pennacchi

''SIAMO NELLA DITTATURA DI UNO CHE HA VINTO AL GRATTA E VINCI'' - ANTONIO PENNACCHI HA SCRITTO UN NUOVO ROMANZO SULLA FAMIGLIA PERUZZI E L'AGRO PONTINO NEGLI ANNI '50: ''PER ME LA SCRITTURA È FATICA E DOLORE'' - NON VUOLE PARLARE DI POLITICA E OVVIAMENTE LO FA: ''ABBIAMO DATO PIENO POTERI A CONTE SENZA FIATARE E ORA LUI SI CREDE GIULIO CESARE. METTETEVI NEI PANNI DEGLI OLANDESI, DARESTE SOLDI A DEI TIPI COSÌ? PER ROMA NON MI DISPIACEREBBE CALENDA''

 

Federico Novella per ''La Verità''

 

antonio pennacchi

«Va bene tutto. Però, per piacere, non mi fate parlare di politica».

 

Pennacchi, la sua Latina è zona rossa, prima città colpita dal mini-lockdown. Come la vive?

«Come vuole che la viva. Come uno che a una certa età ha paura di tutto. Qua in giro si vedono solo giovani: quelli c' hanno gli ormoni, escono lo stesso».

 

Cosa le pesa di più?

«Il fatto che da otto mesi non do un bacio alle mie nipoti. Da bambino, ricordo l' arrivo dell' influenza asiatica. Ma all' epoca c' era anche un rapporto diverso con la vita e con la morte. Dicevamo solo: a chi tocca, tocca».

 

Che ne pensa del prolungamento dello stato d' emergenza?

«Che ci sia un' emergenza non si discute. Ma andava affrontata diversamente».

Cioè?

«È il metodo che non mi piace. Questa trovata dei Dpcm non va affatto bene. Serve il concorso di tutti: non si procede da soli».

 

Ne fa una questione di forma?

«La democrazia è fatta proprio di forme e procedure, fin dai tempi degli ateniesi. Sennò si apre un vulnus, e pure bello grosso. Però scusi, non mi faccia parlare di politica, ne ho davvero piene le scatole».

 

Antonio Pennacchi, ex operaio, con la sua inconfondibile coppola accompagnata dalla sciarpa rossa, è considerato uno dei più grandi scrittori italiani viventi. Vincitore del Premio Strega con Canale Mussolini, oggi firma La strada del mare (Mondadori), ultimo capitolo della saga della famiglia Peruzzi, in cui si raccontano gli anni Cinquanta nell' Agro Pontino.

Ma nel suo libro la politica è protagonista, insieme alle famiglie che scesero a bonificare le paludi. C' è dentro la guerra fredda, Fidel Castro, Fanfani«Racconto le vicende della mia famiglia inserendola nella storia di una città, Latina, che ha meno di un secolo di vita».

 

Nostalgie?

«Non ho rimpianti. Però allora eravamo poveri e senza materie prime. Un Paese diviso, lacerato anche dalle ingerenze internazionali».

 

Eppure?

«Eppure diventammo in poco tempo la sesta potenza mondiale, perché sulle cose fondamentali eravamo tutti d' accordo. Uno spirito di unità che servirebbe anche oggi».

 

A che pro?

«Abbiamo 200 miliardi da spendere, no? E come puoi pensare di decidere da solo? Ma vuoi discutere con gli altri? Non puoi pensare di usarli come ti pare».

 

Ce l' ha con il premier?

«Una situazione come quella di oggi va affrontata con un senso di unità nazionale dalle forze politiche che ci governano. Togliatti diceva: prima il Paese, poi il partito».

Tempi lontani.

«Oggi siamo all' egotismo assoluto. Tutti, da Matteo Renzi fino a Matteo Salvini, vedono la realtà come un' emanazione del proprio Io».

 

A marzo ha detto: «Tutti i pieni poteri che voleva Salvini li abbiamo dati senza fiatare a Giuseppe Conte. Chi mi assicura che con la scusa del virus, prima o poi non buttano giù quel poco di libertà che m' è rimasta». Conferma?

«Sì. Dittatura per dittatura, io preferisco Xi Jinping, che presidente almeno non ci è diventato vincendo al gratta e vinci».

 

Insomma, è stato offeso il parlamento?

antonio pennacchi

«Se è per questo la democrazia parlamentare viene offesa da parecchi anni. Da decenni i deputati li scelgono i segretari di partito. O sbaglio?».

Comunque, la fa facile sui miliardi da spendere. Sul Recovery Fund i paesi frugali continuano a mettersi di traverso.

