cerno meloni venezi giornaliste italiane

MARCELLO VENEZIANI E MARIO GIORDANO SONO IL PASSATO, I NUOVI MESSAGGERI DEL VERBO DI GIORGIA MELONI SONO L’EX SENATORE DEM TOMMASO CERNO, LA PREZZEMOLONA ANNALISA CHIRICO E FRANCESCO GIUBILEI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE TATARELLA, E IL DUPLEX VENEZI-MAZZI – IL RUOLO DELLE “GIORNALISTE ITALIANE”, L’ORGANIZZAZIONE NATA IN RAI CHE RIUNISCE CRONISTE CONSERVATRICI VICINO ALLE SORELLE MELONI MOLTO PIÙ DELLA VECCHIA GUARDIA DI DIRETTORI (MASCHI). TRA I VOLTI PIÙ CONOSCIUTI LA CHIGISTA DEL TG2, GIULIA DI STEFANO, MANUELA MORENO, E PAOLA FERRAZZOLI - IN RAI COME NUOVI VOLTI DI RIFERIMENTI DOVREBBERO SBARCARE A BREVE CLAUDIO BRACHINO E HOARA BORSELLI…

Lisa di Giuseppe per https://www.editorialedomani.it/politica/italia/meloni-fdi-cultura-mondo-nomi-chi-sta-a-destra-xnl8mvmy - Estratti

 

Forse non serve un Pier Paolo Pasolini, ma basta un Carlo Conti. Senza nulla togliere al valore culturale del direttore artistico di Sanremo 2026, ovviamente. Il melonismo ha conquistato il centro del paese e, con lui, volti che portano in giro per l’Italia la variante soft della politica degli eredi di An. Con tanti saluti a Marcello Veneziani e Mario Giordano, che consumano inchiostro per ricordare al ministro della Cultura Alessandro Giuli da dove viene e dove (secondo loro) non sta andando.

 

(...) La nuova generazione è parte di un mondo tangente alla destra tradizionale, ma con un piede nel mainstream, capace di portare più lontano il verbo della presidente del Consiglio.

 

Non si tratta di meloniani purissimi, anzi. Ma anche il pubblico della kermesse da tempo non è più composto da militanti convinti, chi orbita nell’universo del partito della nazione spesso è di tutt’altra estrazione.

meloni cerno

 

Certo non è il caso di Arianna Meloni, che nel partito tutto vede e tutto governa, ma per esempio Tommaso Cerno, neodirettore del Giornale e acclamatissimo intervistatore di Giuseppe Conte, ex senatore dem, è lontanissimo dal colleoppismo spinto dei Giampaolo Rossi e dei Guido Paglia (un altro che ormai attacca la governance Rai da destra). Ciò nonostante sa perfettamente quali sono le parole d’ordine – «Soumahoro», «cooperative», «Superbonus» – da pronunciare per scatenare la folla di avventori simpatizzanti di Atreju.

 

 

Per non parlare della deriva televisiva: a disposizione degli autori – anche quelli dei «salotti radical-chic» come ama descriverli Giorgia Meloni – non ci sono più soltanto “animali da palcoscenico” come il leghista Claudio Borghi o il presidente di commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone.

 

tommaso cerno giorgia meloni francesco acquaroli

Entrambi restano presentissimi, ma al loro fianco si è ormai cristallizzata una buona squadra di volti “di destra” più pacati. C’è da tempo Annalisa Chirico, che conduce anche su Radio 1, dove qualche programma più in là registra la sua trasmissione Noemi, a cui pure viene attribuita un’amicizia personale con le sorelle Meloni. Ma uno dei più ambiti dai programmi è senz’altro Francesco Giubilei, classe 1992 e presidente della Fondazione Tatarella. Un erede dei Mario Sechi e gli altri direttori dei giornali di destra, un po’ meno presenti, come i “colonnelli” meloniani in Rai, nel palinsesto di Atreju di quest’anno.

 

francesco giubilei in onda

Oltre agli ospiti à la Raoul Bova o Francesco Facchinetti – «la sinistra coltiva odio, Giorgia Meloni invece sa fare politica» – a dettare i tempi dal palco hanno pensato, spesso, le Giornaliste italiane. L’organizzazione nata in Rai che riunisce croniste conservatrici sembra essere diventata, se non braccio operativo, almeno bacino di riferimento delle sorelle Meloni molto più della vecchia guardia di direttori (maschi). Tra i volti più conosciuti la chigista del Tg2, Giulia Di Stefano, la coconduttrice di L’Alieno in patria, Manuela Moreno, mentre la presidente, Paola Ferrazzoli, ha condotto addirittura il panel, l’unico, a cui ha partecipato Arianna Meloni.

