emanuele trevi di rienzo

I CANI DEL NULLA - SONO LORO I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA MODERNITÀ, I NULLISTI. MUOIONO DA SOLI, SE NE VANNO IN SILENZIO, COME PICCHIO DE RIENZO. ANCHE LUI FACEVA PARTE DI QUEL GRUPPO DEI “NULLISTI” AL CENTRO DEI ROMANZI DEL SUO AMICO EMANUELE TREVI. COME ROCCO CARBONE E PIA PERA, GLI SCRITTORI MORTI PREMATURAMENTE E PROTAGONISTI DI “DUE VITE” CON CUI TREVI SI È ASSICURATO IL PREMIO STREGA. MA “NULLISTA” LO È ANCHE LO STESSO TREVI E TANTI ALTRI ESPONENTI DEL MONDO DELLA CULTURA E DELLO SPETTACOLO. EPPURE SUI BELLI E DANNATI DEL NOSTRO TEMPO VIGE UNA SPECIE DI OMERTÀ, DI PUDORE FATTO DI RETICENZA E DI NON CONFESSATO PERBENISMO

DAGONOTA

 

Libero De Rienzo

I nullisti. Eccoli, sono loro i protagonisti della nostra modernità. Muoiono da soli, se ne vanno in silenzio, senza troppo clamore e senza nessuno in grado di indagare le loro storie, quelle vere, autentiche e profonde. 

 

L’attore, regista e sceneggiatore Libero De Rienzo si è spento a 44 anni qualche giorno fa, tutto solo nella sua casa romana dove hanno trovato eroina. Proprio lui, insieme a tanti altri quarantenni, ma anche cinquanta-sessantenni, faceva parte di quel gruppo dei “nullisti” al centro dei romanzi di Emanuele Trevi  che,  peraltro, era amico di Picchio, come gli intimi chiamavano l’interprete di “Smetto quando voglio”. 

Emanuele Trevi

 

Nel libro “I cani del nulla” (appena ristampato da Einaudi Stile Libero), il vincitore del premio Strega di quest’anno descrive le vicissitudini dei “nullisti” che si distinguono dai nichilisti.  “Il nichilismo è una tradizione di pensiero, una visione del mondo complessa, un reticolo di idee in movimento”, spiega Trevi. 

 

trevi e veronesi

“Quello che potremmo definire invece il nullismo, consiste in un sentimento molto semplice - lo sgomento della vita di fronte alla sua nullità. Questo sgomento, di per sé, è un binario morto, non produce conseguenze rilevanti né nell’ordine del pensiero né in quello dell’ispirazione artistica, non è né religioso né ateo, non peggiora né migliora l’umore del momento”. 

 

Del gruppo degli sgomenti “nullisti” fanno parte Rocco Carbone e Pia Pera, gli scrittori morti prematuramente e protagonisti di “Due vite” (Neri Pozza) con cui Trevi si è assicurato il premio Strega. Ma “nullista” lo è anche lo stesso narratore e tanti altri esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo. Eppure sui belli e dannati del nostro tempo vige una specie di omertà, di pudore fatto di reticenza e di non confessato perbenismo. 

libero de rienzo

 

Oggi siamo più conformisti degli scrittori deli anni Venti del secolo passato. Sandro Veronesi, per esempio, nell’introduzione a “I cani del nulla” si perde in un mirabile esercizio di stile  e descrive il racconto di Trevi come un catalogo delle banalità del quotidiano. Altro che quotidianità! Visitiamo con Trevi il suo armadietto delle medicine: “Autan, Lexotan. Imovane, Triptizol. Laroxil, Betagon. Bimixin. Actifed. Voltaren”, e facciamo un viaggio con lui e sua moglie Martina in mondi irraggiungibili e lontani come questo: 

 

“Il nostro isolamento cresce di giorno in giorno. Nondimeno, un certo ritmo di eventi sembra ancora registrabile – la parodia inquieta di un itinerario, di una strada in questo mondo. Una sera un nostro amico ci porta una boccetta di liquido trasparente. Sull’etichetta ci sono un cagnolino e un gattino stilizzati che sorridono, con gratitudine. 

Emanuele Trevi

 

Mettiamo il liquido a bagnomaria su un piatto, e quando l’acqua evapora rimane una polverina bianca, che sminuzziamo ben bene con la carta di credito, fino a ottenere la consistenza giusta. Fatte delle strisce, la tiriamo. È una specie di analgesico leggero, si chiama Ketamina, in India lo usano per i bambini, qui da noi per gli animali, ma è la stessa roba. 

 

Stimola molto in fretta delle specie di visioni simmetriche: se assunto, ovviamente, in tale maniera non ortodossa. Per tutta la notte, sul divano, mia moglie costruisce un grande tempio – cupole, torri altissime, ordini sovrapposti di colonne…”. 

 

Emanuele Trevi

L’isolamento, osserva lo scrittore è terribile. Lo si supera con notturne allucinazioni. Ma nessuno indaga a fondo sulle vere ragioni di queste morti inaspettate e nessuno parla di Trevi come il grande cantore del Nulla che devasta le ultime generazioni. Il re è nudo e tutti fanno finta di non vederlo. 

emanuele trevi cover

Ultimi Dagoreport

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…