«E mettiamoci anche nei panni degli olandesi. Voi dareste i soldi a uno che si crede Giulio Cesare?».

Se i soldi arriveranno, lo faranno con il contagocce.

«Va bene, magari ci daranno due lire. Ma almeno quelle, che vengano spese bene. Poi non mi chieda se regge il governo: non lo so. L' importante è che regga il Paese».

 

Che vuol dire spendere bene i soldi?

«Facciano le strade, le ferrovie, gli aeroporti. Rilancino le attività produttive. Ma lo sa che a Latina da vent' anni aspettiamo la strada che porta a Roma?».

 

E il ponte sullo stretto?

giuseppe conte rocco casalino

«E che facciano pure quello! Come pare a loro. Basta che non buttino via i soldi per i sussidi, cioè per far campare chi non ha voglia di lavorare».

 

Sussidi?

«Il reddito di cittadinanza è inaccettabile: in pratica se non lavori ti mantiene lo Stato. Casomai serve il "lavoro di cittadinanza".

Impariamo dagli anni Cinquanta».

 

Vale a dire?

«In quell' epoca il lavoro era un valore in sé. Un fine dell' esistenza, e non solo un mezzo. È quello che fai, le relazioni di cui ti circondi, che dà senso alla tua vita. Se non lavori, chi c sei?».

 

Invece?

«Invece oggi nessuno ha più voglia di lavorare: politici, giornalisti rischiamo di spendere male i soldi di cui disponiamo. E per giunta aumentiamo inutilmente il debito pubblico».

 

Oggi ci vorrebbe un Fanfani, un De Gasperi?

«Ma magari anche un Nenni».

Invece c' è Zingaretti.

«Oddio, rispetto al panorama che vedo intorno non è neanche male».

 

Ma lei vota ancora Pd?

«No, voto Liberi e Uguali. E in futuro forse Potere al Popolo, non lo so».

ZINGARETTI CALENDA SIMBOLO PD EUROPEE

Anni fa aveva detto: «Voto Pd qualunque fesso mi propongano».

«Vabbè, ma fino a un certo punto. Me sò stufato. A tutto c' è un limite no? Ma come si fa con questi cavolo di grillini».

 

Non gradisce l' alleanza con il movimento cinque stelle?

«Dicevano: "Meglio questi di Salvini". A me pare la stessa roba però scusi, perché siamo finiti ancora a parlare di politica? Tanto non mi ascolta nessuno, che parlo a fare?».

 

Vuole tornare allo Strega?

«Non ci penso. E poi non spetta a me decidere».

 

Le piacerebbe?

«Vabbè, è chiaro che se mi chiamano vado».

 

L' ultimo libro è stato il più faticoso?

«Per me la scrittura non è divertimento. È fatica e dolore».

 

Perché?

«Negli altri libri ho messo le storie di famiglia. Qua invece c' è la mia infanzia, piena di drammi».

Non dev' essere stato facile.

« Mi scavo dentro la pancia per tirare fuori tutto. Il dolore viene sublimato con l' ironia, e diventa letteratura. Ma che fatica. Chiusa l' ultima bozza, dal giorno dopo ho avuto vertigini e sbalzi di pressione».

 

MICHELA MURGIA

Sarà anche per le accuse che le muovono spesso. Si è lamentato dei «radical chic» che la considerano un revisionista sul fascismo.

«Ah, capita in continuazione».

Ha scritto che buona parte dello stato sociale è nato ai tempi di Mussolini. Non si faccia sentire da Michela Murgia.

«No, degli altri non parlo. Sul fascismo mi hanno fatto due palle così. Quella stagione è morta e sepolta».

 

Ma se siamo appena usciti da una campagna elettorale giocata anche sul rischio fascismo

«Dicano quello che gli pare. Il fascismo non è una categoria dello spirito, ma un fenomeno storico chiuso e concluso. Non tutto il male è identificabile con la parola fascismo».

 

Si considera uno scrittore populista?

«Ma per piacere. Casomai popolare. Io sono al servizio del popolo. Salvini vuole la rivoluzione liberale? Io la voglio socialista».

 

Addirittura?

«Se c' è ancora una cosa che mi fa ancora incazzare è l' ingiustizia sociale. Tutti dicono che le ideologie sono morte, e può darsi pure.

Ma penso ci sia ancora un fortissimo bisogno di socialismo, in Italia e nel mondo».

 

Ma esistono ancora gli operai?

antonio pennacchi

«Sì, ma la sinistra non li rappresenta più».

Lei e l' Europa.

