antonio tajani giorgia meloni viktor orban

VETO O NON VETO, SALUTAME 'A MELONI – TAJANI SI RICORDA DEL PPE E APRE ALLA RIMOZIONE DEL DIRITTO DELL’UNANIMITÀ NELLE DECISIONI DEL CONSIGLIO EUROPEO, CHE BLOCCA LE SCELTE DETERMINANTI DELL’UNIONE - MA GLI EUROPEISTI (A PAROLE) DI FRATELLI D’ITALIA FANNO MURO CON QUEL MELONCINO DI DONZELLI: “RINUNCIARE AL VETO INDEBOLISCE LA POSSIBILITÀ DELLA NOSTRA NAZIONE DI ESSERE PIÙ FORTE” - GIUSTO: PER FAR CONTENTO TRUMP, LA DUCETTA PREFERISCE NASCONDERSI DIETRO QUEL FIGLIO DI PUTIN DI ORBAN E DEI SUOI COMPAGNI DI MERENDE…

Estratto dell'articolo di Massimo Franco per il “Corriere della Sera”

 

GIORGIA MELONI VOLODYMYR ZELENSKY

Il colloquio di oggi tra la premier Giorgia Meloni e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky punta a smentire la vulgata di un’Italia tiepida nel sostegno contro l’invasione russa per non dispiacere Donald Trump. Conferma invece l’impegno italiano in difesa di Kiev.

 

In parallelo, il fatto che l’incontro si svolga il giorno dopo il vertice tra Germania, Francia e Gran Bretagna a Londra, sempre con Zelensky ma senza Meloni, non può tuttavia essere sottovalutato. […]

 

VOLODYMYR ZELENSKY - KEIR STARMER - FRIEDRICH MERZ - EMMANUEL MACRON -

Dal modo in cui si muove Palazzo Chigi, è evidente l’obiettivo di non apparire fuori dalle decisioni che contano; e di rivendicare un ruolo autonomo.

 

Già ieri pomeriggio, in una telefonata con i partecipanti al vertice londinese, Meloni ha ribadito «l’importanza dell’unità di vedute tra partner europei e Stati Uniti».

 

Ritenere che sia un esercizio facile, però, appare un azzardo: tanto più in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 dicembre.

 

È verosimile che possa finire con un «via libera» di fatto alla proposta che prevede il «prestito di riparazione all’Ucraina» usando gli asset russi immobilizzati dalle sanzioni europee dopo l’invasione del febbraio 2022. È una decisione che alcuni, tra cui l’Italia, ritengono arrischiata; e che lo stesso governo belga teme per i contraccolpi che potrebbe subire.

 

giorgia meloni donald trump

Soprattutto, e qui ritorna l’assillo di Macron, e non solo, si oppongono a questa decisione gli Stati Uniti.

 

E il governo italiano, attento a quello che fa Washington quanto e più di altri alleati europei, cerca di ritagliarsi il diritto a distinguersi. Non a caso Meloni, anche dopo il documento sulla strategia nazionale americana che archivia e insulta l’Europa, appoggia «il processo negoziale in corso e l’impegno degli Stati Uniti per individuare un percorso che possa condurre a una pace giusta e duratura».

 

MANFRED WEBER CON ANTONIO TAJANI AL CIRCOLO DEGLI ESTERI

Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, leader di FI, ieri ha dichiarato al Corriere che per rafforzare l’Ue occorre un radicale cambio di marcia; e su alcune materie sarebbe bene abolire il diritto di veto per evitare che il «no» di un solo Paese blocchi le scelte di tutti.

 

Ma FdI su questo fa muro. Il braccio destro della premier nel partito, Giovanni Donzelli, obietta che «rinunciare al veto indebolisce la possibilità della nostra nazione di essere più forte».

 

Motivazione «sovranista», vidimata dal timore, espresso da Donzelli, di «consegnare ancora di più l’Europa ai burocrati».

giorgia meloni donald trump

antonio tajani ursula von der leyen manfred weber donald tusk VERTICE ALLA CASA BIANCA CON DONALD TRUMP VOLODYMYR ZELENSKY E I VOLENTEROSIdonald trump giorgia meloni - vertice alla casa biancaVERTICE ALLA CASA BIANCA CON DONALD TRUMP VOLODYMYR ZELENSKY E I VOLENTEROSIgiorgia meloni insegue trump e zelensky alla casa bianca foto lapresse

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