carla fracci

CARLA FRACCI, TI TE DOMINET MILAN! VA IN SCENA A MILANO L'OMAGGIO DEI TRANVIERI ALLA "DIVINA": IL TRAM PASSA DAVANTI ALLA SCALA SCAMPANELLANDO, COME FACEVA IL PAPÀ QUANDO LEI LAVORAVA “COME UN’OPERAIA” IN TEATRO - CRESCIUTA IN PERIFERIA, LA "CARLINA" ABITAVA IN UNA VECCHIA CASA DI RINGHIERA CON BAGNO ESTERNO. DICEVA: “POSSO ANDARE DAPPERTUTTO, MA MILANO È LA MIA CITTÀ, LA PIÙ BELLA” – MA LA SUA CITTA' NON E' RIUSCITA AD ESAUDIRE IL SUO PIU' GRANDE DESIDERIO. ECCO QUALE - VIDEO

carla fracci 12

Da leggo.it

Anche i tranvieri milanesi hanno voluto omaggiare Carla Fracci: suo padre, Luigi, era uno di loro e conduceva la linea numero 1, quella che passa proprio davanti al teatro alla Scala, e ogni volta che si ritrovava di fronte al teatro dove la giovane figlia si allenava scampanellava in segno di saluto.

 

E così anche oggi il tram della linea 1, con una delegazione di tranvieri, alle 12 ha scampanellato per rendere omaggio. Ogni volta che passava davanti al teatro era solito scampanellare in segno di saluto.

 

CARLA FRACCI E IL PADRE LUIGI

 

 

IL PAPA’ TRANVIERE

Elisabetta Rosaspina per il “Corriere della Sera”

 

Si potrebbe tracciare un «itinerario Fracci» sulla mappa di Milano.

Era lei stessa a descriverne spesso i punti d' interesse, i quartieri, gli indirizzi marcati nei suoi ricordi, dimenticando o volontariamente ignorando, di aver attraversato in 70 anni di carriera i boulevard e le avenue più prestigiose al mondo, da New York a Parigi, da Londra a Sydney, da Mosca a Città del Capo e a Buenos Aires.

 

carla fracci 18

«Io posso andare dappertutto - avvertiva -, ma Milano è sempre la mia città, la più bella». L' amava così tanto da non sopportarne i cambiamenti e le contraddizioni, da voler correggerne i difetti come si fa con una ballerina talentuosa ma indisciplinata, brillante ma viziata, altruista ma sbrigativa. Nel suo cuore c' era la periferia dov' era nata e cresciuta: via Ugo Tommei, tra Porta Vittoria e Porta Romana.

 

Adolescente nel dopoguerra, usciva dalla scuola di ballo della Scala e, con il tram numero 13, iniziava il suo viaggio da piazza del Duomo verso viale Umbria, fino alla fermata di piazzale Martini, per arrivare dopo una lunga corsa fra gli alberi alla casa di ringhiera con bagno esterna, quella che poteva permettersi papà Luigi, grazie a lei il tranviere più noto di Milano: «Avevamo due stanze in quattro - raccontava -, per riuscire ad avere una camera in più chiesi aiuto a un pompiere della Scala che conosceva il sindaco, Aldo Aniasi, mi pare. Così ci trasferimmo in via Forze Armate 83».

CARLA FRACCI E MARIO PISTONI

 

Ricordava suo padre che, alla guida del tram della linea 1, non poteva trattenersi dallo scampanellare tre volte quando passava in piazza della Scala perché Carla, alla sbarra nella sala prove Trieste, lo sentisse e sapesse che stava pensando a lei. La bambina del tranviere lavorava sodo, «come un' operaia», soffrendo senza lamentarsi sulle punte delle sue scarpette, respirava diligentemente la polvere del palcoscenico, anche se non aveva scelto di sua volontà il mondo luccicante della danza. Da bambina sognava di vivere in campagna e di aprire un negozio da parrucchiera.

 

CARLA FRACCI - IL MARITO BEPPE MENEGATTI - IL FIGLIO FRANCESCO

Erano stati amici di famiglia a suggerire ai genitori di iscriverla alla scuola di ballo della Scala, perché era aggraziata, «sentiva» la musica.

 

Ma la strada che ha amato di più è la prima in cui andò a vivere con il marito, il regista Beppe Menegatti, quando diventò prima ballerina della Scala, nel 1958: la centralissima via Santo Spirito, in un piccolo appartamento con vista sulle guglie del Duomo ottenuto grazie alla mediazione di Wally Toscanini. Venticinque anni dopo, all' inizio degli anni 80, la zona già le pareva meno accogliente, meno amichevole, specialmente di notte, con i lampioni frantumati a sassate, le saracinesche abbassate. Il lustro degli anni 80 e 90 non l' aveva poi così tanto riconciliata con la città inebriata dal proprio glamour. Le pareva troppo vanitosa e superficiale.

 

carla fracci 15

Rimpiangeva le serate al Teatro Quartiere di piazzale Cuoco, negli anni 70. Ma era anche ospite fissa, sul palco o in platea del Piccolo Teatro di via Rovello, spesso accanto a Valentina Cortese, una delle sue amiche più grandi. Quando era stata sfrattata dalla proprietà, il Pio Albergo Trivulzio, dalla casa di via Santo Spirito, era approdata con il marito in zona Porta Nuova, il domicilio definitivo, dopo 10 anni di vita a Roma alla guida del corpo di ballo del Teatro dell' Opera.

 

Ha amato Milano e la Scala che l' hanno ricambiata, certo, ma non al punto di esaudire il suo più grande desiderio, dirigerne il corpo di ballo o almeno aiutarla ad aprire la sua scuola: «So che io sono stata la bandiera della danza italiana - diceva, incredula di non trovare uno sponsor -, so che ho un' esperienza riconosciuta dal popolo, da cui ricevo tuttora immense dimostrazioni d' affetto. E so che vorrei tanto lavorare con i giovani. Ancora adesso mi impegnerei a fondo» insisteva, appena un anno fa.

 

carla fracci 9

Chissà, forse si era creata qualche antipatia con il suo impegno politico, in prima linea alle manifestazioni del 25 aprile, talvolta in polemica con gli amministratori, sempre dalla parte della Milano più semplice, come le aveva insegnato suo padre. Dopo la pandemia vedeva la sua città pronta a risorgere: «Dai sapori delle trattorie tipiche - diceva -. Dalla volontà individuale di fare, di non cedere, di riprendere il percorso interrotto».

carla fracci 17carla fracci 14carla fracci 13fracci nureyevcarla fraccicarla fracci 9carla fracci 7carla fracci 8carlo tognoli carla fraccigiorgio de chirico carla fraccicarla fraccicarla fracci rudolf nureyevcarla fracci rudolf nureyevcarla fracci rudolf nureyevcarla fracci rudolf nureyevcarla fracci 16

Ultimi Dagoreport

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…