meloni orban

URBI ET ORBAN – IL PRESIDENTE UNGHERESE AMMETTE CHE IL SUO PARTITO, FIDESZ, “STA NEGOZIANDO CON I CONSERVATORI EUROPEI, MA NON ADERIRÀ AD ALCUN GRUPPO POLITICO PRIMA DELLE ELEZIONI" – LA SCORSA SETTIMANA, AL CONSIGLIO EUROPEO, L'EURO-PUZZONE È STATO INVITATO DA GIORGIA MELONI A ENTRARE IN “ECR”. UN MODO PER EVITARE IL SORPASSO DI “IDENTITÀ E DEMOCRAZIA”, CHE RIUNISCE SALVINI E LE PEN…

GIORGIA MELONI VIKTOR ORBAN

(ANSA) - Per quanto riguarda le elezioni del Parlamento europeo, "Fidesz sta attualmente negoziando con il gruppo dei conservatori europei, ma non aderirà ad alcun gruppo politico prima delle elezioni europee". Lo ha detto il primo ministro ungherese, Viktor Orban, nella conferenza stampa annuale.

 

Le europee, ha aggiunto "saranno al centro" degli obiettivi politici per il 2024. "Sono arrivato a credere che i burocrati di Bruxelles vivano in una bolla e che Bruxelles non riesca a vedere i problemi reali: lo scopo delle elezioni del 2024 è quello di far aprire gli occhi a Bruxelles e di poter correggere gli errori commessi quest'anno".

 

"A Bruxelles c'è una bolla di sapone che deve scoppiare" ha spiegato Orban, aggiungendo che l'intenzione è di "spingere la struttura dei partiti a uscire da questa situazione, che sta andando nella direzione sbagliata". Il premier si è poi soffermato sull'Ucraina, sostenendo che Kiev ha bisogno di essere sostenuta "con decisioni immediate e rapide, non con l'adesione all'Ue, che è una bella offerta, ma una promessa lontana".

 

"Solo il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il presidente francese Emmanuel Macron possono ritirarsi. Il primo ministro ungherese al massimo può andarsene" ha aggiunto, spiegando la sua decisione, suggerita da Scholz, di lasciare la sala del Vertice al momento della votazione sull'avvio dei negoziati di adesione all'Ue dell'Ucraina. L'Ungheria non vuole giocare "il ruolo di Cassandra" ha aggiunto il premier, tracciando un parallelo tra la posizione di Budapest sull'immigrazione, seguita negli anni a venire dall'Ue, e quella sull'Ucraina.

 

"Adesso sono tutti contro gli ungheresi, ma vedrete che abbiamo ragione" ha tuonato Orban, pur ammettendo che sul dossier ucraino i 26 avevano "solidi argomenti". Quanto al pacchetto di aiuti da 50 miliardi a Kiev, il premier ha insistito sul fatto che siano varati fuori dal bilancio comunitario. "Tutto ciò che chiediamo - ha detto - è di attuare quanto previsto dal bilancio. I soldi degli ungheresi sono nel bilancio: sono i nostri soldi, dateceli". E sui fondi congelati da Bruxelles a causa delle violazioni dello Stato di diritto, Orban ha parlato di "ricatto": "se la Commissione europea darà all'Ungheria il denaro che le spetta, sostituiranno la presidente della Commissione".

 

"La domanda è: cosa possiamo fare? Non molto" ha proseguito il premier, che ha poi rigettato la possibilità di avviare un'altra procedura ai sensi dell'articolo 7 dei trattati europei, che prevede fino alla sospensione del diritto di voto di uno Stato Ue in caso di gravi violazioni dello stato di diritto e dei diritti fondamentali della Ue. "Non ce n'è motivo" ha detto il premier, ricordando la recente valutazione di Palazzo Berlaymont sulla riforma del sistema giudiziario che ha consentito lo sblocco di 10,2 miliardi di euro di fondi di coesione. Quanto all'invasione russa dell'Ucraina, Orban è tornato a parlare di "operazione militare".

 

"Non c'è stata alcuna dichiarazione di guerra, nessuna mobilitazione totale", è il ragionamento del premier che ha smentito le indiscrezioni su un nuovo incontro con il presidente russo, Vladimir Putin, mentre ha bollato come "coincidenza" quello avvenuto a Pechino nei mesi scorsi. Fosche le prospettiva di un voto del Parlamento ungherese sull'adesione della Svezia alla Nato. I deputati non ne sono entusiasti, dato che "quando abbiamo approvato l'adesione della Finlandia, il governo finlandese ha fatto causa all'Ungheria per un'altra questione", ha spiegato Orban, specificando che tra Turchia e Ungheria "non esiste alcun accordo" sulla questione. "I due paesi possono prendere una decisione indipendentemente" l'uno dall'altro, ha detto.

giorgia meloni viktor orban meme by edoardo baraldi meloni orbanmateusz morawiecki giorgia meloni viktor orban meloni orbanGIORGIA MELONI VIKTOR ORBAN

