marco bellocchio esterno notte

LA CANNES DEI GIUSTI - “ESTERNO NOTTE”, SERIE DI SEI PUNTATE, O SE PREFERITE FILM DI SEI ORE O SEI FILM DI UN’ORA L’UNO, DEDICATI AL RAPIMENTO MORO, E’ DI GRAN LUNGA LA MIGLIOR PELLICOLA ITALIANA DELLA STAGIONE – UN VIAGGIO DI GRANDE INTELLIGENZA DENTRO IL CUORE PROFONDO DEL PAESE, SENZA DOVER PER QUESTO FARE RIVELAZIONI SORPRENDENTI O SPOSARE QUALCHE TESI. BELLOCCHIO SA COME NON CADERE NELLE TRAPPOLE DEL CINEMA POLITICO, ESSENDOCI NATO DENTRO. LA DEMOCRAZIA CRISTIANA LA SBRIGA GIÀ NELLA PRIMA, INCREDIBILE SCENA, DOVE VEDIAMO... – VIDEO

 

 

 

Marco Giusti per Dagospia

 

marco bellocchio 1

Cannes. Seconda giornata. Siete pronti per “Esterno notte”, serie di sei puntate, o se preferite film di sei ore o sei film di un’ora l’uno, dedicati al rapimento Moro e ai suoi principali protagonisti? Ve lo dico subito. E’ di gran lunga il miglior film italiano della stagione, imperdibile per chi ha vissuto quegli anni, perché Bellocchio conosce alla perfezione le storie e i personaggi che sta mettendo in scena, che solo in parte ha già ricostruito nel bellissimo “Buongiorno, notte” vent’anni fa, perché questo sembra proprio coprire quello che nel primo film non si vedeva, l’esterno del buio profondo della prigione di Moro, la notte profonda della nostra Repubblica.

esterno notte 5

 

E non si fanno sconti. “Io odio Giulio Andreotti”, dirà nella sua ultima apparizione Aldo Moro, ritenendo il Presidente del Consiglio e suo collega di partito il vero regista dell’intera vicenda e della sua morte.

 

E Francesco Cossiga? “Un ingrato… un bipolare… un ciclotimico”. E la Democrazia Cristiana, il suo partito? La Democrazia Cristiana la sbriga già nella prima, incredibile scena, dove vediamo tutti i nomi più potenti del suo partito che lo vanno a trovare “da vivo” dopo il rapimento delle BR. Qualcosa da cui scappare per sempre.

 

il red carpet di esterno notte a cannes

Come già accadde in “Buongiorno notte”, Bellocchio si prende il lusso di dipingere altri scenari possibili, solo se le BR lo avessero salvato, come ci dicevamo fra di noi allora. Moro vivo… Moro morto… Ma a chi sarebbe convenuto un Moro vivo?

 

Non certo alla DC e a Andreotti, né al PCI di Berlinguer, né ai servizi americani, che attraverso Cossiga conducono la loro strategia. Mentre Craxi è per trattare, intuendo che è quello che gli americani non vogliono. Certo che sarebbe convenuto alle BR. Che con Moro vivo magari non sarebbero state decapitate come accadrà neanche due anni dopo. Il meccanismo dei due diversi finali possibili del caso Moro serve a Bellocchio per spiegare politicamente la scelta-non scelta di Andreotti e soci e quella delle BR, che impongono la morte di Moro anche a chi, come Morucci e Faranda, lo vedevano come un terribile errore politico.

 

esterno notte 4

Ma cosa ci possiamo aspettare da un uomo della cultura di Mario Moretti, un perito elettronico?, si domanda il colto Cossiga, quattro lauree, cinque lingue parlate, una passione quasi delirante per le intercettazioni, per sentire la vita degli altri, per registrare qualsiasi cosa. Mentre a casa soffre perché la moglie continua a rifiutarlo e le mani si riempiono di impetigine. La serie è divisa in sei parti ben distinte, ognuna dedicata a un personaggio della storia. La prima parte spetta ovviamente a Aldo Moro, interpretato alla perfezione da Fabrizio Gifuni, più vicino al Volonté di “Il caso Moro” di Giuseppe Ferrara che al Roberto Herlitzka di “Buongiorno notte”, a pochi giorni dal rapimento mentre tesse il Compromesso Storico col PCI di Berlinguer per la prima volta in appoggio esterno al governo DC, cercando così di aprire il paese a un nuovo corso. Che non arriverà mai.

 

esterno notte 3

La seconda è dedicata a Francesco Cossiga, interpretato con giusta nevrotica complessità da Fausto Russo Alesi, al tempo Ministro dell’Interno, pupillo di Moro, quasi un figlio politico, che vede il rapimento come la sua stessa fine politica. La terza invece è dedicata alla figura di Paolo VI, interpretato con giusta solennità da Toni Servillo, un Pontefice già molto malato e sofferente che cerca di salvare come può l’amico fraterno punendosi con un cilicio quasi medievale e poi servendosi di un personaggio di mediazione, Don Curione, interpretato con grande umanità da Paolo Pierobon, che terminerà con la celebre lettera del Papa agli “uomini delle Brigate Rosse” per chiedere la liberazione di Moro.