 

ANNALISA CHIRICO

In Rai, al di là di presunti abboccamenti (sempre smentiti) della destra con Stefano De Martino, come nuovi volti di riferimenti dovrebbero sbarcare a breve Claudio Brachino e Hoara Borselli. Anche Piero Chiambretti sembra aver spuntato l’access del sabato sera dopo una prova soddisfacente del suo Finché la barca va.

 

Capitalizza invece la sua passione per le patrie province Edoardo Sylos Labini, da sempre prezzemolo della Rai sovranista, pronto a portare il pubblico, con il suo Radix, in un «viaggio identitario» a Pomezia, Chioggia, Ascoli, Lecce, Casale Monferrato (nel frattempo Alberto Angela per il suo programma in onda notte di Natale ha scelto la poco provinciale Torino, non gli deve essere arrivata la nuova direttiva da via Asiago).

 

Beatrice Venezi al Teatro Colon di Buenos Aires

A ricavarsi un ruolo sempre più preminente – ma sempre nelle retrovie – c’è il sottosegretario alla Cultura, Gianmarco Mazzi. Accanto a lui, anche se di generazione successiva, i due organizzatori di Atreju, Giovanni Donzelli e Francesco Filini. Merita una menzione d’onore il talento multiforme di Gennaro Sangiuliano, volto suo malgrado grazie all’identità cangiante di direttore-ministro-corrispondente-capogruppo regionale. Ben più giovani, ma lanciate nel cielo stellato del melonismo Marta Schifone, figlia d’arte e commissaria del partito a Napoli, e Grazia Di Maggio, giovane promessa di FdI saldamente al microfono di Radio Atreju.

gianmarco mazzi

 

Fanno parte della leva politica degli anni Novanta anche la tanto discussa direttrice d’orchestra Beatrice Venezi e Caterina Funel, che ha iniziato a frequentare FdI quando aveva quattordici ed è in pole position come prossima guida dei giovani meloniani: quest’anno aveva la responabilità dei volontari di Atreju. Militasse altrove si potrebbe dire che il suo è un futuro nel segno del sol dell’avvenire.

 

giorgia meloni e tommaso cerno festa 80 anni il tempo

Ultimi Dagoreport

elezioni giorgia meloni

DAGOREPORT – QUANDO SI VOTA? SARÀ ANCHE UNA “FISSAZIONE”, COME HA DETTO OGGI GIORGIA MELONI AI GIORNALISTI, MA ORMAI È CHIARO A TUTTI CHE LE ELEZIONI SI TERRANNO A MAGGIO. SARÀ UN ELECTION DAY, PERCHÉ CON QUESTI CHIARI DI LUNA (CRISI ENERGETICA, ZERO SOLDI) SAREBBE UNO SCHIAFFO NON RAGGRUPPARE LE COMUNALI ALLE POLITICHE – LA DUCETTA SA CHE LA CRISI PUÒ TRASFORMARSI RAPIDAMENTE IN DISORDINE SOCIALE. SPOSTARE IL VOTO DI QUALCHE MESI POTREBBE TRASFORMARE UN QUASI PAREGGIO IN UNA SCONFITTA CERTA (LA STORIA DI RENZI, SALVINI, M5S, INSEGNA: A PASSARE DALL’ALTARE ALLA POLVERE CI VUOLE UN ATTIMO) – PER LA GRAVITÀ DELLA SITUAZIONE, MELONI DOVREBBE INCOLPARE SOPRATTUTTO SE STESSA: INVECE CHE USARE I 200 MILIARDI DEL PNRR A MODINO, PER INVESTIMENTI STRUTTURALI E RIFORME, LI HA BUTTATI NEL CESSO PER MANCETTE ELETTORALI – LA “CONFESSIONE” A FAZZOLARI (“HAI SEMPRE RAGIONE, ERA MEGLIO VOTARE SUBITO”) E QUEI TIMBRI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA CHE SEGNALANO “ELEZIONI IMMINENTI”