Ultimi Dagoreport

julianne moore tilman fertitta

FLASH – L’AMBASCIATORE AMERICANO IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, HA SCAPOCCIATO CON I VERTICI DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA: IL MILIARDARIO, AMICO PERSONALE E FINANZIATORE DI TRUMP, SOGNAVA DI INCONTRARE LA DIVA JULIANNE MOORE, NELLA CAPITALE PER PARTECIPARE AL FESTIVAL. LA GRANDE ATTRICE SI È RIFIUTATA, ESSENDO UN’ANTI-TRUMPIANA DI FERRO – FERTITTA SE LA SAREBBE PRESA DIRETTAMENTE CON L’INCOLPEVOLE SALVO NASTASI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CINEMA PER ROMA, CHE AVREBBE DOVUTO ORGANIZZARE, SECONDO FERTITTA, UN’IMBOSCATA ALL'ATTRICE PREMIO OSCAR…

elly schlein franceschini, zingaretti, orlando, speranza decaro, de pascale); gualtieri beppe sala veltroni, bersani, gentiloni

DAGOREPORT – SE ELLY SCHLEIN SPADRONEGGIA NEL PD E’ ANCHE PERCHE’ CHI POTREBBE CONTRASTARLA, PERCHE’ NON CONDIVIDE LE SUE IDEE, EVITA DI ESPORSI (PER PARACULISMO O CONVENIENZA) – DAI MAGGIORENTI DEM (FRANCESCHINI, ZINGARETTI, ORLANDO, SPERANZA) AI GOVERNATORI FURBACCHIONI (DECARO, DE PASCALE); DAI SINDACI CACADUBBI (GUALTIERI) A QUELLI CHE SI SONO ALLINEATI BEPPE SALA) FINO AI “PADRI NOBILI” (VELTRONI, BERSANI, GENTILONI) CHE SOGNANO IL QUIRINALE, IN CASO DI VITTORIA DEL “CAMPO LARGO” – IL RUOLO DI STEFANO BONACCINI CHE DA RIVALE DI ELLY SI E' TRASFORMATO NEL SUO CAVALIER SERVENTE ED E' STATO ABBANDONATO DAI SUOI - EPPURE, PER I SONDAGGI, SI PROFILA UNA SOLENNE BATOSTA PER ELLY - E SE COSI’ FOSSE, GLI ELETTORI DEL CENTROSINISTRA SAPREBBERO CON QUALI “IMBOSCATI” PRENDERSELA…

leonardo maria del vecchio marco travaglio il fatto quotidiano

DAGOREPORT - L’ULTIMA SMARGIASSATA MANICOMIALE DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO DI LANCIARE UN’OPA SULLA "SEIF", SOCIETA EDITORIALE DEL "FATTO QUOTIDIANO", REO DI SQUADERNARE CON I SUOI ARTICOLI FATTI E MISFATTI DELLA SUA AGITATISSIMA ATTIVITÀ PRIVATA E PROFESSIONALE, FINO A IERI POTEVA RIENTRARE IN UNA CATEGORIA BEN NOTA IN ITALIA CON IL TERMINE: "CI SEI O CI FAI?", "SEI SCEMO O MI STAI PRENDENDO PER IL CULO?" - NEL CASO DI LMDV, ORMAI, L’INTERROGATIVO NON HA PIÙ SENSO: IL SIGNORINO È PROPRIO FUORI DI TESTA, FUORI ORARIO, FUORI BINARIO - ANZICHÉ OCCUPARSI DI SBLOCCARE LA RISSA IN CASA DEL VECCHIO CHE OCCUPA LE CRONACHE FINANZIARIE ITALIANE DA BEN QUATTRO ANNI, NONCHÉ PREOCCUPARSI DI UN DEBITO PERSONALE CRESCIUTO A VELOCITÀ IMPRESSIONANTE, IL RISULTATO OTTENUTO DALL’ULTIMA SPACCONATA DA FEDEZ PICCHIATELLO DI LEONARDINO, DETTO LENNY, È CHE OGGI IN BORSA È RIUSCITO A FAR BALZARE IN POSITIVO IL TITOLO DELLA SOCIETÀ EDITORIALE IL FATTO: + 18,18%. BENE, BRAVO, CONTINUA COSÌ…

elly schlein vincenzo de luca piero

VINCENZO, SCENDI IN CAMPO! - DE LUCA E' STUZZICATO ALL'IDEA DI CANDIDARSI ALLA PRIMARIE DEL "CAMPO LARGO", MA AL MOMENTO DELLA VERITA’ SI FRENA PER NON DANNEGGIARE IL FIGLIO PIERO, DEPUTATO DEM E COORDINATORE DEL PD IN CAMPANIA - RENZI IMPLORA IL SINDACO DI SALERNO DI PROPORSI COME FRONTMAN DI ITALIA VIVA (“DA SOLO VALE DUE PUNTI PERCENTUALI”) MA LO SCERIFFO HA DECLINATO (PER ORA) PER IL “BENE” DI PIERO, E CHIEDE AI SUOI FEDELISSIMI DI IMPEGNARSI PER ELLY SCHLEIN ALLE PRIMARIE - RISULTATO: I SUOI STORICI AMICI LO STANNO MOLLANDO PERCHE' NON LO RICONOSCONO PIU'... - VIDEO!

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…