rino formica giorgia meloni

“LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA È SBAGLIATA IN PUNTI FONDAMENTALI: PER ESEMPIO LA COSTITUZIONE DELL’ALTA CORTE E IL RICORSO AL SORTEGGIO PER LA NOMINA DEL CSM” – IL 99ENNE RINO FORMICA: “IL RESTO NASCONDE LA VOLONTÀ DI DISTRUGGERE LA COSTITUZIONE, IN MODO TANTO SUBDOLO QUANTO DEVASTANTE. IL NO È LA GARANZIA PER LA GIUSTIZIA E LA LIBERTÀ DI CIASCUN CITTADINO. IL SÌ È IL POTERE ASSOLUTO E SENZA CONTROLLO DI UN CAPO ASSOLUTO DISPOTICO - LA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DALLA MAGGIORANZA? IL MAGGIORITARIO MODIFICA L’ASSETTO ORDINAMENTALE DELLA REPUBBLICA. È NECESSARIO INDICARE SE SI INTENDA TRASFORMARE LA COSTITUZIONE DA PARLAMENTARE A PRESIDENZIALE - DOBBIAMO RITENERE CHE SI VOGLIA CAMBIARE SURRETTIZIAMENTE LA CARTA COSTITUZIONALE…”

Estratto dell’articolo di Marco Damilano per “Domani”

 

Rino Formica è nato il primo marzo 1927, ma non chiamatelo ragazzo del secolo scorso, è un combattente politico che oggi è impegnato nella battaglia del No al referendum con la stessa passione che lo spinse a scegliere l’antifascismo e il socialismo.

 

Quando si è iscritto al Partito socialista?

rino formica

Il 18 novembre 1943. Io ero già nei gruppi antifascisti al liceo con il nostro professore di religione, monsignor Michele Mincuzzi, futuro vescovo, che ci mise in contatto con elementi del mondo cattolico, tra cui Aldo Moro. Avevo 16 anni. Fui interrogato da una commissione in cui c’erano tre socialisti che avevano subito le persecuzioni e il carcere fascista. Gino Barsanti, Roberto Anglani. Ernesto Marzo. Uno spedizioniere, un capostazione e un tranviere. Mi dissero: perché ti vuoi scrivere? Sei troppo giovane. Ma quando dissi che ero figlio di un ferroviere del mitico Spi, il sindacato ferrovieri italiano, cambiarono idea e mi chiesero di organizzare la gioventù socialista, in vista del congresso di Bari dei partiti dei Comitati di liberazione nazionale nel gennaio ‘44. […]

CLAUDIO SIGNORILE E RINO FORMICA

 

Sono passati 80 anni dalla nascita della Repubblica con voto del 2 giugno 1946: cosa ricorda della campagna referendaria?

Alle elezioni parteciparono solo i partiti della Liberazione, della Resistenza, del riscatto. L’Assemblea costituente della nuova Italia è solo ed esclusivamente nata da costituenti antifascisti, con il 90 per cento della partecipazione degli elettori al voto. Io vidi parlare Moro su un palco a Palo del Colle, alle spalle aveva un grande scudo sabaudo, eppure era repubblicano. Incontrandolo in treno, gli chiesi spiegazioni. Lui con franchezza, ma anche con realismo, mi rispose: «Non sa che a Palo sono tutti monarchici?».

 

RINO FORMICA

Era l’adeguarsi con gradualità ai mutamenti, la chiave di tutta la sua politica. Durante i lavori della Commissione dei 75 era stato inserito un articolo sul diritto alla resistenza all’oppressione, alla ribellione, diritto-dovere del cittadino quando i poteri pubblici violino le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione. Poi l’Assemblea decise di toglierlo. Ma mi è tornato in mente quando il presidente della Repubblica è andato a presiedere il Csm in una seduta ordinaria, non lo aveva mai fatto in undici anni, chiedendo rispetto per la Costituzione. Quel riferimento temporale significa che la tranquillità democratica non è sicura in eterno, in nessuno stato.

