1- IL GENERALE D’ARRIGO INCHIODA TREMENDINO TREMONTI: “MILANESE AVEVA LA DELEGA ESCLUSIVA SU QUALUNQUE QUESTIONE GENERALE E FUNZIONALE... È STATO IL MINISTRO A PRESENTARMELO E HA DETTO CHE NON POTEVAMO RIVOLGERCI AD ALTRI” 2- CHI AVVISAVA IL BRACCIO MAL-DESTRO DI GIULIETTO TANTO DA SPINGERLO A FARE VENTI VISITE ALLE SUE CASSETTE DI SICUREZZA SEMPRE IN MOMENTI PARTICOLARI DELL'INCHIESTA? 3- NON SOLO POTERE SULLE FIAMME GIALLE MA ANCHE SULLE NOMINE DELLA AZIENDE DI STATO. FABRIZIO TESTA, COMPONENTE DEL CDA ENAV, RIVELA: “HO SOLLECITATO UN IMPRENDITORE A PAGARE LE RATE DI UN LEASING DI UNA BARCA ACQUISTATA DA MILANESE IN MODO DA AVERE LA PROTEZIONE POLITICA DEL MILANESE, DEPUTATO CHE PER CONTO DEL MINISTERO DELL'ECONOMIA SI INTERESSAVA DELLA NOMINA NEL CDA DI ENAV” 4- COME HA FATTO, FUORI STIPENDIO, IN CINQUE ANNI A GUADAGNARE UN MILIONE E 368MILA?

Fiorenza Sarzanini per il "Corriere della Sera"

In meno di un anno e mezzo ha compiuto oltre venti «accessi». Visite nei caveau delle banche di Roma e Milano per aprire le cassette di sicurezza e portar via il contenuto. Le nuove carte dell'accusa contro il parlamentare del Pdl Marco Milanese, braccio destro del ministro Giulio Tremonti fino al giugno scorso, rivelano il possibile inquinamento delle prove nell'inchiesta per associazione a delinquere, corruzione e rivelazione di segreto condotta dalla Procura di Napoli.

E confermano come sia stato proprio il titolare dell'Economia a delegargli la gestione di numerosi settori chiave, primo fra tutti il controllo della Guardia di Finanza. Tra i documenti trasmessi dal pubblico ministero Vincenzo Piscitelli alla giunta di Montecitorio che deve pronunciarsi sulla richiesta di arresto del giudice, ci sono anche le relazioni che ricostruiscono le disponibilità economiche del deputato e fanno emergere consistenti movimentazioni di denaro contante.

DOCUMENTI E GIOIELLI...
Sono sei le cassette di sicurezza che Milanese possiede in due banche di Roma e Milano. In quei forzieri - è questa la certezza dei magistrati - avrebbe custodito, oltre ai gioielli, soldi e documenti preziosi per l'inchiesta. Materiale portato via quando è apparso probabile un suo coinvolgimento nelle indagini e dunque la possibilità che lo «scudo» parlamentare non fosse sufficiente ad evitare una perquisizione.

E la convinzione dei pubblici ministeri deriva proprio dalla frequenza con la quale li ha aperti tra la metà del 2009 e la fine del 2010, vale a dire durante l'indagine avviata nei confronti del suo amico imprenditore Paolo Viscione che, dopo essere stato arrestato, ha deciso di collaborare con gli inquirenti e ha rivelato le sue pressioni per ottenere «mazzette» e favori. Anche perché alcune «visite» avvengono in momenti particolari dell'inchiesta che Milanese sarebbe riuscito a «monitorare» grazie alle confidenze ricevute da alcune «talpe».

A Milano si registrano 17 accessi tra luglio 2009 e il 14 dicembre 2010. Almeno altri sette, otto avvengono a Roma. L'ultimo risale al 29 dicembre 2010. Per le indagini l'ultimo mese di quell'anno è decisivo. Il 15 dicembre a Napoli finisce in carcere Viscione, ma anche Roma è da tempo in movimento. Perché già da diverse settimane il commercialista Marco Iannilli, uno degli arrestati per l'inchiesta sugli appalti concessi da Enav e Finmeccanica, sta collaborando con i pubblici ministeri della Capitale e ha inserito Milanese tra i «contatti» di Lorenzo Cola, il consulente del presidente Pierfrancesco Guarguaglini.

