risi berlusconi

2006, MARCO GIUSTI INTERVISTA DINO RISI “BERLUSCONI? PENSO CHE SIA UN PO’ STUPIDO. MA BISOGNA ESSERLO PER AVERE SUCCESSO E PIACERE AL PUBBLICO. UNA VOLTA GLI HO ANCHE DATO DIECIMILA LIRE. ALLA FINE DI UNA CENA CONFALONIERI SI È MESSO AL PIANOFORTE E BERLUSCONI HA CANTATO “LA VIE EN ROSE”. ALLORA IO HO TIRATO FUORI UN BIGLIETTO DA DIECIMILA LIRE E GLI HO DETTO: “PER L’ORCHESTRA”. LUI HA DIVISO IL BIGLIETTO IN DUE E NE HA DATO METÀ A CONFALONIERI - OGGI SONO TUTTI DI SINISTRA. IL COMUNISMO IN ITALIA NON HA MAI AVUTO TANTA FORZA COME DA QUANDO NON C’È PIÙ" - LA STOCCATA SU PAOLO MEREGHETTI...

Dino Risi

Intervista a Dino Risi di Marco Giusti

Il Manifesto, 22 Dicembre 2006

 

Il 23 dicembre prossimo Dino Risi, classe 1916, compirà 90 anni. Forse non c’è niente da festeggiare, come dice lo stesso regista, ma il fatto che sia lui sia Mario Monicelli, che va verso i 92, siano ancora così vitali e i loro film così amati dal pubblico ci dimostra quanto quel cinema ci abbia insegnato e quanto ancora ne vorremmo sapere della loro esperienza.

 

I 61 film di Risi e i 65 di Monicelli sono la prova che in Italia non solo è esistito un grande cinema popolare, fatto di grandi attori, grandi sceneggiatori e grandi registi, ma che questo cinema riusciva a raccontare la realtà del paese e a comunicare con il suo pubblico. Da molti anni Risi vive solo (“Non riesco a vivere con nessuna donna”), i suoi grandi amici lo hanno lasciato, ma il suo sguardo sull’Italia e sugli italiani non ha perso nulla del consueto affettuoso cinismo.

il sorpasso

 

Qualcuno dei suoi amici di un tempo, Tognazzi, Gassman, la viene mai a trovare quando sogna?

Vittorio Gassman lo sogno. Spesso. La cosa strana è che è antipatico come le prime volte che lo incontrai. Poi fra noi nacque fu una grande amicizia.

 

Come vede i suoi 90 anni?

dino risi.

Pensavo di morire nel 2000. Avevo anche detto che mi sarebbe piaciuto morire a Waterloo solo per veder scritto sulla mia lapide “Dino Risi, nato a Milano, morto a Waterloo”. C’ero pure stato a Waterloo, in Belgio. Era un posto bruttissimo.

 

A proposito di Napoleone, ha visto “N – Io e Napoleone”, il film di Paolo Virzì?

No. Ma Virzì mi è molto simpatico. Avevo letto il libro da cui è tratto il film e mi era piaciuto a metà. Anche io, una decina d’anni fa, volevo fare un film su Napoleone e avevo scritto con Bernardino Zapponi una bella sceneggiatura. Era costruita sugli ultimi tre anni di Napoleone a Sant’Elena. Il nostro era un Napoleone in pantofole, che si svegliava la mattina alle cinque e gettava i sassi contro le finestre dei suoi generali perché doveva dettare le sue memorie.

 

vittorio gassman dino risi

Rileggendo la sua filmografia, pensa che i suoi film migliori sono sempre quelli o ci sono delle sorprese?

