donald trump rafael grossi

QUALCUNO FERMI TRUMP E NETANYAHU: SI RISCHIA UNA CATASTROFE NUCLEARE! – SECONDO RAFAEL MARIANO GROSSI, DIRETTORE GENERALE DELL’AGENZIA INTERNAZIONALE PER L’ENERGIA ATOMICA, I BOMBARDAMENTI ISRAELO-AMERICANI HANNO COLPITO LE INFRASTRUTTURE NUCLEARI DI TEHERAN: "CI SONO DANNI, MONITORIAMO I RISCHI” – “NON CI RISULTA CHE L’URANIO ARRICCHITO SIA STATO DISTRUTTO DAGLI ATTACCHI MA SIAMO PREOCCUPATI..."

Estratto dell’articolo di Luca Fraioli per www.repubblica.it

 

foto satellitari del sito nucleare di isfahan dopo l attacco usa

«A differenza della campagna militare del giugno scorso, questa volta gli impianti nucleari iraniani non sembrano essere al centro dell'attacco di Israele e Stati Uniti».

 

Rafael Mariano Grossi, direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), monitora in tempo reale quello che sta accandendo sul terreno.

 

La sua è una valutazione tecnica, ma ha evidenti nessi con le reali cause del conflitto che sta infiammando il Medio Oriente.

 

rafael grossi aiea

Direttore Grossi, quali sono al momento i danni alle infrastrutture nucleari dell'Iran?

«Abbiamo evidenze di danni nei siti di Natanz e Isfahan. Ma non sembra esserci nulla di particolarmente grave. Da una panoramica generale, posso confermare che l'attacco non si sta concentrando sugli impianti nucleari».

 

Avete un canale di comunicazione aperto con le autorità iraniane?

«No, l'autorità di sicurezza nucleare dell'Iran non risponde. Abbiamo contatti con la missione permanente di Teheran qui a Vienna».

 

Ci sono fughe radioattive?

«In questo momento no. C'è una rete di stazioni di monitoraggio, non solo in Iran ma anche in Paesi vicini come Arabia Saudita, Qatar, Oman. E non c'è alcun segnale che la radioattività sia al di sopra della norma».

 

stati uniti iran - colloqui nucleare

E l'uranio arricchito di cui l'Iran è in possesso?

«Non ci risulta che sia stato distrutto dagli attacchi, né a giugno né nelle ultime ore. È sempre nei tunnel sotterranei dove è conservato. Anche se in questi mesi i nostri ispettori non hanno avuto accesso fisico alle infrastrutture nucleari iraniane abbiamo una visione abbastanza chiara su questo punto. E siamo preoccupati».

 

Ma qual era lo stato della trattativa sul nucleare tra Usa e Iran quando la situazione è poi precipitata?

BOMBARDAMENTO AMERICANO AI SITI NUCLEARI IRANIANI

«È difficile dire quale sia stato il punto di rottura. Però è chiaro che gli americani sono arrivati a una conclusione negativa e hanno deciso per l'attacco. Fino ad allora il negoziato era stato civile, ma con grandi distanze tra le parti. Non condivido l'opinione di chi sostiene che l'intesa fosse vicina».

 

[…]

Dopo l'intervento militare di giugno Trump aveva detto che i siti nucleari erano stati distrutti. Non era vero?

«Se si parla dell'infrastruttura tecnica, dei laboratori, delle sale sotterranee che contenevano le centrifughe per l'arricchimento dell'uranio, i danni arrecati dalle bombe a giugno sono stati importantissimi. Ma potrebbero essere rimaste in funzione alcune installazioni. E l'Agenzia non ha più avuto accesso ai siti iraniani per poterlo verificare».

 

video dell attacco americano al sito nucleare di fordow 2

Trump ha anche detto che l'attuale ondata di attacchi si è resa necessaria perché l'Iran era vicinissimo all'atomica: questione di due settimane. Le risulta?

«L'Iran non ha un programma sistematico e strutturato per la fabbricazione dell'arma nucleare. Allo stesso tempo però ci sono tanti elementi di preoccupazione. Quando hai uranio arricchito al 60% hai compiuto un passo avanti importantissimo verso l'atomica.

Anche se rimane molto da fare: i detonatori, la progettazione della testata…».

 

Glielo chiedo in modo più diretto: l'attacco di Usa e Israele di queste ore ha per obiettivo il nucleare o il regime iraniano?

«Io osservo che la campagna del giugno scorso è stata al 100% focalizzata sui tre siti nucleari più importanti. Stavolta abbiamo avuto la decapitazione del regime e gli attacchi sulle basi aeree. È una campagna militare diversa».

 

[…]

 

rafael grossi aiea

Il presidente francese Macron ha annunciato che la Francia potrebbe dotarsi di altre testate nucleari. Siamo di fronte a una escalation atomica?

«La posizione francese mi sembra conseguenza di una situazione internazionale frammentata e sempre più polarizzata.

 

L'importante è non indebolire gli accordi internazionali di non proliferazione nucleare. Sarebbe grave se si passasse dagli attuali 5 Paesi con l'atomica (9 se si considerano anche quelli che non aderiscono al Trattato di non proliferazione, ndr) a 10 nuove potenze nucleari».

vladimir putin rafael grossi

 

nucleare iranianosito nucleare di fordow prima dei bombardamenti americanifoto satellitari del sito nucleare di fordow dopo l attacco usaattacco usa all iran foto satellitari del sito nucleare di fordow video dell attacco americano al sito nucleare di fordow 7

[…]

iran sito nucleare le bombe gbu 57 usate dall'america per attaccare i siti nucleari iraniani

 

video dell attacco americano al sito nucleare di fordow 14attacco usa all iran foto satellitari del sito nucleare di isfahan video dell attacco americano al sito nucleare di fordow 8video dell attacco americano al sito nucleare di fordow 3

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