benedetta porcaroli

BENEDETTA E' MEGLIO 'E PELE' - NEL VIDEO DELLA NUOVA CANZONE DEI “THEGIORNALISTI” C’E’ UNA BIONDINA CHE BALLA A PIEDI NUDI E SPRIZZA EROS DA OGNI SGUARDO. SI CHIAMA BENEDETTA PORCAROLI, HA RECITATO ANCHE IN ‘BABY’, SERIE TV NETFLIX ISPIRATA AL CASO DELLE GIOVANI SQUILLO DEI PARIOLI - "VIDEO HARD AI FIDANZATI? AL MASSIMO DA RAGAZZINA HO MANDATO QUALCHE FOTO AMMICCANTE - DOPO UNA FESTA MI È SUCCESSO DI PRENDERE CONTROMANO IL MURO TORTO O DI FARMI QUALCHE CANNA A SCUOLA, A 16 ANNI ERO SMARRITA, RECITARE MI HA SALVATO" -FOTO+VIDEO
 

Da www.deejay.it

BENEDETTA PORCAROLI

 

È uscito il nuovo video dei Thegiornalisti “Maradona y Pelé“ e c’è anche Benedetta Porcaroli, protagonista di serie tv come Tutto può succedere e Baby. È stato girato sulla Costa dei Trabocchi in Abruzzo e l’attrice interpreta una ragazza che cerca in tutti i modi di attirare l’attenzione di Tommaso Paradiso.

Non è la prima volta che il gruppo ospita degli attori nei loro video: in passato Alessandro Borghi ha partecipato a “Questa nostra stupida canzone d’amore” e Matilda De Angelis a “Felicità Puttana“.

Tommaso Paradiso a DJCI: “Mi alleno tutti i giorni, è un antidoto alla vita frenetica e allo stress”

 

 

BENEDETTA PORCAROLI

BENEDETTA PORCAROLI

Vittorio Zincone per Sette-Corriere della Sera 11febbraio 2019

 

 

Mentre stiamo per arrivare al maneggio tira fuori dalla borsa un paninetto col prosciutto e comincia a mangiare. Commento: «Giochi all’anti-star hollywoodiana?». Replica: «No, ho proprio fame e ogni due ore devo mangiare qualcosa». Doppio Binario equino con Benedetta Porcaroli, star junior della fiction Rai Tutto può succedere e ora protagonista di Baby, serie tv Netflix ispirata alla vicenda delle giovani squillo del quartiere romano Parioli. Ricordate? Parliamo delle due adolescenti finite in un giro di prostituzione e di droga. Benedetta ha vent’anni e, oltre a interpretarlo, conosce il mondo dei ragazzi capitolini in cui è maturato il fattaccio di cronaca.

 

BENEDETTA PORCAROLI piedi

La invito a farmi da guida in quell’ambiente, che poi si presume sia il mondo dei figli di tutta la borghesia benestante italiana. Ci incontriamo proprio ai Parioli, nel centro SS Lazio Equitazione Villa Glori. La signora della reception le chiede di indossare un gilet con i colori sociali (con tanto di aquilotto bianco-azzurro) e lei, romanista giallorossa sfegatata, declina: «Faccia come se avessi accettato». In sella a In time (è questo il nome del cavallo che le viene assegnato) mi racconta che quando era piccola suo padre aveva un maneggio in Umbria, ma è tanto che non monta: «In realtà ormai faccio molto poco sport. Ho i legamenti un po’ deboli e fatico troppo». Ci diamo del tu. Le confesso l’angoscia di un padre di fronte alle prime sei puntate di Baby: «Droga, sesso, cattiverie feroci, alcol, vandalismo, dipendenza dagli smartphone e scelte avventatissime». Lei: «È un ritratto generazionale molto duro».

 

Adolescenti oggi. Quella generazione è davvero così?

«È peggio». 

 

Gulp. 

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«L’anno scorso c’è stato qualche problema con Netflix. Sono state bannate molte cose perché in America non volevano spettacolarizzare la prostituzione minorile. Secondo me è un errore edulcorare: Baby è ispirato a un fatto di cronaca reale. Per la seconda serie, che cominciamo a girare tra un mese, credo che ci sia una green light per approfondire il racconto».

Non pensi che una fiction che spiattella casi di prostituzione minorile possa essere un cattivo modello?

