marco giusti enrico ghezzi blob

BLOB JOB! – MARCO GIUSTI A 30 ANNI DALL’INVENZIONE DEL MITICO PROGRAMMA DI RAI3: “CHI L’HA INVENTATO? IO PARLO PER ME, GUGLIELMI L’HO VISTO DOPO MOLTO TEMPO CHE ERA INIZIATO. FU ANDREA BARBATO A CHIEDERMI DI FARE IL MEGLIO DELLA SETTIMANA E IO GLI DISSI FACCIAMO IL PEGGIO” – “OGGI OGNUNO SI FA ‘BLOB’ DAL DIVANO, COME ‘OSHO’. MOMENTI COMPLICATI? QUANDO GHEZZI MI HA TOLTO IL NOME DAI TITOLI DEL PROGRAMMA. SARÀ STATO 8 ANNI FA, L’HO TROVATO UNA COSA ORRENDA, STALINISTA”

 

 

Davide Turrini per www.ilfattoquotidiano.it

 

MARCO GIUSTI ENRICO GHEZZI BLOB

Buon compleanno Blob. La trasmissione di Rai3 che ha rivoluzionato il linguaggio della tv italiana compie 30 anni. Cinefilia, controinformazione, devastante messaggio politico, Blob è stato davvero un programma che ha seguito il motto “di tutto, di più”. La celebriamo con Marco Giusti, oggi papa barbuto sul trono di Stracult, che quell’incredibile avventura l’ha ideata.

 

Trent’anni di Blob: nostalgia? Orgoglio? “Due palle”?

Tutte e tre insieme, perché è chiaro nel 1989 eravamo più giovani e più liberi. Oggi Blob non potresti farlo più. E anche “due palle” perché già dopo sei anni non  ne potevo più, figuratevi dopo 30 con Internet e Youtube…

 

Il web ha ucciso Blob il fluido che uccide…

BLOB

“Come tutti i programma innovativi che anticipano i tempi. Il linguaggio di Blob in qualche modo è diventato un po’ vecchio. All’epoca montavamo le puntate con l’Avid, in analogico, e allora ci sembrava cosa di nuovissimo rispetto a come si montava. Figuriamoci oggi con il digitale, il montaggio te lo fai a casa. Quello che forse è sempre attuale è come io mi sono visto nel fare Blob, ovvero mi sembrava sempre come una pagina bianca su cui tu scrivevi un articolo, un testo. Allora se Blob è questo, in realtà è sempre nuovo perché dipende dalla tua capacità di scrivere, dalla tua cultura.

BLOB

 

Nell’elenco iniziale hai dimenticato “l’orgoglio”…

Avevo 30 anni e si era ideata una cosa fortissima. Non capita sempre nella vita professionale di inventare qualcosa di così importante. Io ne ho inventate due: Blob e Stracult. Orgoglio assolutamente. Tra l’altro a noi autori sembrava una programma con pochissima vita, invece andò bene subito. E poi va calcolato che tutta la nostra generazione di cinephile aveva una presunzione, un’altissima considerazione di sé, che è stato poi il nostro grande peccato.

 

marco giusti

Una confessione a cuore aperto. La presunzione di certa critica cinematografica militante.

Parliamo di una certa generazione di intelliggentoni che poi forse si è accorta che non era esattamente Godard e che forse non potevi fare Godard in Rai.

 

Fu Angelo Guglielmi che diede il via a Blob o si è troppo gonfiato il suo ruolo?

Io parlo per me. Guglielmi l’ho visto dopo molto tempo che era iniziato Blob. Questo tipo di montaggio l’avevo già fatto sia in tv che sulla carta, o meglio sull’Europeo o sull’annuario del Patalogo. Era il gusto di mettere frammenti insieme. Da parte mia ricordo che fu Andrea Barbato a chiedermi di fare il meglio della settimana e io gli dissi facciamo il peggio della settimana. Lo dissi poi ad Enrico (Ghezzi ndr) che però, su idea di Guglielmi probabilmente, voleva fare il Mattinale, ma non sapeva come fare. Il Mattinale lo faceva il Manifesto, cioè era la proposizione del peggio del giorno prima. Anche Il Male faceva cose simili.

 

BLOB

In Blob c’è invece molto cinema.

La parte fortissima di rapporto tra cinema, tv e cronaca, non c’entra niente con il Mattinale. Entrava in ballo, invece, la nostra conoscenza cinematografica e quella particolare mia che univa cinema classico e cinema trash, Bombolo, Alvaro Vitali, e le scorregge. Così Blob è diventato una cosa ironica, alta, eccessiva e molto molto forte. L’idea che aveva Guglielmi almeno credo, perché ripeto io non l’ho mai visto, era di fare una cosa solo giornalistica. E sarebbe stata poco interessante.

 

Durante la sigla in uno spezzone del film Blob un tizio dice: “E’ la cosa più orribile vista in vita mia”.

blob assolvenza moro

Il nostro programma era sugli orrori della tv e sullo disvelamento della pratica dello spettatore attento. Una cosa politica più forte creata usando il cinema un po’ come una grammatica. Di tagli di montaggio, modello cartoon classici, ne ho fatti una marea. Questo è tutto cinema, comico e animato. Trovo ridicolo sentire che fu un’invenzione di Guglielmi. Blob era una cosa che era nell’aria. Aggiungici il gusto tutto mio del trash. Miei furono il titolo del programma, il linguaggio del montaggio, la struttura produttiva. Poi, chiaro, era un programma Rai.

 

pesce blob

Blob ebbe un valore politico incredibile, ve lo aspettavate?

