luca zaia matteo salvini

VIVO E VENETO –  ZAIA AVRA' PURE PERSO LA SUA BATTAGLIA PER LA LEGGE SUL FINE VITA, MA PER QUELLE CHE ERANO LE SUE INTENZIONI, LUI HA VINTO. HA DIMOSTRATO A SALVINI CHE IN VENETO LUI SI PORTA PIÙ DI MEZZA LEGA CON SE': I 16 FEDELISSIMI DEL “DOGE” CONTRO 11 LEGHISTI SALVINIANI (IL CAPITONE: “ANCH'IO AVREI VOTATO NO”) - FORZA ITALIA HA VOTATO CONTRO ZAIA SU DIKTAT DI TAJANI - SE NON PASSA IN PARLAMENTO LA LEGGE SUL TERZO MANDATO DEI GOVERNATORI (OSTEGGIATA DA MELONI E TAJANI), NEL 2025, UNA VOLTA IN LIBERA USCITA DALLA REGIONE, ZAIA SARA' IL COMPETITOR NUMERO UNO DI SALVINI ALLA GUIDA DELLA LEGA...  

1 - EUTANASIA: SALVINI, 'BENE NO CONSIGLIO VENETO, ANCH'IO AVREI VOTATO COSI'' =

(Labitalia) - "La mia posizione e' chiara: la vita va tutelata dall'inizio alla fine. Bisogna garantire tutte le cure necessarie alle future mamme e a coloro che sono in difficoltà, alla fine dei loro giorni, senza arrivare ai livelli olandesi della morte per procura. Il Consiglio regionale del Veneto ha votato, questa è democrazia. Hanno vinto i no. Avrei votato anche io in quel senso lì". Lo ha detto il leader della Lega e vice premier Matteo Salvini, ospite di 'Agorà'.

 

2 – FINE VITA, ALTOLA’ A ZAIA

Estratto dell’articolo di Francesco Moscatelli per “La Stampa”

 

LUCA ZAIA

Nulla di fatto in Veneto. Per un solo voto, dopo una giornata di discussioni, di pianti nelle segrete stanze, di Ave Marie in latino recitate fuori dalla sede del consiglio regionale, di telefonate da Roma, ma soprattutto di conteggi e di riconteggi, la legge di iniziativa popolare sul fine vita per la quale lo stesso presidente Luca Zaia si è molto speso non raggiunge il quorum sui primi due articoli (25 favorevoli, 22 contrari, 3 astenuti che di fatto pesano come dei No e un assente).

 

Il risultato? La norma viene rinviata in commissione e di fatto perde quel carattere di urgenza (che lo Statuto regionale riconosce alle proposte di legge promosse dal basso) che ieri ha trasformato palazzo Ferro-Fini nel primo parlamentino italiano in cui davvero la questione del suicidio assistito è stata affrontata a viso aperto. […]

 

LUCA ZAIA MATTEO SALVINI

Il Veneto, dove finora sono arrivate sei richieste di suicidio assistito (due accolte e quattro respinte), sarebbe stata la prima Regione a dotarsi di una normativa in materia, stabilendo un termine massimo di 27 giorni alle Asl per rispondere ai pazienti che ne avessero fatto richiesta in base ai quattro criteri stabiliti nella sentenza del 2019 della Consulta sul caso di Dj Fabo: capacità di autodeterminazione, presenza di una patologia irreversibile fonte di sofferenze fisiche o psicologiche ritenute insopportabili e dipendenza da trattamenti di assistenza vitale.

 

[…]

MANIFESTI DELLE ASSOCIAZIONI PRO VITA CONTRO LUCA ZAIA

 

Un confronto durato oltre otto ore in cui il merito del progetto di legge 217, per la quale l'associazione Luca Coscioni aveva raccolto oltre 9 mila firme, si è intrecciato con un referendum tutto politico sulla presidenza Zaia. Un referendum particolarmente significativo dato che arriva quando manca poco più di un anno alla fine della legislatura, con Fratelli d'Italia in ascesa e con la Lega che appare ben lontana dal convincere il resto del centrodestra ad approvare una legge che garantisca il terzo-quarto mandato al "Doge".

 

Prova ne è che entrambi gli schieramenti ne sono usciti stravolti e che, pur avendo mancato per un soffio il traguardo di far approvare la legge, quello che forse era l'obiettivo politico di Zaia, dare una scossa al sistema ribadendo la sua centralità dopo il 76,7% di consensi bulgari delle regionali 2020, in qualche modo è stato comunque centrato.

 

il presidente del veneto Luca Zaia e l assessore alla Sanita? Manuela Lanzarin

 Il centrodestra si è spaccato, con Fdi e Forza Italia che hanno votato contro, ma soprattutto con il pattuglione leghista diviso fra i 16 fedelissimi del "Doge" che si sono espressi a favore, e gli 11 salviniani schierati con il resto della maggioranza. E pazienza se il governatore per tutta la giornata di ieri non ha fatto altro che ripetere che «la Lega ha lasciato libertà di coscienza».