«Direi di no. La serie non giudica in modo moralistico e non esalta modelli. Credo sia interessante e giusto raccontare il male, l’importante è raccontarne anche le conseguenze. All’inizio si può restare affascinati, ma se si vede come va a finire… parliamo di storie tragiche».

 

Tu hai mai avuto il sospetto che tra le tue coetanee di Roma ci fosse qualcuna che si prostituisse?

«No. Avevo incrociato le due ragazze in giro per locali di Roma Nord».

… la zona della città considerata più ricca e fighetta…

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«… ma non avevo idea di che cosa succedesse. Si diceva che fossero disinvolte, ma nulla di più. Ora mi dicono che in realtà il giro di prostituzione fosse anche più esteso e che ci fosse addirittura rivalità tra baby squillo».

Nella fiction Baby si vede parecchia droga.

«Non solo nella fiction. Ne gira tanta».

Molte canne e molta cocaina?

«Dirò una cosa politically uncorrect».

Prego.

«Fumo ed erba non le considero droghe».

Sei per la liberalizzazione?

«Sarebbe una buona idea. Altro discorso per la cocaina o le droghe sintetiche».

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Tra i tuoi amici… 

«Qualche canna. Capita anche a me, ma poi mi vengono le paranoie. Anche con l’alcol… non mi regge il fisico, quindi poca roba».

 

I protagonisti di Baby finiscono anche in una storia di video hard tra innamorati, poi diffusi tra gli amici. 

«Quelli non li ho mai incrociati. Io al massimo da ragazzina ho mandato qualche foto ammiccante al mio fidanzato. E mi è capitata in chat una foto di una ragazza nuda. Non so perché si facciano fotografare nude».

Il cavallo di Benedetta si ferma in mezzo al campo di allenamento. Lei dà un paio di colpi di tallone, ma lui resta paralizzato. L’attrice scoppia a ridere: «È uno scherzo?». Mentre sta lì impalata le chiedo se avrebbe imbarazzo a girare scene di nudo o di sesso. Mi dice che non impazzisce all’idea, che non le è ancora successo e che sono ciak complicatissimi, ma che insomma… «Fa parte del mio lavoro». Proseguiamo sulla sua generazione e sulle sciocchezze che può capitare di fare in giovane età.

BENEDETTA PORCAROLI piedi

 

Tu ne hai combinate tante?

«Mai cose gravissime. Dopo una festa mi è successo di prendere contromano il Muro Torto…»

…strada pericolosissima…

«… o di farmi qualche canna a scuola, o di uscire la sera tardi dopo aver detto a mia madre che stavo in casa. Ma niente di violento o di sconvolgente. Molti miei coetanei facevano ben di peggio. Mi è capitato di incontrare ragazzi, benestanti, a cui nessuno ha mai elargito la minima educazione. Ma niente proprio, eh. Sembrano tele-trasportati sulla Terra da un altro pianeta senza alcuna nozione della convivenza civile».

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I tele-trasportati…

«Spesso strafottenti e impuniti. Con i genitori che non si chiedono come utilizzino i cento euro che gli danno ogni giorno. Poi scoprono che si fanno di cocaina e scoppia lo scandalo. Il guaio è che molti genitori fanno fatica anche solo a pensare di stare appresso ai propri figli. Non costruiscono nessun dialogo. E allora che li fai a fare?».

Tu hai un buon rapporto con i tuoi genitori?

«Sì, con mia madre parlo molto e mi confronto. Mio padre è un pischellone, si confida». Benedetta mi mostra un tatuaggio che ha tra la schiena e il collo: «È l’occhio di mia madre. Mi fa vedere anche la scritta No angel che ha sul braccio, ma la etichetta come errore di gioventù. Torniamo ai genitori. «I miei non sono tra quelli che hanno l’ansia di sembrare giovani».

 

Ne hai incontrati tanti così?

«Eeeeeh. Padri che girano per locali vestiti da ragazzini. Mamme che odiano le figlie perché sono giovani. E ricorrono alla chirurgia plastica. Ma perché? Che poi escono fuori tutte uguali!».

La chirurgia estetica è molto diffusa anche tra le tue coetanee?

«È una follia. Io non potrei mai. Per due motivi: sono ipocondriaca. E poi vorrei continuare a lavorare con la mia faccia».

Hai un buon rapporto con il tuo corpo? 

«Non mi guardo allo specchio urlando “quanto sei fica”, ma mi considero carina».

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