alberto barbera

BARBERA E CHAMPAGNE - FINO AL 2024 CONTINUERÀ A DIRIGERE LA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA. SI AVVIA A DIVENTARE IL DIRETTORE ARTISTICO PIÙ LONGEVO DELLA MOSTRA. L'HA INFATTI GUIDATA DAL 1998 AL 2002 DOPO IL REGNO DI MÜLLER, POI DAL 2012 AD OGGI E RIMARRÀ IN SELLA PER IL PROSSIMO QUADRIENNIO – IL TWEET PER SVEGLIARE FRANCESCHINI: "I LUOGHI DI CULTURA SONO I PIÙ SICURI. CHIEDIAMO DI RIPENSARE UNA MISURA INUTILE E DANNOSA"

Gloria Satta per “il Messaggero”

 

alberto barbera

Alberto Barbera rimane al suo posto: fino al 2024 continuerà a dirigere la Mostra del Cinema di Venezia di cui nel settembre scorso ha guidato con successo la 77ma edizione, la più difficile della storia perché organizzata durante la pandemia.

 

Lo ha deciso il cda della Biennale, presieduto da Roberto Cicutto, che ha nominato anche i nuovi direttori artistici delle altre sezioni: il coreografo e regista britannico Wayne McGregor per la Danza (è Resident Choreographer presso The Royal Ballet, primo e unico in quel ruolo a provenire dalla danza contemporanea), la compositrice Lucia Ronchetti per la Musica (romana, classe 1963, ha studiato Composizione e Musica elettronica al Conservatorio di Santa Cecilia) e Ricci-Forte (Stefano Ricci e Gianni Forte) per il Teatro: autori e registi, si sono formati all' Accademia d' Arte Drammatica Silvio d' Amico con Luca Ronconi e alla New York University con Edward Albee.

julia e alberto barbera red carpet di lacciWayne McGregor

 

I nuovi direttori hanno preso il posto rispettivamente di Marie Chouinard, Ivan Fedele e Antonio Latella. Restano invece in carica i responsabili di Architettura e Arti visive Hashim Sarkis e Cecilia Alemani.

 

LONGEVITÀ

ROBERTO CICUTTO ALBERTO BARBERA

Barbera, 70 anni, piemontese di Biella, già critico cinematografico e direttore del Museo del Cinema di Torino, si avvia a diventare il direttore artistico più longevo della Mostra di Venezia: l' ha infatti guidata dal 1998 al 2002 dopo il regno di Marco Müller, poi dal 2012 ad oggi e rimarrà in sella per il prossimo quadriennio. Inserito in questo 2020 tra i membri dell' Academy con diritto di voto all' Oscar, l' anno scorso è stato incluso dal periodico Variety nella lista dei 500 nomi più influenti del cinema mondiale.

 

alberto barbera

Nell' ambiente del cinema, la sua riconferma alla Mostra era considerata scontata: Barbera, che ha avuto il merito di ridare smalto internazionale alla manifestazione riportando Hollywood al Lido e promuovendo la corsa all' Oscar di molti film, va d' accordo con Cicutto ed è riuscito a far brillare l' ultima Mostra, quella dell' emergenza, malgrado le misure di sicurezza e la defezione delle star americane.

 

LUCIA RONCHETTI

I numeri, alla fine, gli hanno dato ragione: gli accreditati sono stati 5500 e le presenze in sala 92mila, cioè soltanto il 40 per cento in meno rispetto al 2019 mentre ci si aspettava una perdita del 66 per cento.

 

PREOCCUPAZIONE

E, in un cartellone di qualità, mentre il Leone d' oro andava a Nomadland della regista Chloé Zhao, non è pesata più di tanto l' assenza di Tre piani, l' ultimo film dell' amico Nanni Moretti che ha preferito aspettare Cannes 2021.

 

Nel giorno della riconferma, Barbera ha preferito non rilasciare dichiarazioni che potessero suonare trionfalistiche in questo momento tanto difficile per il cinema e lo spettacolo. Ma che sia preoccupato, traspare dal tweet che ha postato dopo la chiusura delle sale decisa dal dpcm: «I luoghi di cultura sono i più sicuri grazie ai protocolli sanitari rigidamente applicati. Chiediamo di ripensare una misura non solo inutile ma dannosa».

alberto barberadario franceschini michela de biase (2) foto di baccoroberto cicuttodario franceschini e michela di biasealberto barbera 2ALBERTO BARBERAbarbera barattabarbera

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)