 

Alla fine, a uscirne ancora peggio del centrodestra, è stata il centrosinistra. Pardon: il Pd. Nonostante l'indicazione di voto del gruppo, e a quanto pare anche nonostante svariati tentativi di moral suasion a tutti i livelli, la consigliera dem veronese Annamaria Bigon si è astenuta, contribuendo in modo determinante all'affossamento della legge.

 

 

3 – «NON HO FATTO CONTEGGI MA È DA IPOCRITI NON VOLERE UNA NORMA»

Estratto dell’articolo di Cesare Zapperi per il “Corriere della Sera”

 

LUCA ZAIA A PONTIDA

«Qualcuno ha voluto far passare il messaggio, scorretto oltre che sbagliato, che la legge autorizzasse il fine vita. Ma non è così. Questa possibilità esiste già in forza di una sentenza della Corte costituzionale del 2019. Puntava a regolare modalità e tempi». Di fronte al pareggio che ha decretato il rinvio in commissione (e quindi, sul binario morto) il progetto di legge sul suicidio medicalmente assistito, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia rigetta la lettura politica che dà il centrodestra spaccato (FdI e FI hanno votato contro, nella Lega qualcuno si è detto a favore, qualcuno contro, due si sono astenuti).

 

luca zaia

Presidente, davvero non è stato un voto politico?

«Non scherziamo. Dovevamo votare su un tema etico, non politico. Ognuno si è espresso secondo coscienza. Per quanto riguarda la Lega non abbiamo mai fatto una riunione per contare i voti. Avrei trovato vomitevole il contrario».

 

Tutti vanno a guardare i voti, la divaricazione è evidente.

«Guardi che anche il centrosinistra si è spaccato. Sui temi etici, vedi l’aborto, non ci sarebbe l’unanimità in nessuno schieramento».

 

L’esito l’ha sorpresa?

luca zaia e francesco lollobrigida a cavallo

«No, penso che sia uscita una rappresentazione della spaccatura che su questi temi vive l’intero Paese. Anche se in cuor loro, credo, i cittadini sarebbero favorevoli ad avere una legge che regola i comportamenti che si possono tenere in situazioni così delicate anche dal punto di vista etico. Io, comunque, rispetto tutte le posizioni. Anche quelle di chi non ha avuto rispetto per le mie».

 

Con chi ce l’ha?

«Con chi nega l’evidenza, con gli ipocriti che fingono di non vedere che il suicidio assistito c’è già ma respingono la necessità di adottare una legge per regolamentarlo».

 

ZAIA TAJANI SALVINI VINITALY

C’era l’occasione e non è stata sfruttata.

«Esatto. E ricordo che non era una legge voluta da me o dalla mia giunta, ma era una iniziativa popolare sostenuta da una raccolta di 9 mila firme da parte dell’associazione Coscioni che è stata presentata in tutte le Regioni».

 

Non era lei il promotore ma la Regione l’ha portata avanti.

«Certo, lo Statuto del Veneto prevede che i progetti di legge di iniziativa popolari debbano essere discussi entro sei mesi.

E così è stato».

 

MANIFESTO DI CASAPOUND CONTRO LUCA ZAIA

In Consiglio i contrari le hanno obiettato che il compito di varare una legge tocca al Parlamento.

«Hanno ragione, ma a oggi nulla di fatto. L’ufficio legale del Consiglio regionale ha detto che l’iniziativa era comunque legittima e quindi le ha dato corso. Ma, ripeto, non è questo il punto».

 

E qual è, allora?

«Dobbiamo ricordare che tutto parte dalla sentenza della Corte costituzionale che rende possibile, a determinate condizioni, il fine vita».

 

Quali condizioni?

«Una malattia con esito infausto; vivere grazie ad un supporto vitale; l’insostenibilità del dolore fisico e psicologico; la libertà di scelta e la capacità di intendere e di volere».

 

zaia salvini

E allora, che altro serve?

«Serve normare nel dettaglio le procedure e i tempi, a tutela estrema del paziente, aspetti non contenuti nella sentenza della Consulta».

 

Lei comunque condivideva la proposta di legge.

«L’ho scritto nel mio libro I pessimisti non fanno fortuna. Io sono per il rispetto della scelta individuale. Rispetto tutti ma vorrei essere libero di scegliere se dovesse capitare a me di trovarmi in una certa situazione».

 

C’è un ampio fronte, ben rappresentato nel centrodestra, che è contrario.

«Tutte le posizioni sono rispettabili e le rispetto fino in fondo. Trovo però ipocrita da parte di qualcuno far finta che non esista nemmeno la sentenza della Consulta che autorizza il fine vita».

 

Lei ha detto che è «immorale» che la politica non faccia la sua parte.

«Sì, perché al di là di tanti bei discorsi di principio, c’è la vita che bussa alla nostra porta. Noi amministratori siamo chiamati a dare risposte ai cittadini, anche o soprattutto di fronte a situazioni così delicate. In Veneto dal 2019 sono state presentate sette richieste: cinque sono state rigettate e due accolte dai nostri comitati bioetici (una è stata portata a termine e l’altra è in attesa, ndr) . Si sono mossi con scrupolosità e rigore». […]

luca zaia pontida 2022matteo salvini luca zaia pontida 2022

Ultimi Dagoreport

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?