«Prima o poi nascerà un vero governo europeo, ma non può essere autoritario. Bisogna lavorarci insieme. È la politica che deve governare questi processi, altrimenti ci abbandoniamo ai potentati economici».

 

Quindi è europeista?

«L' idea di unità europea, prima di Adenauer, fu portata avanti da Garibaldi. Chiese alle cancellerie europee una costituzione confederale, prima di tutti gli altri. Ma con rappresentanza democratica».

 

E dunque?

«E dunque il nostro destino sarà quello di un governo europeo, o forse anche mondiale. Però non dev' essere oppressivo, ma un raccordo di realtà locali: una forma articolata di democrazia».

 

Che ne pensa del Vaticano-Gate?

«Cosa vuole che ne sappia del Vaticano. E comunque, per saperne dei cardinali, basta andare a rileggersi i sonetti di Giuseppe Gioacchino Belli».

 

«Roma, indove viengheno a ddà ffonno / rinnegheno Iddio, rubbeno e ffotteno». Proprio a Roma si cerca un candidato sindaco. Perché non si offre?

«Figuriamoci, non lo farei neanche a Latina. Però».Però?«Però Carlo Calenda sindaco non mi dispiacerebbe».

 

Ma come: che c' entra lei con Calenda?

«Lo so, è un po' troppo liberale. Ma capisce di economia, e mi pare uno di cui ci si possa fidare. Ma come glielo devo dire che non parlo di politica?».

 

Ultimi Dagoreport

giovambattista fazzolari francesco filini gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT – FREGATO UNA VOLTA DAL CERCHIO MAGICO DI “PA-FAZZO CHIGI”, ORA CHIOCCI E’ PRONTO PER DIVENTARE PORTAVOCE DI GIORGIA MELONI – A FINE AGOSTO, LA SUA PROMOZIONE FU BRUCIATA DA UNO SCOOP DEL “FOGLIO” SU MANDATO DEI CAMERATI INSOFFERENTI PER IL SUO CARATTERINO, POCO INCLINE ALL’OBBEDIENZA - ORA PERO’ ALLA DUCETTA, CON UN 2026 IN SALITA, SERVE UN MASTINO PER GESTIRE IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, LE NOMINE DELLE PARTECIPATE, CON LO SGUARDO ALLE POLITICHE DEL 2027 E AGLI SCAZZI QUOTIDIANI CON LEGA E FORZA ITALIA – SENZA CONTARE LA MINA VAGANTE VANNACCI – CHIOCCI, CHE DOVREBBE LASCIARE LA RAI A MARZO, ASPETTA DA PALAZZO CHIGI UNA PROPOSTA DI CONTRATTO BLINDATA (VUOLE CHIAREZZA SULLA RIPARTIZIONE DELLE DELEGHE PER EVITARE INVASIONI DI CAMPO DI FAZZOLARI E FILINI) – AL SUO POSTO, ALLA GUIDA DEL TG1, IN POLE C’E’…

fabrizio corona pier silvio berlusconi giampaolo rossi

FLASH – TENETEVI FORTE: ORA INIZIA UNA VERA GUERRA TRA MEDIASET E RAI! – NON SOLO GLI UFFICI LEGALI DELLA FAMIGLIA BERLUSCONI STANNO RIVEDENDO, FOTOGRAMMA PER FOTOGRAMMA, L’OSPITATA DI FABRIZIO CORONA A “LO STATO DELLE COSE”, ORA PIER SILVIO BERLUSCONI HA DECISO CHE LA RAI LA PAGHERA’ DURAMENTE PER TUTTO LO SPAZIO CONCESSO AI DELIRI DI “FURBIZIO” (CHE E’ STATO ACCOLTO IN PASSATO A “BELVE”, A “CIAO MASCHIO”, A “DOMENICA IN” E PIU’ RECENTEMENTE DA GILETTI ED E’ STATO VIDEOCHIAMATA DA FIORELLO A “LA PENNICANZA”) – LA VENDETTA DI “PIER DUDI” SI CONSUMERA’ NELLA SETTIMANA DI SANREMO, VERA CASSAFORTE DELLE CASSE RAI: CONTROPROGRAMMAZIONE AGGRESSIVA DA PARTE DI MEDIASET E, NEL SABATO DEL FESTIVAL, POTREBBE ANDARE IN ONDA MARIA DE FILIPPI - DALLA RAI SI CERCA UN ACCOMODAMENTO: LA SETTIMANA PROSSIMA, MASSIMO GILETTI DOVREBBE ANDARE IN ONDA CON UNA PUNTATA "RIPARATRICE" DOPO AVER DATO SPAZIO ALLE ESONDAZIONI DI CORONA...