ssica serfaty benedetta frucci leonardo maria del vecchio quotidiano nazionale

FLASH! - A "QN" SERVONO PIU' DESKISTI E MENO BELLE PENNE – CHE CI FACEVA L’EX DI LEONARDINO DEL VECCHIO, LA BONISSIMA MODELLA JESSICA SERFATY, CHE HA ACCUSATO "LENNY" DI VIOLENZE (POI RITRATTATE) E DI UNA CAMPAGNA D’ODIO E DISCREDITO ONLINE, ALLA PRESENTAZIONE DEL “QN”, ALLA GNAM DI ROMA? E INFATTI NON C'ERA: L'HANNO VISTA SOLO GLI INCAUTI REDATTORI DEL "QUOTIDIANO NAZIONALE" - NELLA PAGINA DEDICATA ALL'EVENTO, SPUNTA UN LAPSUS FREUDIANO: IN UNA DIDASCALIA, SPUNTA IL NOME DELLA SERFATY, MA NELLA FOTO C'È BENEDETTA FRUCCI, LA GIOVANE ARETINA PORTAVOCE DI MATTEO RENZI (ANCHE LEI DI BELLA PRESENZA) - È SOLO UNO DEI "REFUSI" SULL'EDIZIONE DI OGGI: NELLA DOPPIA PAGINA DEL CARTACEO SULL'EVENTO DI PRESENTAZIONE ALLA GNAM TUTTE LE IMMAGINI ERANO FUORI FUOCO, TRANNE QUELLE CON DEL VECCHIO, ORFEO, MELONI E PIANTEDOSI - UN BEL PROBLEMA DI STAMPA, DOPO DUE MESI DI PREPARAZIONE. EVIDENTEMENTE C'È ANCORA TANTO DA LAVORARE...

trump susie wiles hegseth

DAGOREPORT – TRUMP È IMBALLATO E IMBAMBOLATO MA UN ANIMALE FERITO È ANCORA PIÙ PERICOLOSO. LA SCONFITTA ALLE MIDTERM ALTERA ANCORA DI PIÙ IL DECLINO COGNITIVO DEL TYCOON, E TUTTI, COMPRESO PUTIN, SI CHIEDONO: CHE SI INVENTERÀ QUEL PAZZO SCATENATO? – SOLO, ISOLATO, INCAZZATO, TRUMP È ALLA RICERCA DI UN CAPRONE ESPIATORIO. l’INDIZIATO NUMERO UNO (NONOSTANTE LE SMENTITE), È IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH. A VOLER CACCIARE IL BELLIMBUSTO EX ANCHORMAN DI “FOX NEWS” È SOPRATTUTTO LA CAPA DI GABINETTO DELLA CASA BIANCA, SUSIE WILES. LA NOTIZIA PIÙ CLAMOROSA È CHE È UN REPUBBLICANO, THOMAS MASSIE, A VOLER PRESENTARE L’IMPEACHMENT PER HEGSETH, LA PROSSIMA SETTIMANA ALLA CAMERA…

schlein conte boschi renzi

DAGOREPORT - PER IL CAMPO LARGO C’E’ UNA STRADA TRA…I BOSCHI - AL TEATRO BRANCACCIO, INSIEME A SCHLEIN, CONTE, BONELLI E FRATOIANNI, C'ERA MARIA ELENA BOSCHI - PER NON PERDERE IL 2% DEI VOTI DI ITALIA VIVA SENZA FAR INCAZZARE GLI ELETTORI DEL M5S, SI PROVA A "NASCONDERE" RENZI - BOSCHI E CONTE, CHE SI SONO TROVATI D’ACCORDO SUL “NO” ALLA PATRIMONIALE, SI CONOSCONO DA MOLTI ANNI - DOMANI AL TAVOLO PER IL PROGRAMMA CI SARANNO GLI ALTRI CESPUGLI DI CENTRO - LE TANTO TEMUTE PRIMARIE SI FARANNO DAVVERO? BALLA ANCORA L'IPOTESI FEDERATORE...

renzo ulivieri

DAGOREPORT - AIAC, CHE MALE PER ULIVIERI! NELLA BATTAGLIA MALAGÒ-GALLIANI PER LA GUIDA DELLA FIGC, SCOPPIA UN BUBBONE NELL’ASSOALLENATORI, GUIDATA DA 20 ANNI DALL'85ENNE “COMPAGNO” ULIVIERI: DOPO 20 ANNI DI PUGNO DI FERRO STALINIANO ALL'AIAC, IL "MATUSA" DELLA PANCHINA E' DIVENTATO SPONSOR DEL FORZISTA GALLIANI – IL CASO LOZZI, OPPOSITORE DI ULIVIERI, E IL COMMISSARIAMENTO DEL GRUPPO REGIONALE DEL LAZIO (SCONFESSATO DA UNA SENTENZA DEL TRIBUNALE) PONGONO QUESTIONI DI TRASPARENZA E SULLA GESTIONE DEL DISSENSO INTERNO - COME PUÒ LA FIGC ACCETTARE UNA SIMILE SITUAZIONE?

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...