renzi berlusconi di maio salvini

VOLETE SAPERE PERCHÉ CREDIAMO (O NO) AI POLITICI? PER I NEUROSCIENZIATI LA RAZIONALITÀ C’ENTRA POCO: GLI ESSERI UMANI HANNO LA TENDENZA A CONFERMARE CIÒ IN CUI CREDONO. SE SONO GIA’ CONVINTI DI QUALCOSA CERCANO DI RAFFORZARE QUESTA OPINIONE CON ALTRE “PROVE” - E QUINDI COSA GUIDA I CITTADINI-ELETTORI? ABBAGLI, PREGIUDIZI ED EMOZIONI…

Nicola Barone per http://www.ilsole24ore.com

 

I fatti contano in politica. Punto uno. Una buona argomentazione dovrebbe essere in grado di farti cambiare punto di vista. Punto due. Le elezioni dovrebbero riguardare questioni concrete. Punto tre. Alzi la mano chi è d'accordo. «Immagino che la tua mano si sia alzata. Ora che hai preso il massimo voto in educazione civica parliamo però del mondo reale».

ELEZIONI

 

Rick Shenkman è un analista, commentatore ed editor dell'History News Network presso la George Washington University e il suo recente Political animals («come il nostro cervello dell'età della pietra si fa strada nell'era della smart politics») squarcia una serie di credenze diffuse. Altro che aperti e disposti a cambiare opinione, i nostri cervelli sono “naturalmente” partisan. Di parte. Il team messo su apposta dal Washington Post per tenere il conto delle «affermazioni false o fuorvianti» di Donald Trump indica al numeratore 2.140 in un anno solare. Fa quasi sei al giorno. Eppure la popolarità del presidente americano non cola a picco nei sondaggi. Sembrerebbe insensato.

EDOARDO BONCINELLI

 

LA RAZIONALITÀ NON È IL NOSTRO FORTE

Ma come spiega Edoardo Boncinelli «la razionalità non è il nostro forte. Ciò può essere imputato a ignoranza, a stupidità, a indifferenza o a malafede. Si tratta di interpretazioni ovviamente, e non è affatto detto che una di questa colga il segno. Il riassunto è che la gente crede quello che vuole credere e quello che non ama non lo sente nemmeno. Trump è un mentitore troppo sfacciato, per pensare a mettersi in guardia: chi le spara più grosse imbambola il suo ascoltatore».

 

I libri di Boncinelli riempiono scaffali interi, uomo di scienza tra i più conosciuti d'Italia e, oltre a questo, saggista con il gusto del parlar chiaro e tondo. Lo studio pioneristico dei meccanismi di sviluppo dell'embrione ha condotto la sua ricerca, da genetista, a incrociare le neuroscienze e lo studio delle funzioni mentali superiori. Al di qua dell'Oceano, anche da noi l'avvio di campagna elettorale ha dato ottima prova della corsa all'idea più roboante, frizzi e lazzi.

fake news 1

 

Dal taglio delle tasse sventolato per prassi in ogni discorso alla lotta agli sprechi, la lista è infinita a dispetto della (per lo più discutibile) realizzabilità delle proposte. Come mai la gente resta impermeabile alle bugie dei politici? «C'è una regola generale, analizzata anche formalmente: una convinzione molto radicata impedisce a molte altre di essere prese in considerazione e rende la gente sorda a tutto ciò che potrebbe confliggere con questa convinzione», dice Boncinelli.

 

ELETTORI TRUMP

Alcuni studi molto seri evidenziano inequivocabilmente che l'attività cosiddetta di “debunking”, e cioè di smontaggio delle bufale in giro a pacchi nel web, anche quando realizzata da gruppi specializzati spinge a reagire in senso contrario a quello sperato, spesso e volentieri pure su serissime questioni scientifiche. Qui Boncinelli fa finta di calarsi nel modo più comune di reagire. «Dicano quello che vogliono, ma io sono più smart! E poi perché lo dicono? Che cosa c'è sotto?». Abbiamo in sostanza la tendenza a confermare ciò in cui crediamo. Se siamo convinti di una cosa cerchiamo di rafforzare questa opinione con altre “prove”.