All’inizio no, ma tutto si è sviluppato in pochissimo tempo, giorno dopo giorno. L’aspetto politico comunque c’era già subito. Venivo dal Manifesto, dall’Espresso, e avevo scritto moltissimo. Quando facemmo campagna acquisti prendemmo gente come Alberto Piccinini che faceva esattamente quella roba lì. Cercando di mettere dentro più intellettuali che umoristi. Quello che non mi interessava era l’umorismo, la cosa comica finta non l’abbiamo cercata mai. La cosa ironica tipo Il Male invece sì. Io e Ghezzi si veniva dalla militanza politica critica cinephile molto spinta. Ora è tutta un’altra cosa.

matteo renzi da blob

 

La critica cinematografica non esiste più…

Non esistono più i critici militanti che ci credono. E non esiste quasi più il cinema. Difficile fare ancora quella roba. Io cerco di farla su Dagospia perché a me diverte. Usare il cinema per parlare della realtà. Quando fai cronaca politica oggi, fai qualcosa già molto modello commedia all’italiana. La contaminazione c’è già, non hai più bisogno del nostro passaggio tv, del passaggio intelligente. È la stessa ragione per la quale non esiste più la satira: è già dentro ai tweet di Salvini e Di Maio.

marco giusti

 

Non c’è un comico che ti fa ridere? Un Crozza, ad esempio?

No, nessuno. Noi si veniva da un mondo che chi faceva satira era considerato di destra, come con Il Borghese. Poi con i fratelli Guzzanti, Sabina e Corrado, qualcosa è cambiato, ma è durato meno di 20 anni. Adesso fa più satira Marco Travaglio. Spesso negli editoriali, nei pezzi politici ci sono anche pezzi di satira. Siamo ritornati da capo, perché forse della satira non ce n’è più bisogno. E poi fatemi dire che oggi c’è la controinformazione. Blob andava contro il Tg1 come orario e faceva controinformazione politica. La nostra logica da questo punto di vista era molto seria. Oggi la controinformazione ce l’hai sui blog, su twitter. Fatta in tv non esiste.

 

BLOB-TV

Il momento difficile o complicato della vita di Blob.

Ce ne sono diversi. Fu tremendo con Luigi Locatelli direttore di rete. Il nostro gruppo si è proprio scisso. Non sapevamo cosa fare, solo chi aveva un contratto giornalistico poteva continuare. Fu un momento duro. Forse abbiamo sbagliato a non mantenere tutto il gruppo intatto.

 

Anche con Berlusconi presidente del consiglio non andò bene?

ENRICO GHEZZI

Fu una cosa drammatica. Quando scese in campo feci io un Blob molto pesante sul suo scendere in campo e mi dettero dieci giorni di punizione che poi mi vennero ridotti a due. Il tutto perché avevo montato una celebre scena de L’Intervista di Fellini. Ci sono due pittori di spalle nello studio 5 di Cinecittà che dipingono una parete. Uno dei due dice all’altro: “A Ce’?; e l’altro: “Che voi”; e il primo: “E vattela a pija in t’er culo”. Dopo avevo montato il discorso di Berlusconi. Era un gioco complesso, Fellini era appena morto quindi avevo unito tutto, ma loro sul “vattela a pijà” dissero che l’avevo fatto apposta per mandare Berlusconi a prenderselo nel culo. Quindi ci fu una specie di processo interno molto brutto.

 

Altri momenti complicati nella vita di Blob?

andrea delogu fabrizio biggio marco giusti

Quando Ghezzi mi ha tolto il nome dai titoli del programma. Sarà stato 8 anni fa. L’ho trovato una cosa orrenda, stalinista. Non parlo più con lui dal ’96, da quando sono andato a Rai2. Non fu una cosa simpatica.

 

Qualcuno ha mai copiato Blob nel mondo?

Non credo perché c’era il problema dei diritti dei film. Blob era un programma rubato, è quasi impossibile ri-farlo. Divenne un vanto andare su Blob quindi rimase in piedi, ma era completamente illegale. Sono passati comunque tanti anni. All’epoca aveva senso, oggi ognuno si fa il suo blob dal divano. Pensa a Osho: ruba una foto, mette una frase, somiglia a Blob

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...

meloni gasparri nordio paromonov vannacci

DAGOREPORT – COSA CI FANNO IL MINISTRO NORDIO E IL SENATORE GASPARRI NEL PARTERRE DI UN MAXI-EVENTO CHE SEMBRA AVER ARRUOLATO SAN FRANCESCO NEL MONDO “MULTIPOLARE” E FILO-RUSSO? CON LORO ANCHE ALTI UFFICIALI DELLE FORZE ARMATE – PRENDERANNO PARTE AI “TAVOLI DI PACE: UN’ESPERIENZA FRANCESCANA, UN’ETERNA SFIDA TUTTA ITALIANA”, CHE SI TERRANNO A FORMELLO, ALLE PORTE DI ROMA, DA FINE AGOSTO A INIZI DI SETTEMBRE – I PARTECIPANTI ALL’EVENTO SEMBRANO ACCOMUNATI DAL DISPREZZO PER IL MONDO OCCIDENTALE E PER SIMPATIE NEMMENO TROPPO CELATE PER LE VARIE AUTOCRAZIE. SI VA DALL’AMBASCIATORE RUSSO ALEXEY PARAMONOV, ALL’AYATOLLAH IRANIANO MOHAMMAD HOSSEIN. E, NATURALMENTE, CI SARÀ IL GENERALISSIMO VANNACCI – IMMAGINIAMO QUANTO SARÀ ENTUSIASTA GIORGIA MELONI DELLA PRESENZA DEL “SUO” GUARDASIGILLI IN MEZZO A QUESTE TRUPPE…

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO