voto referendum sulla giustizia - foto lapresse

IL CAMPOLARGO DEVE STARE ATTENTO A CANTARE VITTORIA PER L’ALTA AFFLUENZA DEI GIOVANI AL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA: IL VOTO DEGLI UNDER 35, CON UNA NETTA PREVALENZA DEL NO, NON PUÒ ESSERE INTERPRETATO COME UN SOSTEGNO POLITICO AL CENTROSINISTRA – PER GLI ANALISTI, SI TRATTA DI UN VOTO “SU UN TEMA” PIÙ CHE “PER UN PARTITO”: LE NUOVE GENERAZIONI SONO PIÙ INCLINI A MOBILITARSI SU SINGOLE QUESTIONI (COME DIRITTI, COSTITUZIONE, EQUILIBRI ISTITUZIONALI) CHE SU PROGRAMMI COMPLESSIVI – I PISCHELLI RESTANO DISTANTI DAI PARTITI TRADIZIONALI E PREFERISCONO…

Estratto dell’articolo di Francesca del Vecchio per "La Stampa"

 

GIOVANI FESTEGGIANO LA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA

C'è una differenza, non solo semantica, tra votare "su qualcosa" e votare "per qualcosa". E questo referendum sulla giustizia, almeno per una parte consistente dell'elettorato più giovane, si colloca in questo scarto: formalmente un voto su un quesito, sostanzialmente un voto politico.

 

Ma attenzione a leggerlo in un voto partitico. È opinione comune di molti sondaggisti che sarebbe un errore tradurre i consensi per il No tra gli under 35 - il 61% nelle proiezioni del Consorzio Opinio, il 57% secondo l'ultima elaborazione di Youtrend - in un appoggio al centrosinistra che lo ha sostenuto.

 

[…] Il comportamento giovanile è stato non solo più partecipativo, ma anche più orientato. Ed è qui che si inserisce l'equivoco. Perché interpretare questo voto come un anticipo di consenso politico strutturato significa forzare la natura stessa del dato.

 

GIOVANI FESTEGGIANO LA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA

«È stato un voto di partecipazione diretta, con una scelta secca e sappiamo che i giovani sono tendenzialmente più propensi a questo tipo di partecipazione che non prevede forme di intermediazione partitica», osserva Marco Valbruzzi dell'istituto Cattaneo.

 

Ed è un punto su cui insiste anche il sondaggista Antonio Noto: «Questo elettorato non ha votato né alle politiche né alle europee. Evidentemente non è attratto dai partiti». Ed è proprio questa distanza a rendere fragile qualsiasi tentativo di traduzione automatica.

 

Dentro il 57% del No giovanile convivono infatti spinte diverse. C'è una componente più politicizzata, spesso attiva nei movimenti -[…] «che ha utilizzato il referendum anche come strumento di opposizione al governo», spiega Giovanni Diamanti di Youtrend. Ma c'è anche una quota più ampia, meno ideologizzata, che ha votato sul merito della riforma. […]

 

roma voto per il referendum sulla giustizia foto lapresse.

«In quella fetta di under 35 che hanno votato per il No - spiega ancora Valbruzzi - ci sono motivazioni politiche e di merito messe insieme. Ma anche la difesa di principio: la sacralità della Costituzione», avvertita anche dai più giovani che non hanno avuto nessun tipo di legame con la genesi della Carta. «Per loro ci sono regole che devono essere rispettate da chiunque, e cambiate - eventualmente - in maniera condivisa, senza spaccarsi tra maggioranza e opposizione».

 

[…] Il punto, allora, è che questo voto non parla il linguaggio dell'appartenenza. Semmai di un "potenziale" elettorale, come spiega Diamanti di Youtrend. «I giovani si attivano su singoli temi, non su offerte politiche complessive. Entrano nel processo quando percepiscono una posta in gioco concreta - diritti, istituzioni, equilibri - ma restano refrattari alle vecchie logiche di partito», aggiunge.

 

E questo è il primo ostacolo che il campo largo deve considerare in vista delle primarie di coalizione: una dinamica troppo lontana dall'idea che le nuove generazioni hanno della politica.

roma voto per il referendum sulla giustizia foto lapresse

 

E dunque non si può parlare di una collocazione dell'elettorato under 35. Tant'è che, come osserva Noto, «se fossero già riconducibili al centrosinistra li avremmo visti votare anche alle europee».

 

E infatti, «le ultime esperienze capaci di intercettare il voto giovanile avevano tratti di novità radicale, più che di continuità. Dal primo Movimento 5 Stelle alle mobilitazioni spontanee delle Sardine», ricorda ancora Noto, fino a esperienze più recenti come Alleanza Verdi e Sinistra alle europee del 2024: ogni volta, l'elemento decisivo è stato il carattere non tradizionale dell'offerta.

milano voto referendum costituzionale sulla giustizia foto lapresse

 

Ma la lettura è ambivalente. L'attrazione iniziale è spesso seguita da una rapida disillusione. «I giovani sono attratti da ciò che è nuovo, ma sono anche i più veloci a prendere le distanze quando arriva la delusione», ragiona Noto. È per questo che il vero tema non è come trasformare quel 57% in voti, ma come costruire un'offerta capace di intercettarlo senza darlo per acquisito. «Perché - secondo Valbruzzi - il rischio è quello di confondere una mobilitazione tematica con un allineamento politico». E di sbagliare diagnosi. […]

voto referendum costituzionale sulla giustizia foto lapressetorino voto referendum costituzionale sulla giustizia foto lapresse.

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