volti dimenticati: Quagliariello, Vincenzo Visco che a molti fa pensare alla dichiarazione dei redditi, Occhetto, Silvia Costa e il mitico Alessandro Bianchi, ministro cossuttiano ai Trasporti nel governo Ciampi, con capelli lunghi sul collo. Ognuno cerca un amico con cui far passare il tempo, Schlein conversa con Landini, Teresa Bellanova non rinuncia ai suoi colori sgargianti, unica nota di arancione e viola in un’aula scura. Arriva Liliana Segre, c’è anche Giuliano Ferrara. Nessuno vuole sedersi vicino a Soumahoro.

 

Capannello di ex premier, in Italia categoria più numerosa dei metalmeccanici: Prodi, Conte, Letta, D’Alema, Monti, Amato, Gentiloni… Renzi arriverà a mezzogiorno meno dieci, abbronzatissimo. Alle 11 appare sullo schermo il feretro coperto dal tricolore, risuonano le note dell’inno, ci si alza in piedi e nessuno osa sedersi: passano così venti minuti di silenzio e imbarazzo. Si vede Macron in gilet chinarsi quasi fino a baciare le mani a Clio Napolitano, da giorni a fianco del marito pur con la bombola d’ossigeno. In tribuna ci sono gli agenti della scorta del Quirinale, i migliori d’Italia, gli stessi dai tempi di Ciampi, che a tutti aveva dato la stessa istruzione: «Non siate mai scortesi con i cittadini».

 

Ora i capi di Stato stranieri entrano in Aula: l’ex presidente francese Hollande con l’andatura da «pinguino», titolo della canzone cattivella che gli ha dedicato Carla Bruni; poi Macron, che si gira a cercare con lo sguardo Mario Draghi, lo vede, lo saluta portandosi la mano sul cuore. Ecco Giorgia Meloni: vestita di nero pare ancora più piccolina, ma quando guadagna la sedia da premier tutti i suoi ministri — Pichetto Fratin, Urso, Crosetto, Piantedosi, Tajani — scattano in piedi per lasciarla passare.

 

matteo renzi

Parla per primo il presidente della Camera Fontana, emozionatissimo, e dà mano a Wikipedia: «Dopo la laurea in giurisprudenza conseguita all’università di Napoli…». La Russa lo chiama Napoletano con la e ma almeno ci mette un po’ di cuore. Il presidente tedesco Steinmeier infila le cuffie per la traduzione; Macron ne fa a meno. Sgarbi deve aver fatto tardi ieri sera e si assopisce.

 

Parla Giulio Napolitano e sembra davvero di rivedere il padre: alto, asciutto, non una parola di troppo. Ma i tempi si fanno lunghi e sui banchi cominciano a vedersi i cellulari, spicca quello dell’ex ministra Fedeli, rosso acceso in tinta con gli occhiali e i capelli.

 

Sofia Napolitano, accompagnata dal fratello Simone, ricorda il nonno rigoroso e affettuoso, che le telefonava da bambina per segnalarle un cartone animato che le sarebbe potuto piacere — e qui la Meloni si volta per guardare in viso Sofia, mentre i suoi ministri restano con lo sguardo in avanti —, e da ragazza le indicava i libri e gli articoli utili per i suoi studi (ora si gira anche Salvini). 

 

(...)

clio napolitano macron

Dopo la Finocchiaro parla Gianni Letta: ricorda Napolitano sulla Flaminia presidenziale con Berlusconi, immagina che i due nell’aldilà possano essersi parlati, chiariti. Un messaggio a destra: ma quale golpe. L’ex ministro Lupi tamburella con le mani, sotto i banchi cominciano frenetiche consultazioni dei cellulari. Il posto accanto a Soumahoro è rimasto vuoto.

 

Monsignor Ravasi cita Thomas Mann, Mozart, Beccaria e conclude con il profeta Daniele, capitolo 12, versetto 3: «“I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento, coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre”. Questo è il fiore ideale che depongo sul feretro del presidente».

«Per la crisi Covid er calcio nun ha avuto un euro!» tuonerà nel Transatlantico Claudio Lotito, che è qui perché «tutta ’a famija Napolitano è daaa Lazio».

 

claudio lotito

Amato evoca la morte del consigliere D’Ambrosio, le intercettazioni, il moto d’orgoglio di Napolitano — «fu stabilito che il presidente della Repubblica deve poter contare sull’assoluta riservatezza delle sue comunicazioni —»; segue Gentiloni sull’impegno europeista. Parte la suoneria di un cellulare, poi di un altro, il ritmo dei discorsi accelera.

 

Macron si ferma a salutare un giovane in sedia a rotelle: è lo storico Alessandro Acciavatti, autore di studi importanti sui rapporti tra Quirinale e Vaticano. Franco Carraro ricorda l’incontro con l’imperatore Hirohito all’Olimpiade di Tokyo 1964. Passano Giovanni Malagò e Luca Barbareschi. Ravasi e Sgarbi discutono se siano più tersi i cieli di Perugino, Piero della Francesca o Ercole de’ Roberti.

 

brando benifei

Brando Benifei, capogruppo Pd all’Europarlamento, avanza con ciuffo ondeggiante tipo promoter di discoteca anni 80 che gli avrebbe provocato un biglietto di Napolitano più severo di quello per D’Alema. Nel Transatlantico passa ora il feretro, nessuno azzarda un segno della croce, non l’ha fatto neppure il Papa. Finocchiaro: «Giorgio ha dedicato la sua vita all’Italia, e a essa appartiene la sua memoria». Fuori, passanti in lacrime ma per l’assenza di taxi, oggi particolarmente introvabili. A Roma, anche quando cambia tutto, all’apparenza non cambia mai nulla.

giorgio napolitanoMASSIMO DALEMA ROMANO PRODI MARIO MONTI ENRICO LETTA GIUSEPPE CONTE - FUNERALI GIORGIO NAPOLITANOravasi gasparri funerali napolitanosofia napolitano ai funerali del nonno giorgio 3giulio napolitano ai funerali di giorgio napolitanogiuliano amato anna finocchiaro paolo gentiloni ai funerali di giorgio napolitanofunerali laici di giorgio napolitano Frank-Walter Steinmeier ai funerali di giorgio napolitano francois holland ai FUNERALI DI GIORGIO NAPOLITANO funerali di giorgio napolitano 6funerali di giorgio napolitano 5emmanuel macron FUNERALI DI GIORGIO NAPOLITANO pier ferdinando casini mario draghi pietro grasso funerali di giorgio napolitano funerali di giorgio napolitano 4funerali di giorgio napolitano manfredi sala nardella funerali di giorgio napolitano massimo d alema romano prodi funerali di giorgio napolitanofunerali di giorgio napolitano 1giorgia meloni e emmanuel macron a roma dopo i funerali di giorgio napolitano

 

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