cristiana lauro produttori di vino

BEVI E GODI CON CRISTIANA LAURO – LE GRANDI BOTTIGLIE? MEGLIO AL RISTORANTE. ECCO IL MOTIVO - LA VASTA POSSIBILITÀ DI SCELTA, IL GIUSTO ABBINAMENTO E I CONSIGLI DEL SOMMELIER HANNO UN VALORE CHE RIPAGA IL RICARICO SULLA BOTTIGLIA E IL COSIDETTO DIRITTO DI TAPPO CHE INCLUDE...

Cristiana Lauro per https://www.ilsole24ore.com

 

cristiana lauro 1

Il prezzo delle bottiglie nelle carte dei vini dei ristoranti è spesso tema di discussione in quanto soggetto a rincari significativi, se confrontato con quello degli scaffali delle enoteche. Per non parlare del raffronto con l'acquisto diretto nelle cantine da parte dei privati. I produttori vitivinicoli tuttavia – salvo smentita – quando vendono al cliente privato attraverso gli store aziendali, lo fanno nel rispetto degli accordi stabiliti con i rivenditori ufficiali: enoteche, distributori o ristoranti che siano.

 

Venendo al dunque, quando si parla di grandi vini, ovvero di etichette obiettivamente costose, molti cultori scelgono di conservare e consumare le bottiglie a casa propria. Altro discorso è quello del collezionismo che muove su binari e finalità completamente diverse. In alternativa, qualcuno dei sopracitati cultori/consumatori invoca l’estensione del “diritto di tappo”, usanza che nei ristoranti si sta diffondendo soprattutto negli Usa, ma non solo.

 

Funziona così: il cliente, in fase di prenotazione del tavolo richiede la possibilità di portarsi da casa le bottiglie di vino che intende consumare nel corso della serata. Il ristorante applica un costo detto appunto “diritto di tappo” che include il servizio, i calici adeguati e le professionalità del personale di sala.

cristiana lauro

 

Può sembrare tutto molto democratico, ma sarebbe come accettare il fatto che ci si presenti al ristorante con gli ingredienti della propria dispensa, relegando un team di professionisti al ruolo di servitori e non più di consiglieri e specialisti dell'accoglienza.

 

Indipendentemente dalla dotazione delle nostre cantine di casa, credo che i vini vadano acquistati nelle carte dei ristoranti e – salvo alcune eccezioni che riguardano catene di albergo di lusso internazionali e alcuni stellati – in Italia i ricarichi sono molto più bassi che altrove. Aprire una bottiglia di vino al ristorante, infatti, è un gesto che crea un rapporto personale con qualcuno che ci applica un determinato trattamento. Qualcuno appunto, non qualcosa, trattandosi di una persona in carne ed ossa e non di un distributore automatico di noccioline o sigarette.

 

 

cristiana lauro 4

Peraltro, a sostegno di questa tesi, ampia o angusta che sia la nostra cantina, essa non ci permetterà di spaziare nella scelta e, dato non meno importante, di cambiare un vino “difettoso” a costo zero: cosa che avviene normalmente nei ristoranti Italiani (in quelli francesi un po' meno).Prima di conservare e poi stappare una grande bottiglia a casa dunque, ricordiamoci sempre di quanto sia importante l'intermediazione di quei professionisti che vendono etichette di prestigio – seppur a costi innegabilmente più elevati – sapendoci dare indicazioni sul giusto abbinamento al piatto o sul punto di bevuta (né troppo vecchio, né troppo giovane). Così facendo andiamo a creare un rapporto umano e commerciale di reciproca convenienza, ma anche di convivialità. Ovvero ciò che, alla fine, rende speciali le nostre tavole italiane, in barba al “diritto di tappo”!

cristiana lauro 1cristiana lauroCRISTIANA LAUROcristiana lauro foto di bacco (2)cristiana lauro 4

Ultimi Dagoreport

 donald trump ursula von der leyen xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE L'ECONOMIA AMERICANA - IL PRESIDENTE CINESE HA FATTO UNA PROPOSTA “INDECENTE” ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN: “COMINCIAMO AD AVERE RAPPORTI ECONOMICI IN EURO”. TRADOTTO: LASCIATE PERDERE IL VECCHIO DOLLARO COME VALUTA DI RISERVA MONDIALE – XI SOFFIA SUL FUOCO: L’UE È IL PRIMO DETENTORE DEL DEBITO AMERICANO, PERTANTO HA IN MANO LE SORTI DELLA VALUTA USA (E QUINDI DELLA SUA ECONOMIA)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

antonino salerno un genocidio chiamato olocausto

FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO SALERNO, NON SAREBBE UN DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, MA UN COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA CHE COLLABORA CON LA RIVISTA “HISTORIA MAGISTRA” DI TORINO, DIRETTA DAL PROFESSORE FILO-PUTINIANO ANGELO D’ORSI, CHE AVREBBE DOVUTO PRESENTARE VENERDÌ, ALL’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA, IL VOLUME, CHE PERÒ NON È STATO ANCORA PUBBLICATO (NÉ LO SARÀ MAI, SU DECISIONE DALLA CASA EDITRICE “MIMESIS”)

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...