 

fake news

ABBAGLI, PREGIUDIZI ED EMOZIONI

Per George Lakoff, nume della linguistica cognitiva all'Università della California a Berkeley, studioso di campagne elettorali, i cittadini dovrebbero votare calcolando quali politiche e quali programmi corrispondono ai loro interessi. Invece lasciano che «abbagli, pregiudizi ed emozioni» guidino le loro scelte, ragionano senza alcuna logica di valori, priorità, obiettivi.

 

George Lakoff

Oppure giungono tranquillamente a conclusioni indipendenti dai loro interessi senza sapere consciamente perché. Sarebbe bene, dunque, abbandonare l'idea di un uomo razionale? «Non siamo razionali o, almeno, non siamo sempre razionali. Le neuroscienze, come ha provato il premio Nobel Daniel Kahneman, dicono che nella testa abbiamo due sistemi per valutare e prendere decisioni. Un Sistema 1 irrazionale, superficiale, approssimativo, passionale, inaffidabile, ma veloce e poco impegnativo. E un Sistema 2 razionale, affidabile e analitico, ma lento e faticoso da gestire. Quando possiamo, usiamo il Sistema 1. Usiamo il Sistema 2 solo se non ne possiamo fare a meno, per ragioni interne e esterne».

 

PERSONALITÀ E SOMIGLIANZE

Gian Vittorio Caprara

Il nome di Gian Vittorio Caprara in Italia, e nel mondo, si lega allo studio della psicologia della personalità, applicata tra i vari ambiti alla politica, di cui è uno dei più grandi esperti. Personalizing politics and realizing democracy per Oxford University Press è uscito da qualche mese e compendia anni e anni di ricerca sul tema. Tramontate le grandi ideologie, rimane da capire quale bussola le persone normalmente utilizzano al momento di votare per uno o l'altro.

 

«Destra e sinistra trovano una risonanza nei tratti e valori che distinguono gli elettori e rendono conto della somiglianza tra politici ed elettori. Di fatto politici ed elettori di destra e di sinistra si assomigliano tra loro più di quanto non si assomiglino politici ed elettori di parti avverse. Destra e sinistra in un certo modo rappresentano delle scorciatoie che riassumono l'influenza di valori e atteggiamenti».

 

Categorie da cui, negli ultimi anni, è andato piuttosto di moda scappare. «Credo che la maggior parte delle persone, almeno nel nostro contesto politico, continui a fare riferimento a destra e sinistra. Anche quelli che dichiarano che destra e sinistra non hanno più senso, se indotti a farlo, tendono comunque a posizionarsi tra destra e sinistra».

emozionibig

 

Dopo oltre duecento anni non smetterebbero di rappresentare uno strumento col quale districarsi tra temi che a stento si comprendono, secondo Caprara. «Potremmo dire di essere in vario grado predisposti verso la sinistra e la destra, ciò tuttavia vale soltanto dove destra e sinistra, nel corso del tempo, hanno trovato un ancoraggio (o una risonanza) nelle personalità degli elettori.

 

Possono perciò valere anche in paesi lontani che condividono un percorso (e un lessico politico) alla democrazia simile (ad esempio il Cile e l'Australia), mentre possono rivelarsi prive di alcun valore in democrazie recenti dell'Asia o dell'Africa, cui sono in larga parte estranee le vicende politiche delle democrazie occidentali».

 

Ma se è così difficile maturare consapevolmente un giudizio appropriato sulla base dei fatti, guardando al proprio tornaconto o nell'interesse generale, di quale strategia di (auto)difesa può dotarsi un cittadino alle prese con la scelta? Boncinelli tronca di netto la domanda con una (non) domanda. «Se non l'ha trovata in venticinque secoli, perché la dovrebbe trovare adesso?».

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…