buscetta e la moglie cristina

'DON MASINO', L’UOMO CHE LA MAFIA NON POTE’ UCCIDERE – NON SOLO BELLOCCHIO & FAVINO, LA FAMIGLIA BUSCETTA ALLO SCOPERTO IN UN DOCUMENTARIO SU YOUTUBE E NETFLIX – NEL FILM COMPAIONO I VERI VOLTI DELLA MOGLIE CRISTINA E DEL FIGLIO ROBERTO CHE HA CHIESTO DI ESSERE RIPRESO IN OMBRA: “C'È SEMPRE UN RISCHIO, LA MAFIA NON PERDONA”

 

buscetta e la moglie cristina

Salvo Toscano per il “Corriere della sera”

 

Al cinema il volto glielo ha dato Pierfrancesco Favino.

Quel volto che finì nel mirino di Cosa nostra riuscendo a salvarsi dalla vendetta dei padrini. Così non fu per undici parenti di Tommaso Buscetta, tra i quali due figli, assassinati dalla mafia negli anni Ottanta.

 

È per questo che i familiari del «Boss dei due mondi», che con il suo pentimento aprì la strada che portò allo storico maxi processo, il loro volto hanno dovuto tenerlo segreto per decenni, vivendo al riparo da occhi indiscreti e sotto falsa identità. Ma adesso, dopo lunghi anni passati a nascondersi dai sicari, il figlio del collaboratore di giustizia Roberto e la madre Cristina hanno accettato di apparire in un documentario.

 

Mentre in Italia «Il traditore» di Marco Bellocchio conquista il pubblico dopo i lunghi applausi di Cannes, raccontando la vicenda del più famoso pentito di mafia, in America due cineasti, Max Franchetti e Andrew Meier, hanno realizzato un nuovo documentario su Buscetta.

 

Si intitola «Our Godfather: The Man the Mafia Could Not Kill» («Il nostro Padrino: l' uomo che la mafia non poté uccidere»), è in onda in streaming su YouTube dallo scorso fine settimana e dal prossimo settembre sarà disponibile sulla piattaforma Netflix.

 

buscetta e la moglie cristina

Roberto Buscetta e la madre Cristina sono stati rintracciati dai due registi in Florida.

Trovare i Buscetta sembrava una vera e propria mission impossible : Franchetti e Meier ci hanno messo due anni. Ma alla fine ce l' hanno fatta.

 

Cristina, la terza moglie brasiliana del pentito e i suoi familiari più stretti avevano vissuto sotto falso nome e in varie località per oltre trent' anni dopo l' ingresso del boss nel «Witness Protection Program».

 

buscetta la moglie cristina e il figlio 9

I due registi, dopo vari tentativi, hanno ottenuto una risposta scrivendo a un vecchio indirizzo email. È stata Cristina a rispondere, incuriosita, dopo tre settimane di silenzio. Quella Cristina che a metà anni Novanta accompagnò il marito in una crociera nel Mediterraneo: un giornalista lo riconobbe, scoppiò un putiferio sulla stampa. I familiari di Buscetta, morto nel 2000 di cancro a 71 anni (e sepolto sotto falso nome a Miami), erano riluttanti dal principio: «Uccidere il figlio di Tommaso Buscetta sarebbe il trofeo perfetto», ha spiegato Roberto. I racconti di suo padre a Giovanni Falcone e poi ad altri inquirenti hanno portato alla condanna di centinaia di mafiosi, tra Sicilia e Stati Uniti.

L'ARRESTO DI TOMMASO BUSCETTA IN BRASILE NEL 1983

 

L arrivo di Tommaso Buscetta in Italia il luglio Ansa

Nel documentario, la moglie del pentito racconta quanto dura sia stata la scelta di don Masino di rompere il codice dell' omertà di Cosa nostra, definendo quel passaggio «la decisione più sofferta della sua vita». L' incontro tra Cristina e Roberto e i due cineasti è avvenuto nel maggio 2015 in Florida, alla presenza dell' agente della Dea Anthony Petrucci che per anni era stato uno degli angeli custodi della famiglia. Alla fine Cristina ha accettato di farsi riprendere, mentre Roberto, che sotto falso nome ha fatto il militare in Iraq e Afghanistan, ha chiesto che non venissero rivelati i suoi alias e che il suo volto fosse ripreso in ombra: «C' è sempre un rischio, la mafia non perdona».

E dopo una vita di prudenza non è facile lasciarsi andare: Lisa, sorellastra di Roberto che appare nel documentario, ha detto di aver pronunciato il cognome Buscetta in questa occasione per la prima volta nella vita.

tommaso buscetta e favinoil traditoreBuscettafavino ne il traditore

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…