haaretz amos schocken.

L'OPPOSIZIONE IDEOLOGICA PRIMA O POI ESONDA - AMOS SHOCKEN, EDITORE DI “HAARETZ”, IL QUOTIDIANO ISRAELIANO SUPER CRITICO CON NETANYAHU, FINISCE PER SPARARLA GROSSA: DEFINISCE I TERRORISTI PALESTINESI DEI “COMBATTENTI PER LA LIBERTÀ”. E FA INCAZZARE TUTTI, COMPRESI I SUOI GIORNALISTI, NON CERTO DEI PERICOLOSI COLONI DI ULTRADESTRA (IN QUESTI MESI HANNO ATTACCATO “BIBI” PER LA GUERRA A GAZA E DENUNCIATO LE AZIONI DELL'ESERCITO ISRAELIANO)  – RISULTATO? MIGLIAIA DI ABBONAMENTI CANCELLATI E MINISTERI CHE ANNULLANO LA PUBBLICITÀ...

 

Estratto dell’articolo di Rossella Tercatin per “la Repubblica”

https://www.repubblica.it/esteri/2024/11/05/news/haaretz_scontro_editore_haaretz_israele_occupazione-423597733/

 

amos schocken.

Redazione contro editore, governo contro giornale. Profonde tensioni scuotono Haaretz , uno dei quotidiani di più lungo corso di Israele, noto in tutto il mondo per le sue posizioni liberal e la critica feroce ai leader del Paese e alla politica degli insediamenti nei territori palestinesi.

 

Negli scorsi giorni, Amos Schocken, editore di terza generazione e proprietario del 75% delle sue quote, ha accusato Israele di trattare come terroristi i “freedom fighters” palestinesi che si battono per la libertà. Scatenando […] proteste furibonde e dolorose, nonché la levata di scudi del governo.

 

haaretz

«Al governo Netanyahu non importa di imporre un crudele regime di apartheid alla popolazione palestinese. Ignora i costi sostenuti da entrambe le parti per difendere gli insediamenti mentre combatte i freedom fighters palestinesi, che Israele definisce terroristi», sono state le parole di Schocken a un evento del giornale a Londra, in cui l’editore si è dichiarato anche a favore di sanzioni nei confronti di Israele.

 

Da sempre fautore di un giornalismo senza sconti, nell’ultimo anno Haaretz si è distinto come uno dei pochissimi media in Israele non solo attento alle sofferenze di Gaza, ma anche pronto a denunciare le azioni dell’esercito israeliano nella Striscia […].

 

Salman Schocken

Salman Schocken, nonno di Amos, aveva fatto fortuna in Germania fondando una rete di grandi magazzini. Privato della cittadinanza dai nazisti e costretto a vendere, Salman nel 1934 si trasferì con la famiglia e decine di migliaia di libri a Gerusalemme, dove acquistò Haaretz, che era stato fondato nel 1918, e in seguito emigrò negli Stati Uniti. Haaretz rimase sotto la guida di uno dei figli, Gershon e poi passò ad Amos, oggi ottantenne.

 

Dopo il suo discorso, uno dopo l’altro, vari ministeri […] hanno annunciato la cessazione di ogni rapporti con la pubblicazione, sia in termini di abbonamenti che di pubblicità […]. Secondo quanto riportato da Walla , lo stesso hanno deciso di fare centinaia di lettori. Mentre il Ministro della Giustizia Yair Levin ha ipotizzato una proposta di legge che criminalizzi le azioni volte a «incoraggiare l’applicazione di sanzioni internazionali su Israele», con una pena detentiva di dieci anni.

 

EDITORIALE DI HAARETZ CONTRO NETANYAHU

Dal canto suo, l’editore è intervenuto per correggere il tiro e specificare che le sue parole non si riferivano ad Hamas . «A scanso di equivoci, i membri di Hamas non sono freedom fighters. Il 7 ottobre è stato un evento sconvolgente». Ma le sue parole non sono bastate, anche secondo la sua redazione, con il board editoriale […] che ieri ha pubblicato una severa critica.

 

«Anche nella sua precisazione, Schocken ha sbagliato. Il fatto che non intendesse includere i terroristi di Hamas non significa che altri atti terroristici siano legittimi, anche se l’obiettivo dei loro autori è quello di liberarsi dall’occupazione ». Allo stesso tempo però, l’editoriale ha ricordato l’importanza di Haaretz nella democrazia israeliana. «Sebbene Schocken abbia sbagliato, per anni ha costantemente sostenuto una soluzione diplomatica non violenta per la creazione di uno Stato palestinese accanto a Israele. Questo è il lavoro di una vita che Netanyahu e i suoi sostenitori vogliono distruggere».

amos schocken amos schocken. amos schocken.

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”