 

paolo cirino pomicino rino formica foto di bacco

Nella storia repubblicana ci sono le stragi, la P2, il terrorismo rosso e nero.

Nella società italiana germogliano forze disgregatrici. Ogni volta che c’è un intervento per modificare gli equilibri armonici della Carta costituzionale, fa capolino questa parte negativa della società, anche per ragioni internazionali. È nella destra della Nato che nasce Gladio. Gladio è la struttura di riferimento organico della P2. E la P2 è un pezzo del reazionarismo della Nato. La P2 è nata, vissuta, cresciuta nella massoneria. Gelli si impadronì di una sigla della massoneria, era saldamente collegato alla destra reazionaria della Nato, stabilì un intreccio indissolubile tra il fascismo, il terrorismo di destra, pezzi del terrorismo di sinistra, la malavita. Bisognava creare le condizioni per un rovesciamento dell’ordinamento istituzionale democratico, cresceva la voglia di un atto esemplare. Eliminare Moro è stato l’atto esemplare.

 

Perché le Brigate rosse l’hanno rapito e ucciso?

Perché Moro bloccava un tentativo di involuzione antidemocratica. Moro da prigioniero scrisse a Craxi di darsi da fare per salvarlo, ma Craxi sapeva che non poteva imporre una soluzione al governo e soprattutto agli americani. Sono convinto che americani e russi, da punti di vista diversi, desiderassero la morte di Moro e che non fecero nulla per collaborare. I potenti mezzi di informazione dell’Est e dell’Ovest avevano la certezza del luogo dove era Moro, ma non dissero nulla.

RINO FORMICA CRAXI

 

Nel 1976, cinquant’anni fa, con il Midas, Craxi fu eletto segretario del Psi. Le è stato con lui dall’inizio. Chi era Craxi?

Craxi era un garibaldino. Un indisciplinato per natura, per sé e per gli altri. Il disordine nella organizzazione di partito portò anche al disordine dei centri di spesa e alla caduta di ogni forma di controllo. Quando parlai di nani e ballerine, non mi riferivo alle capacità professionali. […] Sostenevo che gli organi di partito devono essere selezionati sempre tra gli iscritti e gli elettori. Altrimenti si va alle porte girevoli, con l’annullamento del partito, l’ingresso trionfale del populismo e del capopopolo che sono il preannuncio dell’arrivo della destra. […]

RINO FORMICA

 

Il ministro Carlo Nordio ripete che la sua riforma è stata anticipata dal socialista Vassalli.

Come è stato osservato da un esercito di giuristi, la cosiddetta riforma della Giustizia è sbagliata in punti fondamentali: per esempio la costituzione dell’Alta corte e il ricorso al sorteggio per la nomina del Csm. Basterebbe solo questo per consigliare di non invocare un grande giurista come Vassalli, che prima di essere uomo di sapere giuridico, fu partigiano e membro della giunta militare socialista nella guerra di Liberazione. […]

 

Tutto il resto nasconde la volontà di distruggere la Costituzione, in modo tanto subdolo quanto devastante. Il No è la garanzia per la giustizia e la libertà di ciascun cittadino. Il Sì è il potere assoluto e senza controllo di capo assoluto dispotico che nell’attuale contesto internazionale non può che essere vassallo servente.

 

Cosa pensa della legge elettorale proposta dalla maggioranza?

RINO FORMICA

[…] La legge maggioritaria […] modifica l’assetto democratico e ordinamentale della Repubblica. È necessario indicare se si intenda trasformare la Costituzione della Repubblica da parlamentare a presidenziale. Poiché è impensabile che si parli a sproposito di legge elettorale, per ignoranza, dobbiamo ritenere che si voglia cambiare surrettiziamente la Carta costituzionale. […]

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