Ci metterei anche certi miei piccoli film, che trovo belli. “Un amore a Roma” con Mylène Demongeot è uno dei miei preferiti. “Il giovedì” con Walter Chiari è un bel film. E anche “L’ombrellone” con Enrico Maria Salerno, Sandra Milo e Lelio Luttazzi. E “Anima persa”, che ho rivisto pochi giorni fa a Stresa. In genere io li facevo bene i film, anche quando non mi importava niente del film che stavo facendo. I migliori, comunque, rimangono “Una vita difficile”, “I mostri”, “Il sorpasso” e anche “Profumo di donna”, che ha avuto più successo di tutti.

vittorio gassman marco e dino risi gianni minà

 

Tra i suoi film meno noti da rivalutare metterei anche i film politici come “Mordi e fuggi” con Oliver Reed e Marcello Mastroianni e “In nome del popolo italiano”…

Sì, “Mordi e fuggi” è un film molto bello che non si vede da anni. “In nome del popolo italiano” ha preceduto in qualche modo Tangentopoli.

dino risi 2

 

Quali sono i film che non ha fatto e le sarebbe piaciuto fare?

A me sarebbe piaciuto fare i film degli altri. Dico sempre così. Tutti i grandi film dei grandi registi, da Billy Wilder a Federico Fellini. Ma, in generale, io ero contento quando un film non si faceva. L’idea di alzarmi presto la mattina per andare a girare era una tortura. Io mettevo la sveglia alle cinque anche quando dovevo svegliarmi alle otto. Così, mi dicevo, posso dormire altre tre ore. Solo per il piacere di dormire. E poi detesto l’operazione del vestirsi. Tuttora. Sono novant’anni che faccio questo lavoro. Penso che si dovrebbe dormire vestiti.

vittorio cecchi gori mario monicelli dino risi tom cruise

 

Quali erano i film degli altri registi che le piacevano di più?

Sono troppi… Pensi solo ai film francesi degli anni ’30. Lì ho preso una serie di colpi, di bastonate, di invidie, quando dici: Che bello! Io un film così non lo farò mai. C’è stato un periodo negli anni ’30, i Carnè, i Renoir, anche i Duvivier…

 

E i registi francesi più giovani, come Truffaut, le piacevano?

Truffaut non mi è mai piaciuto molto. Bravo, sì. Ha fatto due o tre film bellissimi, ma poi è diventato troppo bravo e quando uno è troppo bravo alla fine non fa più dei bei film.

 

L'OMBRELLONE - DINO RISI

E dei suoi colleghi del tempo cosa pensava. Le piacevano, ad esempio, i film di Monicelli?

Di Monicelli mi piace il modo di girare senza far capire che sta facendo un film. Come faceva Chaplin, che metteva la macchina ferma e girava un film. Monicelli fa pochissimi primi piani, per esempio. E’ un modo di raccontare molto bello. E’ come se non si vedesse la macchina da presa, Senza girare attorno ai personaggi, fare acrobazie col dolly, come faceva Giuseppe De Santis. Anche io, giro il necessario. Noi abbiamo già in testa il montaggio. Questo è il segreto.

 

Anche Steno era un po’ così…

STENO

Beh, magari Steno andava un po’ troppo di corsa. Faceva due o tre film al giorno. E’ un buon esercizio. Alla fine, ti scappa anche un buon film quando fai così. Ma quando penso a certi registi italiani… Ce n’è uno, di cui non faccio il nome, che ha fatto quattro o cinque film di cui uno è un capolavoro… Beh, lui non voleva girare film perché aveva paura di non fare il capolavoro.

 

Deve essere Gillo Pontecorvo… Aveva paura di sbagliare.

Ma, invece, è bello sbagliare. Se sbagli, la volta dopo sai cosa devi fare.

 

virna lisi

Ha mai avuto problemi con la censura?

Non ho mai avuto grandi noie. Una volta, per “Le bambole”, ebbi un problema con il mio episodio, “La telefonata” con Virna Lisi e Nino Manfredi. Mi chiamò un pretore. Virna Lisi era terrorizzata. Lei era una ragazza di buona famiglia, cattolica. In quel film Manfredi cerca di scopare la moglie che sta telefonando alla madre e che cosa fa? Come vede che lei sta per attaccare il telefono, lui comincia ad abbassarsi i pantaloni, e lei riprende a parlare con la madre. Ecco, quell’abbassamento di pantaloni aveva indignato un giovane giudice democristiano. Io volevo dirgli: aspetta qualche anno e vedrai cosa ti succede…

 

Con i critici, dopo cinquant’anni di battaglie, ora ha un buon rapporto.

