elettra lamborghini

ANCHE IERI RECORD DI ASCOLTI: 53,3% - ELETTRA LAMBORGHINI NON CANTA MA PORTA IL TWERKING SUL PALCO, TRIPUDIO RICCHI E POVERI - MATTIOLI: "FIORELLO VESTITO DA MARIA DE FILIPPI (“SEMBRO BORIS JOHNSON PIASTRATO”) FAREBBE SORRIDERE ANCHE SCHOPENHAUER - AD AMADEUS: "HAI FATTO IL 52%, VAI NEL PD CHE HANNO BISOGNO" – "POI, CI SONO LE CANZONI. E' IL SOLITO PROBLEMA DEL FESTIVAL: QUELLE NUOVE NON SONO BELLE E QUELLE BELLE NON SONO NUOVE" – LA COMMOZIONE PER IL RAGAZZO MALATO DI SLA, IL TACCO TRADISCE SABRINA SALERNO – VIDEO

 

 

Sanremo: media share seconda serata più alta dal 1995
(ANSA) -  Il 53.3% messo a segno dalla seconda serata del festival di Sanremo 2020 rappresenta la miglior media in termini di share dal 1995, quando il festival di Pippo Baudo raggiunse il 65.42%.

 

 

ALBERTO MATTIOLI per la Stampa

 

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Copione che vince non si cambia. La seconda serata del Sanremone è una replica della prima, un affiatatissimo duetto Amadeus-Fiorello, e con la stessa distribuzione dei ruoli. Ama è lì per il dovere, canta Pinco e dirige Pallino, Fiore per il piacere. Perché sarà magari un umorismo un po' basico, ma Fiorello vestito da Maria De Filippi («Sembro Boris Johnson piastrato») farebbe sorridere anche Schopenhauer in una giornata di cattivo umore. Se poi arriva anche la telefonata della De Filippi «vera», la sghignazzata è generale, e chissà che ascolti.

fiorello djokovic amadeus

 

Anche Amadeus è sempre quello, smoking metallizzato compreso, però stavolta bronzo invece che argento (e con il collo della camicia troppo largo). Non avrà troppi guizzi, però è un professionista, capace perfino di dare alla prevedibile pachidermica liturgia sanremese un certo ritmo. A proposito di momenti obbligati: la nuova eliminazione diretta fra i giovani dà Fasma vincitore sul duo Gabriella Martinelli & Lula e Marco Sentieri su Matteo Faustini.

 

Poi, sì, ci sono le canzoni. E' il solito problema del Festival: quelle nuove non sono belle e quelle belle non sono nuove.

 

fiorello amadeus

Solo così si spiega perché i cantanti in gara si subiscono, gli ospiti si godono. Ovazioni per Massimo Ranieri, Tiziano Ferro, Zucchero, Gigi D' Alessio, perfino Sabrina Salerno, e tripudio per i Ricchi e Poveri in clamorosa reunion sanremese dopo quasi quarant' anni di disunion. Ancora loro, la bionda la bruna il bello e il baffo, magari un po' (un po' tanto) ingrigiti. Ma più che Sarà perché ti amo, che non è poi questo capolavoro, il pubblico applaude il «come eravamo» (sottinteso: meglio) perché, come diceva Byron, «tutti i tempi, quando sono antichi, sono buoni».

 

Rivedere la brunetta Angela che fa le stesse mossette dei tempi del Pentapartito conferma che Sanremo è un' operazione nostalgia, forse soprattutto questo. In presenza della compagna, ricordato con doveroso affetto Fabrizio Frizzi che avrebbe compiuto gli anni proprio ieri. «Se ci fosse ancora, questo Settantesimo festival lo condurrebbe lui», dice Amadeus e forse è pure vero.

paolo palumbo

Ieri, comunque, le canzoni sono sembrate in media meno lagnose di martedì, ma pur sempre inguaribilmente sanremesi. E infatti «La classica canzone sanremese» è il titolo dell' altra parodia di Fiorello, che oltre a saper cantare, ballare e fare battute (ad Amadeus: «Hai fatto il 52%, vai nel Pd che hanno bisogno») si è evidentemente munito di autori più efficaci di quelli del Festival. Sputacchiare l' acqua addosso all' amico Ama fa un po' villaggio vacanze Ariston, ma insomma si ride.

 

Per la sezione «impegno sociale», la coppia femminile di turno è composta da due giornaliste del Tg1, Emma D' Aquino e Laura Chimenti. Si conferma che gli autori di questo Ventiventi elaborano lo show in funzione di chi è stato scritturato, invece di scritturare le persone in funzione dello show, con inevitabile effetto: e adesso che gli facciamo fare?

sabrina salerno

 

Con il tennista Nole Djokovic, almeno, è facile: due palleggi con Fiorello e via. Il momento di Paolo Palumbo, 22 anni, malato di Sla che parla solo con i suoi occhi e una voce elettronica, è straniante e toccante.

 

La gara dei cosiddetti «campioni» comincia alle 22 passate con Piero Pelù. A mezzanotte e un quarto ne mancano ancora metà: non è uno spettacolo, è un sequestro di persone.

«Si è fatto tardi, adesso dormi», canta profetico Jannacci junior. Zarrillo, ultimo in ordine alfabetico e anche in scaletta, finisce a un' ora impossibile, quando è ancora «prima serata» soltanto se sei a New York. Tosca, in ogni caso, sembra appartenere a un' altra categoria. Visto che ci abbiamo azzeccato al debutto, profezia sugli ascolti: in fisiologico calo rispetto a martedì, ma sempre rispettabili. San Rosario Fiorello vede e provvede.

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