luca zaia matteo salvini giorgia meloni

ZAIA NON FARA’ IL SINDACO DI VENEZIA. E NON E’ UNA BUONA NOTIZIA PER SALVINI – NONOSTANTE L’APPOGGIO DELLA MELONI ALLA SUA CANDIDATURA, IL "DOGE" È PRONTO A DIRE NO ALLA CORSA PER GUIDARE LA "SERENISSIMA" – LUI PENSA A UN RUOLO NAZIONALE (QUALE? MINISTRO? PRESIDENTE DELLA CAMERA?) E VORREBBE SCALARE LE GERARCHIE NELLA LEGA (ANCHE SE SALVINI NON PARE INTERESSATO A NOMINARLO VICESEGRETARIO COME VORREBBERO IN MOLTI DENTRO IL PARTITO)…

 

Cesare Zapperi per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

zaia stefani salvini

L’ultima proposta gli è arrivata dai piani altissimi di via della Scrofa, quartier generale romano di Fratelli d’Italia: «Se ti candidi, noi ti garantiamo il massimo appoggio». Ma anche se questo sostegno andava ad aggiungersi a quello scontato della Lega, le possibilità che Luca Zaia si candidi a sindaco di Venezia, dando forma istituzionale a quell’appellativo (Doge) che lo accompagna da anni, sono ridotte al minimo. Quasi nulle.

 

Questione di giorni, se non di ore, e la rinuncia a quella che è stata per molto tempo una suggestione più che un’ambizione diventerà ufficiale. Dopo lo stop al terzo mandato da presidente della Regione, la corsa per la guida di una città dalla fama mondiale, scrigno di arte e di cultura, sede di prestigiose istituzioni, era una delle ipotesi sul tavolo, insieme alla presidenza di una società pubblica (Eni) e alla candidatura alle suppletive per entrare in Parlamento.

 

LUCA ZAIA - ALBERTO STEFANI - MATTEO SALVINI

Zaia non ha mai detto esplicitamente di volersi candidare ma non ha nemmeno mai chiuso la porta. E anzi, nel novembre scorso, a urne delle Regionali ancora calde, di fronte al boom di preferenze raccolte a Venezia (quasi 7 mila) al Corriere aveva detto: «I veneziani hanno voluto darmi un segnale che mi vogliono come sindaco...». 

 

(...)

Sono almeno tre le ragioni che spiegano la rinuncia. La prima è di carattere generale. Candidarsi oggi a Venezia, e con molte probabilità diventare sindaco, per Zaia significherebbe precludersi la partita nazionale. Tra un anno e mezzo (o forse meno) ci sono le elezioni politiche. L’impegno preso con i veneziani non potrebbe essere buttato a mare facilmente, fosse pure (come si ipotizza) per un ruolo da ministro o da presidente della Camera.

malago zaia fontana salvini medaglie milano cortina

 

La città dovrebbe tornare alle urne, sarebbe una mancanza di rispetto. E Zaia, amato e riamato dal suo popolo, non vuole correre questo rischio. Ci sono poi due motivazioni locali. Il voto a Venezia è previsto a fine maggio. Un mese dopo il referendum sulla giustizia che potrebbe avere, qualora fosse bocciato dagli elettori, ricadute politiche rilevanti. Anche, o soprattutto, in una città storicamente di sinistra (e anche alle recenti Regionali è l’unica del Veneto dove non ha prevalso il centrodestra).

 

VANNACCI SALVINI STEFANI ZAIA

La partita, insomma, potrebbe rivelarsi più ostica del previsto, anche per chi comunque gode di un certo seguito. Infine, se FdI a livello nazionale chiede a Zaia di candidarsi, il commissario del partito a Venezia Fabio Raschillà se n’è uscito con un’espressione («Non è che siamo in attesa di nostro Signore Luca Zaia...») poco amichevole nei confronti dell’ex governatore. Risultato? Mentre il centrosinistra da settimane ha deciso di puntare sul senatore pd Andrea Martella ed è già in piena campagna elettorale, il centrodestra sembra destinato a convergere su Simone Venturini, giovane assessore al Turismo della giunta guidata da Luigi Brugnaro. 

luca zaia giorgia meloni

 

(...)

 

E anche l’inchiesta penale che ha travolto l’assessore Renato Boraso avrà un peso nella sfida della prossima primavera. Tutti questi elementi sono stati messi sul tavolo da Zaia, insieme a valutazioni su scala più ampia, compreso un possibile ruolo nella Lega (anche se Matteo Salvini non pare interessato a nominarlo vicesegretario come vorrebbero in molti dentro il partito). Tirate le somme, il risultato è un saluto a Venezia. 

 

Matteo Salvini e Luca Zaia meme luca zaia giorgia meloniluca zaia .giorgia meloni vinitaly MATTEO SALVINI - LUCA ZAIA - FOTO LAPRESSEluca zaia salvini

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...