 

esterno notte 2

La quarta, è dedicata alla figura di Adriana Faranda, interpreta da Daniela Marra, bravissima e credibilissima, che lascia la famiglia e la figlioletta per seguire la via della rivoluzione con Valerio Morucci, benissimo interpretato da Gabriel Montesi, che già fu un perfetto Cassano nella serie dedicata a Totti “Speravo de morì prima”. Attraverso la figura della Faranda, Bellocchio scava sull’evidente errore politico di Moretti e delle BR e ci riporta in maniera incredibilmente presente alla realtà di quei giorni. La quinta è dedicata a Nora, la moglie di Moro, interpretata con toni asciutti e profondi da Margherita Buy, nel momento più tragico della vicenda, quando cioè si accorge che il partito, la DC, non muoverà un dito per la salvezza del marito.

 

esterno notte

La sesta e ultima puntata deve concludere l’intera vicenda con la morte di Moro e la sua macabra messa in scena. Inutile dirvi per tutte le sei ore, malgrado una sceneggiatura complessa dove le storie dei singoli personaggi si intrecciano, Bellocchio tiene perfettamente in pugno il suo film e la sua costruzione non lineare, usando certi momenti ritornanti come puntelli per farci meglio capire la storia e i suoi tempi sfalsati.

 

E se possiamo preferire il bellissimo episodio del Papa e di Don Curione o quello ultrarealistico della coppia Morucci-Faranda o quello più originale dedicato a Cossiga, non mancano mai né le sorprese del meccanismo narrativo né quelle di pura messa in scena, la grande tavola di Roma che gronda sangue sotto gli occhi di Cossiga, Andreotti, interpretato da Fabrizio Contri, che quando sente del rapimento di Moro, si chiude in bagno e vomita, le scene di rivolta per le strade con gli slogan, il ritorno dei percorsi romani più tipici pieni di scritte d’epoca, la Via Crucis, l’uso dei repertori televisivi con Bruno Vespa e Emilio Fede.

il manifesto di esterno notte

 

Bellocchio non solo ingloba nella serie, sfruttandola, l’esperienza di “Buongiorno notte”, non solo ingloba gli altri film girati su Moro, dal grottesco di “Todo Modo” di Elio Petri al realismo non sofisticatissimo del “Caso Moro” di Ferrara, che pure aveva fior di attori, da Volonté a Margarita Lozano, ma tocca anche il nuovo grottesco sorrentiniano di “Il Divo” e di “The New Pope”, riuscendo sempre però a imporre un suo sguardo preciso, mai moralista, sulla storia, sui tempi, sulla follia della lotta armata, su quello che significò per tutti noi la morte di Roma. Una morte che porterà alla fine delle BR e alla nascita della Prima Repubblica, al CAF, a Bettino Craxi e Berlusconi e a Mani Pulite. “La politica ha un prezzo” si sente dire da Moro a Cossiga, senza pensare al prezzo che lui stesso sarà costretto a pagare per la politica del suo partito.

 

esterno notte 1

Se la figura di Andreotti rimane quella più ambigua e non sviluppata, magari ci ha pensato Sorrentino, si dirà, e quella di Cossiga è frutto di un continuo tormentarsi cattolico fra il bene del partito e la gratitudine al suo maestro, il Moro che viene fuori da questa serie è un Moro combattivo che è sceso in campo pronto a regolare i conti con un partito che ha dominato il paese e che forse un’apertura politica a sinistra avrebbe potuto migliorare. Solo un Paolo VI ormai vecchio e malato vede come precisa scelta politica per il bene del paese, quella di liberare Moro.

 

fabrizio gifuni aldo moro in esterno notte

Grande racconto tragico che non so francamente come verrà accolto dal pubblico di Rai Uno in tv, “Esterno notte”, come il celebre programma di Sergio Zavoli, “La notte della Repubblica”, è un viaggio di grande intelligenza e conoscenza storica dentro il cuore profondo del paese, senza dover per questo fare rivelazioni sorprendenti o sposare qualche tesi. Bellocchio sa come non cadere nelle trappole del cinema politico, essendoci nato dentro. Ma quel che mette in scena, con la produzione di Lorenzo Mieli di The Apartment e Simone Gattoni della Kavac film, con il montaggio di Francesca Calvelli, con la musica (una vera scoperta) di Fabio Massimo Capogrosso e la fotografia di Francesco Di Giacomo non è una lezione di storia, è una lezione di cinema. Fenomenale. Da oggi in sala la prima parte di tre ore. Tre puntate.

fabrizio gifuni esterno notte

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA : CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?