Magari molti di quelli che la attaccavano allora sono anche morti…

paolo mereghetti

Beh, come si dice, anche i critici muoiono… C’è un critico, Paolo Mereghetti, che faceva quelle colonnine di critiche e alla fine scriveva delle battutine, come “meglio un sonno”, che a me due o tre volte ha scritto “c’è di peggio”. Allora, una volta che mi hanno domandato come sono i miei rapporti coi critici, ho detto: Ottimi, leggo persino Mereghetti… ma c’è di meglio.

 

Certo, c’è stata una lunga guerra tra i critici e la commedia all’italiana…

Quando la sinistra era al potere nel cinema, non potevi far ridere, ma neanche sorridere, era proibito. E conta ancora essere di sinistra oggi nel cinema?

duetto confalonieri berlusconi al matrimonio del cav con marta fascina

Oggi sono tutti di sinistra, anche quelli che allora erano tiepidi comunisti. Il comunismo in Italia non ha mai avuto tanta forza come da quando non c’è più. Da quando è scomparso il comunismo e sono tutti comunisti. Anche perché c’è quell’altro…

 

E cosa pensa di quell’altro…

Berlusconi ha capito gli italiani come pochi. Ha capito che gli italiani sono dei fregnacciari. Sa cosa vogliono e su questo gioca. Il denaro, ad esempio. Oggi è la cosa più importante di tutte. Anche il sesso, viene dopo. Perchè quando hai il denaro compri tutti i tuoi desideri.

 

Lo ha mai incontrato Berlusconi?

CONFALONIERI BERLUSCONI

Sì, gli ho anche dato diecimila lire una volta. Eravamo stati invitati a una cena. Eravamo una decina di persone di cinema. Alla fine della cena Confalonieri si è messo al pianoforte e Berlusconi ha cantato “La vie en rose”. Allora io ho tirato fuori un biglietto da diecimila lire e gli ho detto: “Per l’orchestra”. Lui ha diviso il biglietto in due e ne ha dato metà a Confalonieri.

 

Cosa pensa di Berlusconi?

Che è un po’ stupido. Ma bisogna essere un po’ stupidi per avere successo e piacere al pubblico.

 

Dino Risi bacia Sylva Koscina e Mariangela Melato

So che le è piaciuto “Il caimano”, il film di Moretti su Berlusconi.

Mi è piaciuto molto. Sono anche citato due volte nel film.

 

Così dopo anni ha fatto pace con Moretti…

Moretti si era un po’ incazzato per quella battuta che facevo su di lui come attore, “Nanni, fatti da parte perché voglio vedere il film”. Battuta citatissima. La riportò in prima pagina sul “Corriere della Sera” Francesco Merlo.

 

berlusconi santoro

Quali giornali legge?

Il “Corriere” e “la Repubblica”.

 

E tv la vede?

Poco, pochissimo. Vedo qualche dibattito. Mi piace Gad Lerner, anche Giovanni Floris, il giovanottello simpatico di “Ballarò”. Santoro non mi piace. E’ esagerato. Io ho sempre amato la mezza misura. Quelli che esagerano non mi piacciono. Berlusconi almeno fa ridere.

 

Come vede l’Italia di oggi?

Male. L’Italia di oggi è come quella di prima. Le qualità degli italiani non fanno che scendere. Poi quando si arriva al fondo succede qualcosa e si risale.

 

Che cosa salva dell’Italia?

monica bellucci 2001 11

Le donne italiane, sono belle. Troppo belle. Passi davanti all’edicola dei giornali e vedi ragazze che una volta non esistevano. Le belle sono diventate bellissime, le brutte sono diventate carine.