Ma soprattutto perché il 13 dicembre, mentre anche Cola ha deciso di parlare, viene interrogato Fabrizio Testa, componente del consiglio di amministrazione di Enav. E rivela: «Ho sollecitato un imprenditore a pagare le rate di un leasing relativo all'acquisto di una barca da parte dell'onorevole Milanese in modo da avere la protezione politica del Milanese, deputato che per conto del ministero dell'Economia si interessava della nomina nel cda di Enav» e dunque poteva fargli ottenere l'incarico.

E sempre a metà dicembre, Milanese organizza a casa dell'avvocato Luigi Fischetti, l'ormai famoso pranzo con Tremonti e il procuratore aggiunto di Roma Giancarlo Capaldo, che delle indagini su Finmeccanica era all'epoca il titolare.

I SOLDI IN CONTANTI...
L'ultima relazione fornita a Piscitelli dal consulente finanziario elenca le «entrate» di Milanese tra il 2006 e il 2011 relative agli emolumenti. Si scopre così che in cinque anni il deputato, ha guadagnato un milione e 368mila euro. La cifra non comprende le consulenze e gli incarichi ottenuti grazie al suo ruolo di consigliere politico del ministro dell'Economia, ma anche al suo passato di ufficiale delle Fiamme Gialle.

Era stato lo stesso perito ad evidenziare come Milanese abbia ottenuto 164.773 euro dall'Alitalia e 245.792 euro dalle Ferrovie. Oltre 130mila euro dalla Rai mentre la presidenza del Consiglio dei ministri gli ha versato assegni per 160.000 euro.

Capitolo a parte riguardano i depositi in contanti, sui quali sono state disposte ulteriori verifiche per cercare di ricostruirne l'origine attraverso l'incrocio delle testimonianze con le date di accredito. In tutto, tra il 2006 e il 2010, l'onorevole Milanese ha movimentato sui suoi conti 125 mila euro «liquidi». I maggiori sospetti si concentrano su un versamento «cash» di 59.659 avvenuto nel 2007 e un altro di 12.633 nel 2010.

Del resto la disponibilità di denaro contante da parte di Milanese era già stata evidenziata da uno degli indagati dell'inchiesta, il commercialista Guido Marchese, che con lui ha condotto alcune operazioni immobiliari e ha raccontato di aver ricevuto 250 mila euro in contanti a garanzia di un debito da 650 mila euro che il deputato si era così impegnato ad onorare.

LA DELEGA «ESCLUSIVA»...
Il potere e l'influenza che Milanese aveva sulle aziende pubbliche, ma soprattutto sulla Guardia di Finanza, sono ben descritte dal generale Cosimo D'Arrigo che delle Fiamme Gialle è stato comandante fino al 10 giugno 2010. Il 9 luglio scorso, in un'intervista al Corriere della Sera, l'alto ufficiale nega l'esistenza di «cordate» interne che era stata invece denunciata proprio dal ministro Tremonti.

E accusa lo stesso responsabile dell'Economia di aver «commesso un errore a delegare quasi in toto il rapporto con la Guardia di finanza al suo ex consigliere politico Marco Milanese». Parole che pesano e convincono il pubblico ministero sulla necessità di approfondire queste dichiarazioni.

L'8 agosto D'Arrigo viene interrogato da Piscitelli come testimone. Conferma quanto già affermato, ma aggiunge ulteriori dettagli, citando fatti e circostanze. Racconta a verbale: «Milanese aveva la delega esclusiva su qualunque questione generale e funzionale... È stato il ministro a presentarmelo e ha detto che non potevamo rivolgerci ad altri. Questo ci ha creato problemi di ordine pratico con complessivo rallentamento delle attività perché Milanese aveva moltissimi impegni, anche all'estero».

Poi entra nello specifico e sottolinea come «il fatto che fosse della Guardia di Finanza lo rendeva "terminale" di richieste e provvedimenti». Il riferimento è all'organizzazione interna, ma soprattutto alle nomine e ai trasferimenti che dovrebbero essere di esclusiva competenza del comandante generale, che agisce d'intesa con il ministro.

Una procedura che evidentemente Tremonti aveva deciso di affidare interamente al suo braccio destro. E per far comprendere a che cosa si riferisca, D'Arrigo cita il caso del generale Emilio Spaziante, da sempre ritenuto molto vicino a Milanese: «Mi ricordo che secondo i miei piani Spaziante doveva essere trasferito a Firenze. Mi furono rappresentate necessità personali perché rimanesse a Roma ed effettivamente alla fine rimase».

 

milanese TREMONTI E MILANESECosimo D'ArrigopiscitelliCAPALDOEmilio Spaziante

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…