ZITTI E MUTI - SALTA LA PRIMA DELL’OPERA DI ROMA: NIENTE “ERNANI” DIRETTO DA RICCARDO MUTI - I LAVORATORI IN SCIOPERO DANNO LA COLPA AL SOTTO-MARINO

1. OPERA DI ROMA, È SCIOPERO
Da www.corriere.it edizione Roma

È saltata la fragile tregua tra la direzione e i lavoratorio del Teatro dell'Opera. E con essa saltano anche le prove e la prima della nuova stagione lirica nel teatro romano: stop alla rappresentazione del 27 novembre, dunque, e a tutta la produzione dell'«Ernani» diretto da Riccardo Muti. Lo ha deciso domenica 24 novembre l'assemblea dei lavoratori dell'ente lirico, per protestare contro l'ipotesi di commissariamento. Al termine di una convulsa riunione, i sindacati Cgil, Libersind e Fials hanno deciso di proclamare l'astensione dalle prestazioni di lavoro per tutte le recite dell'opera verdiana.

IL CONCERTO IN COMUNE - La direzione del teatro ha poi convocato i sindacati per lunedì alle 12. Si spera in una più solida tregua, ma la situazione è complicata. Immediata la condanna del presidente della Regione, Nicola Zingaretti: «Dopo le rassicurazioni di oggi la proclamazione dello sciopero appare totalmente incomprensibile e immotivata . Qualcuno sta giocando allo sfascio».

SCIOPERO ANNUNCIATO - Lo sciopero, i rappresentanti dei lavoratori lo avevano annunciato già venerdì, al termine di una singolare manifestazione in Campidoglio - con tanto di concerto ed esecuzione di brani d'opera soto la statua del Marc'Aurelio - e dopo un incontro in Campidoglio: «Ci sono zero possibilità che "Ernani" vada in scena sia alla prima di mercoledì 27, sia nelle successive repliche», avevano sottolineato.

Colpa del sindaco, secondo le organizzazioni dei lavoratori: « Ignazio Marino - avevano aggiunto - si prende la responsabilità di azzoppare il Teatro dell'Opera. Addirittura rischiamo di giocarci il rapporto con il maestro Muti, che doveva dirigere "Ernani". Se andiamo in default finanziario per effetto della legge Bray è colpa del sindaco» .


2. SCIOPERO ALL'OPERA DI ROMA RISCHIANO DI SALTARE TUTTE LE RECITE DI «ERNANI» I SINDACATI: STIPENDI INCERTI E NO AL COMMISSARIO
Laura Martellini per il "Corriere della Sera"

«Come si fa a cantare senza avere nessuna certezza se in quel giorno ti arriverà lo stipendio?», si domanda un interprete dell'allestimento che mercoledì inaugurerà (dovrebbe inaugurare: singolare coincidenza, in giorno di paga) la stagione del Teatro dell'Opera: Ernani , di Giuseppe Verdi. Il maestro Riccardo Muti sul podio. Come si fa a intonare arie verdiane, montare un pannello, in bilico su un baratro?

«Per questo siamo stati costretti ad avviare i normali passi che i normali lavoratori fanno con una qualsiasi azienda», spiegano le rappresentanze sindacali aziendali, Slc-Cgil, Fials-Cisal e e Libersind Confsal, che ieri con un comunicato hanno annunciato «l'astensione dalle prestazioni lavorative in concomitanza con tutte le recite programmate di Ernani . Chiediamo un immediato tavolo istituzionale con Campidoglio e Regione Lazio per fare chiarezza sul futuro».

Non sono bastate le rassicurazioni del ministro Bray: «Il ministero commissaria quando evidenzia situazioni preoccupanti di bilancio oppure gravi irregolarità. Al momento il problema non si pone». Parole che si scontrano con la muraglia delle istituzioni locali, alle quali secondo i lavoratori si deve la colpa della mancanza di liquidità «mentre tutti gli ultimi bilanci dell'Opera sono in pareggio. Soffriamo per la mancata erogazione dei contributi previsti: 5 milioni e 500.000 euro da parte di Roma Capitale e otto milioni e 550.000, con il pregresso, dovuti dalla Regione. Non è arrivato neanche il milione del Campidoglio a copertura dei contributi Inps, che ci assicurano è stato effettuato».

Anche altro inquieta i sindacati, contrari ad un eventuale ricorso al Fondo straordinario per le Fondazioni liriche: «Una trama sotterranea per svalutare il Teatro romano che con Muti ha riguadagnato terreno sulla scena internazionale. Commissariamento uguale tagli, tagli uguale svilimento». Ma questa è un'altra storia.

Lo spicchio di sole che si sperava d'intravedere in Campidoglio, dove l'altro giorno sono saliti, con spartiti e tromboni, per chiedere di diradare le nebbie, si è subito richiuso. E si capisce: il Comune deve far fronte a un bilancio-gruviera. L'assessore alla Cultura Flavia Barca ha giurato massimo impegno. Il sindaco Marino: «Giocare allo sfascio è un errore. I tre soci fondatori vogliono procedere al rinnovo della governance nel mese di dicembre, facendo la scelta migliore». Ottimista il presidente della Regione, Nicola Zingaretti: «Ho inviato al sovrintendente il piano dei pagamenti».

E, a proposito di temporali: l'altra sera è piovuto sul palcoscenico del Teatro Nazionale, la sala del Teatro dell'Opera dove è stato assegnato il premio «Jia Ruskaya» per la danza. I riflettori hanno evidenziato gli scrosci, e non era un effetto scenografico, ma acqua vera, che veniva giù dal soffitto. La direzione del teatro ha convocato d'urgenza per oggi alle 12 un incontro. Sono in molti a sperare che le pressioni possano avere come risultato l'apertura del sipario, mercoledì, sull'Ernani.

 

 

 

RICCARDO MUTI RICCARDO MUTI CAMILLA DI BORBONE Rachele Brancatisano Ignazio Marino e Serena Pagnani Ignazio Marino e Anna Falchi Riccardo Muti dirige l Ernani all Opera di Roma h partb LIBERACEarticle FE x L OPERA DI ROMA FA UN CONCERTO DI PROTESTA IN CAMPIDOGLIO I LAVORATORI DELL OPERA DI ROMA PROTESTANO IN COMUNE CONTRO I TAGLI CONCERTO PER MARINO I LAVORATORI DELL OPERA DI ROMA PROTESTANO IN COMUNE CONTRO I TAGLI I LAVORATORI DELL OPERA DI ROMA PROTESTANO IN COMUNE CONTRO I TAGLI

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