 

C’è qualche attrice che le piace?

Non mi piacciono le attrici, mi piacciono le modelle. Quelle che vedi sui giornali.

 

Quando sogna, oltre a Gassman, queste ragazze dei giornali la vengono a trovare?

Certo. Ma non sono in fotografia, si muovono. Molto meglio.

 

Come trova Monica Bellucci.

Bellissima. Ha fatto con me il suo primo film, “Vita coi figli”. La storia di un cinquantenne con cinque figli, Giancarlo Giannini, che prende una sbandata per una ragazza che incontra per caso. Lui è in macchina, lei in motocicletta. Piove. Lui la fa salire sulla macchina. Cominciava così.

 

marco giusti

Vedo che ha sempre un’ Olivetti, non passa al computer…

Sì, una Olivetti 64 Ufficio. Il computer non lo conosco, non lo so usare. Internet non so cosa sia. Non so neanche usare il videoregistratore.

 

Dopo aver scritto la sua autobiografia, “I miei mostri”, un paio d’anni fa, so che aveva iniziato un romanzo…

E arrivato a pagina 60 l’ho strappato. Non mi piaceva.

 

Che storia era?

monica bellucci

Era la storia di due vecchi. I vecchi sono cattivi, sono come i bambini, hanno le invidie. E come i bambini vedono i difetti, vedono tutto. I miei due vecchi si incontrano dopo 70 anni, erano stati due compagni di liceo. E al liceo uno dei due era innamorato pazzo di una certa Valentina, al punto che non si era mai sposato perché gli era rimasta questa ragazza in testa. Si incontrano e lui scopre che allora, a scuola, quando lui amava Valentina, lei faceva l’amore in segreto con il suo amico. E allora lui lo uccide.

 

dino risi

Pensa che ci sia un film adatto a descrivere l’Italia di adesso?

Avevo una bella sceneggiatura che ho scritto molti anni fa con Age e Scarpelli. Per un film che si sarebbe dovuto chiamare “Papé Satàn”. La storia cominciava col papa che annunciava al mondo che per accordi intervenuti con l’aldilà si potevano finalmente visitare i regni dell’oltretomba. E allora partiva una troupe della Rai e c’è subito una storia, perché il regista incontra all’inferno una ragazza che pensava si fosse uccisa per lui. Poi si scopre che questo aldilà era tutta una baracca messa in piedi dalla Cia, dal Vaticano e dalla Coca Cola.

 

In questi ultimi anni le hanno offerto di dirigere nuovi film?

Di solito mi chiedono di rifare un film a episodi, come “I mostri”. Ma non ho più tanta voglia di fare film. Per farlo dovrebbe essere davvero una cosa eccezionale. Anche scrivere, mi annoia.

 

dino risi

Recentemente è tornata la moda del film ad episodi, come “Manuale d’amore”. Lo ha visto?

Sì. Carino. Ho trovato molto bello l’episodio di Carlo Verdone. In quel caso, però, sono solo quattro gli episodi. A me piaceva lo spezzatino. “I mostri” sono 21 episodi.

 

Chi le piace dei nuovi attori italiani?

Ce ne sono tanti. Stefano Accorsi mi piace, Kim Rossi Stuart pure. Anche Raul Bova. Non parliamo poi dei cinquantenni. Toni Servillo nei film di Paolo Sorrentino l’ho trovato formidabile. Anche il vecchio Roberto Herlitzka è un bravo attore, peccato che non si vede spesso. Anche Michele Placido è bravo. Ora sta facendo il film di mio figlio Marco su Provenzano.

 

I MOSTRI - DINO RISI

E i nuovi film italiani li ha visti?

Poco. Voglio vedere “La sconosciuta”. Tornatore mi piace. Gira in grande, come Sergio Leone. E’ cinema.

I MOSTRI - DINO RISI

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