NICHI E FICHI - “VELTRONI ESPONENTE DI UNA DESTRA COLTA E CON IL LODEN? VENDOLA SBAGLIA DI GROSSO, WALTER NON PORTA IL LODEN” - WALTERLOO PRIMA FLIRTA CON CASINI, POI VUOLE ROTTAMARE SFANCULATELLO E LA ‘FOTO DI VASTO’, INNEGGIA A MONTI CANDIDATO PREMIER DEL PD, FA INCAZZARE I SINDACATI SULL’ART. 18 E SE VENDOLA GLI DICE CHE È “DI DESTRA” S’INCAZZA! - SE PASSA UNA RIFORMA ELETTORALE BIPOLARE, PER NICHI NON C’È SPERANZA…

1 - SBAGLI
Jena per "la Stampa"
- Veltroni esponente di una destra colta e con il loden? Vendola sbaglia di grosso, Walter non porta il loden.

2 - OLTRE IL PD, SCONTRO VELTRONI-VENDOLA
Carlo Bertini per "la Stampa"

Il volto di Walter Veltroni che si fa paonazzo quando accusa «il cinico» Vendola, chiedendogli di scusarsi per averlo definito «di destra» solo per aver speso parole di sostegno al governo Monti non deve trarre in inganno. Perché l'ex leader del Pd che convoca i cronisti in sala stampa alla Camera per fatto personale, svela un problema tutto politico: di una sinistra in testa nei sondaggi, ma divisa sul governo, sui messaggi da dare al Paese e su come presentarsi alle urne tra un anno.

Una sinistra che fatica a trovare posizioni comuni su nodi cruciali come la riforma del welfare. E un segnale di tensione interna è anche il rinvio di ogni decisione della segreteria del Pd sulla partecipazione allo sciopero Fiom del 9 marzo.

Veltroni volutamente non allarga il campo delle polemiche, ma chi ammette esservi dietro il suo contrattacco al leader di Sel anche dell'altro sono i suoi uomini in Transatlantico: ricostruendo un humus di veleni e dichiarazioni al vetriolo come quelle di chi si augura la fuoriuscita di qualche «blairiano» del Pd o le battute sui licenziamenti per giusta causa che si meriterebbero quelli che appoggiano le politiche di questo governo. Insomma un quadro che trasmette l'immagine di un partito scosso dalla rivoluzione impressa alla politica dal nuovo esecutivo e dalla prospettiva di alleanza future sempre più incerte.

L'ex leader si dice «indignato» dall'accusa che dalle colonne di «Oggi», due giorni fa Nichi Vendola gli ha formulato a proposito della sua posizione sull'articolo 18 che «non deve essere un tabù». «Spero che Nichi abbia la bontà di dire che queste parole gli siano sfuggite, essendo cresciuti insieme, avendo fatto insieme qualche battaglia, sapendo lui come ho speso la mia vita politica.

Ma se vi fosse dietro una linea politica sarebbe cosa da discutere seriamente. Perché se Vendola pensasse che la posizione del Pd, che sostiene il governo Monti, fosse una posizione di destra, col loden e colta, allora sarebbe un problema. E non vorrei che fosse la spia di qualcosa di più profondo che bisogna chiarire». Insomma in quei giudizi Veltroni riconosce «il difetto di una sinistra che indica come traditore e nemico chi ha un'idea diversa. Ma io non mi permetterei mai di definire di destra chi nel ‘98 fece cadere Prodi e li potrei citare uno ad uno».

«Caro Walter - gli risponde l'ex compagno di partito Fabio Mussi, oggi dirigente di Sel brutta cosa appiccicare etichette, come quella che ogni giorno mette d'autorità fuori dal campo del riformismo chiunque non canti nel coro della sterminata maggioranza economica, politica e mediatica che sostiene il governo in carica». D'Alema, di cui sono note le antiche ruggini con l'ex leader del Pd, lo difende a modo suo; perché, dice, «certamente Veltroni non è di destra».

Ma l'ex premier, presentando un libro su Donat Cattin, risponde così alla domanda se l'esperienza del governo Monti possa proseguire dopo il 2013: «Alle elezioni si presenteranno i partiti e chi vincerà governerà il Paese. Certo ognuno tesserà il suo filo in questo tempo. I partiti hanno di fronte un doppio lavoro, sostenere il Governo e costruire una proposta. Ed è evidente che questo Governo alza la soglia, poiché ha tolto spazio ai populismi e alla demagogia. E chiunque si candidi a governare deve farlo in modo più elevato».

 

WALTER VELTRONI E NICHI VENDOLABERSANI CASINI MARIO MONTI SUSANNA CAMUSSO

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…