john elkann andrea agnelli ardoino devasini juventus

FLASH – VOCI DA TORINO: JOHN ELKANN POTREBBE PRENDERE IN CONSIDERAZIONE L’IDEA DI VENDERE LA JUVENTUS PER UNA CIFRA VICINA AI 2 MILIARDI DI EURO (DEVASINI E ARDOINO, I DUE PAPERONI A CAPO DI TETHER, IL COLOSSO DELLE STABLECOIN, AVEVANO OFFERTO 1 MILIARDO) - NEL CASO IN CUI L’AFFARE ANDASSE IN PORTO E I DUE CRIPTO-RICCONI RIUSCISSERO A PAPPARSI LA SOCIETA’, ANDREA AGNELLI POTREBBE ENTRARE NEL CAPITALE CON UNA PICCOLA QUOTA E AIUTARE NELLA GESTIONE DELLA SQUADRA: SAREBBE IL LINK CON LA FAMIGLIA AGNELLI E CON IL PASSATO "GOBBO”…

matteo salvini tedofori milano cortina

A PROPOSITO DI… SALVINI – IL CAPOSTAZIONE DELLA LEGA È ARRIVATO PUNTUALE NEL DIRE LA SUA SUI TEDOFORI DI MILANO CORTINA. UN CASO CHE HA PRESO “A CUORE” - PER LA CARNEVALATA ORGANIZZATA DA MALAGÒ, LO SPONSOR HA REALIZZATO ALTRETTANTE TUTE TERMICHE, BEN PRESTO FINITE IN VENDITA PER MIGLIAIA DI EURO NEI SITI DI “SECONDA MANO”. SE LA MORALE SPESSO NON URTASSE LE COSCIENZE, VERREBBE DA CHIEDERE AL MINISTRO SALVINI CON IL “CUORE IN MANO” SE QUELLE TUTE TERMICHE DATE AI TEDOFORI NON AVREBBERO POTUTO SALVARE LA VITA DEL VIGILANTE MORTO DAL FREDDO IN UN CANTIERE OLIMPICO A CORTINA…

donald trump free iran

DAGOREPORT – CHE CE FAMO CON KHAMENEI? TRUMP MINACCIA TEHERAN MA L’INIZIATIVA MILITARE SI ALLONTANA: GLI ALLEATI ARABI DEGLI USA (ARABIA SAUDITA E QATAR) SONO CONTRARI AL BOMBARDAMENTO E LE PORTAEREI AMERICANE SONO LONTANE DAL MEDIO ORIENTE – PIÙ PROBABILE, PER ORA, CHE GLI “AIUTI” PROMESSI DA WASHINGTON SIANO ATTACCHI CYBER E SABOTAGGI ENERGETICI, IN GRADO DI INDEBOLIRE IL REGIME DI KHAMENEI – IL PIANO “PSYOPS” DI GUERRA PSICOLOGICA, LE MOSSE SUL CAMPO DI CIA E MOSSAD E LA DURA REALTÀ: BUTTATO GIÙ KHAMENEI, NON C’È UN'OPPOSIZIONE PRONTA A PRENDERE IL POTERE O UNA FIGURA FANTOCCIO (COME IN VENEZUELA) PER LA SUCCESSIONE -RIMUOVERE L'AYATOLLAH PROVOCHEREBBE PIÙ INSTABILITÀ. E TANTI SALUTI AL FIGLIO DELLO SCIÀ, REZA PAHLAVI, E AI MANIFESTANTI CHE INVOCANO LIBERTÀ E VENGONO TRUCIDATI DAL REGIME - VIDEO

gio scotti

COME MAI LA BELLISSIMA GIO SCOTTI, MODELLA E INFLUENCER ITALIANA DI 19 ANNI, È DIVENTATA SUO MALGRADO UN’ICONA DELL’ALT-RIGHT AMERICANA? – LA RAGAZZA, CHE HA QUASI 3 MILIONI DI FOLLOWER SUI SOCIAL E A QUANTO PARE NON HA MAI ESPRESSO PUBBLICAMENTE OPINIONI POLITICHE, GRAZIE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, È STATA PRESA IN PRESTITO DA SUPREMATISTI, “INCEL” E “GROYPERS” COME SIMBOLO DELLA BELLEZZA “ARIANA” E OCCIDENTALE - A SUA INSAPUTA, LA RAGAZZA E' DIVENTATA STRUMENTO DI UNA "GUERRA CULTURALE" CHE DIFFONDE IDEE ESTREMISTE E INQUINA IL DIBATTITO FOMENTANDO ODIO