bowie prince morti 2016

ANNUS HORRIBILIS - DA ECO A SHIMON PERES: PERCHE’ COSI’ TANTI PERSONAGGI FAMOSI STANNO MORENDO NEL 2016? LA DOMANDA E’ TRA LE PIU’ GETTONATE SU GOOGLE. COM - PRINCE, BOWIE, CRUYFF: LA SPOON RIVER DELLA GENERAZIONE DEL BABY BOOM

SHIMON PERES 5SHIMON PERES 5

Federica Seneghini per “www.corriere.it”

 

Prince. Umberto Eco. Cesare Maldini. David Bowie. Carlo Azeglio Ciampi. E ora Shimon Peres. Perché così tanti personaggi famosi — politici, rockstar, attrici — stanno morendo nel 2016?

 

Una domanda assurda, forse. Ma tra le più gettonate su Google.com. A rivelarlo è la funzione di autocompletamento del motore di ricerca, che rivela le domande più cercate dagli utenti in base al termine che stanno digitando in quel momento. La risposta, proviamo a darla noi in questo articolo. Il primo di una nuova serie che il Corriere dedicherà ai quesiti che le persone pongono più spesso alla barra di ricerca. È vero che il 2016 è un anno tragico?

CIAMPI PREMIERCIAMPI PREMIER

 

Innanzitutto: è vero che il 2016 è (e continua a essere) un anno tragico per le star? La risposta è sì. Almeno stando al necrologista della Bbc Nick Serpell. Nei primi 3 mesi dell’anno del 2012 erano stati solo 3 i coccodrilli tirati fuori dal cassetto, ha spiegato il reporter dell’emittente britannica, mentre nello stesso periodo dell’anno del 2016 la cifra è salita a 24. Anche se è vero, ammette Serpell, che rispetto al passato i necrologi preparati in anticipo è già pronti al momento del bisogno sono molti di più.

 

Vale anche per le carrellate di foto che Corriere.it , ogni anno dedica ai morti dell’anno. Sempre più popolate. Contava 50 decessi quella del 2013, quasi 100 quella del 2014, 77 nel 2015. Anche se oltre che di destino, forse, può trattarsi dell’esigenza di fornire al lettore un servizio sempre più completo.

BOWIEBOWIE

 

Addio alla generazione del baby boom

Ma è dando un’occhiata alle statistiche demografiche che si possono trovare dati interessanti. Molti personaggi famosi che stanno morendo quest’anno appartengono infatti alla cosiddetta generazione del baby boom. Tradotto: sono nate tra il 1946 e il 1964 — il periodo in cui, anche in Italia, ci fu un sensibile aumento della popolazione.

 

Oggi i babyboomers hanno tra i 52 e i 70 anni. In Italia gli over 65% sono il 22%. La fascia d’età 65-69 è quella in cui il tasso di mortalità fa un brusco salto in avanti ed è pari a 10,2 ogni 1.000 abitanti (è del 6,4 per quella 60- 64). Insomma, lo schema è chiaro: più persone nate in una certa fascia di tempo, più persone diventate famose, più persone che oggi sono anziane e quindi hanno più probabilità di morire.

 

Molte star morte nel 2016 sono babyboomers: Prince (57 anni), David Bowie (69), Anna Marchesini (63), Alain Rickman (69), Victoria Wood (62), Gianroberto Casaleggio (61), Johan Cruyff (68), Glenn Frey (67).

 

Il ruolo dei media

PRINCE 1PRINCE 1

Tra le varie spiegazioni che si possono trovare a questo Spoon river c’è anche il culto delle celebrity. Che, dagli anni Cinquanta a oggi, è cresciuto esponenzialmente grazie a cinema, tv e globalizzazione. Da 60 anni a questa parte sono sempre di più gli sportivi, altezze reali e cantanti considerati famosi. E di conseguenza sono sempre di più quelli che muoiono.

 

C’è poi il «fattore social». Che trasforma in notizie di massa quelle che in una lontana epoca pre-Facebook non lo erano affatto. Un esempio: quella della morte della star del wrestling Chyna, ripresa in Italia dai media nazionali. Fino a qualche tempo fa sarebbe risultata accessibile (e di interesse) solo a una ristretta cerchia di fan. «Oggi invece le news sulle mini-celebrities vengono postate dai fan su Fb e Twitter portandole all’attenzione della massa», spiega al Corriere Giovanni Boccia Artieri, docente di Sociologia dei media digitali all’Università di Urbino.

CRUYFFCRUYFF

 

«Bastano pochi clic per trasformare notizie che fino a qualche tempo fa sarebbero state di nicchia in un trending topic o in uno dei termini più cercati su Google in un certo momento». Restituendoci dunque l’impressione che le persone più o meno famose muoiano più di prima.

 

Contribuisce alla produzione e circolazione di questo tipo di notizie anche una certa nostalgia generazionale da parte di giornalisti e lettori. Che porta a pubblicare e leggere news relative alla scomparsa di celebrità che hanno avuto un ruolo (più o meno importante) nella propria infanzia o adolescenza (ad esempio le news che ricordano tutta una serie di star di telefilm che spopolavano tra anni Novanta e inizio del Duemila, dagli attori di Beverly Hills a quelli della prima edizione del Grande Fratello).

 

Piccola nota di colore: il sito Deathlist.net pubblica dal 1987, all’inizio di ogni anno, la classifica delle 50 persone famose che molto probabilmente moriranno entro 12 mesi. Tra i candidati di quest’anno finora il sito ci ha preso 7 volte, azzeccando la scomparsa del giocatore di cricket Martin Crowe, dell’ex presidente della Fifa Joao Havelange, dell’attore Abe Vigoda, dell’ex first lady Nancy Reagan, dell’ex segretario generale dell’Onu Boutros-Ghali e del presentatore tv Cliff Michelmore e Muhammead Ali.

BOWIE 4BOWIE 4

 

BOWIE PRINCEBOWIE PRINCE

 

Ultimi Dagoreport

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"? 

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)