ditonellapiaga

LA RICONOSCETE? LA 29ENNE HA STUDIATO 3 ANNI ALL’ACCADEMIA DI TEATRO PER DECIDERE ALLA FINE DI NON FARE L’ATTRICE. ORA SBARCA A SANREMO “CON UNA STRANISSIMA SENSAZIONE DI PACE INTERIORE” – "MATTARELLA? LA NOSTRA ROCKSTAR, IL NOSTRO HARRY STYLES, HA FATTO UN DISCORSO DI POLITICA MUSICALE VERA, PARLANDO DEL VALORE DEL POP, IL GENERE PIÙ BISTRATTATO CULTURALMENTE EPPURE ALLA PORTATA DI TUTTI, CHE ANDREBBE RICORDATO SPESSO A TUTTI QUELLI CHE DERUBRICANO A CANZONETTE” -  DI CHI SI TRATTA?

Ditonellapiaga

 

Matteo Macor per repubblica.it - Estratti

Plana sul Festival teatrale e leggera come la sua voce, Margherita Carducci in arte Ditonellapiaga, 29 anni, al ritorno in solitaria sul palco più scivoloso d’Italia. Un nome d’arte manifesto, per una nata per far musica “pungente, irriverente, un po’ diversa”, – dice lei – che ora vale pure un po’ di più.

 

“C’è chi voleva cambiarlo, è stato messo in discussione in una fase difficile di crisi di identità artistica” racconta “Dito” in partenza per Sanremo, e ora invece lo rivendica “con tutta me stessa”. Una strada ritrovata che l’ha portata a un nuovo disco (Miss Italia, in uscita a aprile), due live già fissati a Roma e Milano in autunno. E alla vigilia dell’evento che tutto mischia, emozioni tante ore di sonno poche, le fa dire: “Arrivo in pace”.

 

 

È possibile, arrivare a Sanremo in pace? Ci dobbiamo credere?

“Sembra una follia, ma ci arrivo davvero in una stranissima sensazione di pace interiore. Ho lavorato sodo, mi sono preparata, ho fatto tutto quello che volevo e potevo fare, e per una abituata ad avere la mania del controllo è la via per viversi bene le cose. Che poi si va a Sanremo per questo, no? Divertirsi con la propria canzone”.

Ditonellapiaga

 

Che canzone è, “Che fastidio”?

“Uno sfogo, e infatti mai mi sarei aspettato sarebbe finita sul palco dell’Ariston. Mi hanno detto che sembra una citazione di Rino Gaetano, alla Nuntereggae più, la prima a cui l’ho fatta ascoltare è stata Donatella Rettore”.

 

(…)

“Sì, io vengo dall’accademia di teatro, tre anni a studiare e decidere alla fine che non avrei voluto fare l’attrice. Il mio primo disco era già molto teatrale, nel secondo si è cercato di smussare questo tratto per rendermi più accessibile, questo è quello che mi rispecchia al cento per cento nella mia autenticità creativa. L’ho costruito con fare artigianale, lavorando sull’immagine, i testi, il suono, è quello che mi piace fare e mi sto divertendo un botto nel farlo”.

 

 

Il vero lancio al Festival, del resto, l’ha fatto il presidente Mattarella.

“La nostra rockstar, il nostro Harry Styles, è stato bellissimo incontrarlo. E ci ha fatto un discorso di politica musicale vera, parlando del valore del pop, il genere più bistrattato culturalmente eppure alla portata di tutti, che andrebbe ricordato spesso a tutti quelli che derubricano a canzonette. Che fastidio, ogni volta”.

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