giangiacomo feltrinelli

CHI VOLEVA LA MORTE DI GIANGIACOMO FELTRINELLI? E SE LA MORTE DELL’EDITORE, SALTATO PER ARIA MENTRE CERCAVA DI PIAZZARE UNA BOMBA SOTTO UN TRALICCIO, SI FOSSE TRATTATA DI UN’ABILE MESSINSCENA? I SEGRETI E MISTERI DELLA PISTA INTERNAZIONALE NEL LIBRO-INCHIESTA DI FERRUCCIO PINOTTI - QUAL ERA IL PROGETTO POLITICO DI FELTRINELLI? CHI ERANO DAVVERO I SUOI COMPAGNI DI VIAGGIO? - "IL GENERALE MALETTI? LO HA UCCISO IL MOSSAD”

Agostino Gramigna per il “Corriere della Sera”

 

feltrinelli attentato

Non capita spesso che l'autore di un libro parli della sua opera con una negazione: «Questo libro non doveva uscire. Non doveva vedere la luce». Eppure il lavoro è durato oltre dieci anni, la ricerca è stata certosina, basata su decine di migliaia di pagine di atti giudiziari e trascinata da fiumi di parole scambiate con protagonisti che a diverso grado sono entrati in una storia densa di fatti palesi e di molte ombre. Ma allora di che sostanza è fatto un libro che non sarebbe dovuto esistere?

 

GIANGIACOMO FELTRINELLI fidel castro

In questo caso ha un nome. Giangiacomo Feltrinelli. Ferruccio Pinotti, scrittore di numerosi libri d'inchiesta e giornalista del Corriere della Sera è l'autore che ha speso dieci anni a ricostruire la vita del ricco editore, controversa e affascinante, terminata sotto un traliccio di Segrate, mentre cercava di piazzare una bomba esplosa (forse) per un errore.

 

Nel suo libro su Feltrinelli (Untold, La vera storia di Giangiacomo Feltrinelli, Round Robin Editore, 812 pagine), Pinotti ha lavorato sulle decine di migliaia di pagine di atti giudiziari scannerizzati dal Tribunale di Milano che riguardano l'editore da quando, poco più che ventenne, iniziò a frequentare il Pci e i gruppi di estrema sinistra, sino alla morte sotto il traliccio di Segrate.

MELEGA FELTRINELLI

 

Questi atti sono un patrimonio che apre squarci nuovi, integrato dalla consultazione di archivi esteri e da interviste esclusive: dal generale Maletti («Lo ha ucciso il Mossad») a Sibilla Melega, ultima moglie dell'editore; dal fondatore delle Br Alberto Franceschini fino a Franco Freda; da magistrati come Viola, Bevere, Mastelloni a esperti di intelligence.

 

Le domande erano e restano tante: qual era il progetto politico di Feltrinelli? Il suo crescente impegno rivoluzionario preludeva ad una dedizione totale alla lotta armata?

 

Se è così, chi erano davvero i suoi compagni di viaggio? Si limitavano ai militanti del suo gruppo, i Gap, e ad alcuni esponenti di Lavoro Illegale, di Potere Operaio e delle nascenti Brigate Rosse? Oppure comprendevano scenari più ampi, dai palestinesi alle Raf?

GIANGIACOMO FELTRINELLI SIBILLA MELEGA

 

Resta irrisolta, infine, la domanda più grande, quella che concerne la sua morte. Feltrinelli è saltato in aria per un banale errore nella messa a punto dell'esplosivo con cui voleva divellere un traliccio.

 

Ma se al contrario si è trattato di una abile messinscena, chi voleva la sua morte? L'inchiesta Untold segue una chiave di lettura inedita, quella internazionale, che fa di Feltrinelli una figura nuova. E che conferma che non era un rivoluzionario ingenuo e impreparato. Era un intellettuale che rifletteva sui temi dell'ineguaglianza, della povertà, della lotta operaia, dell'economia internazionale e dei movimenti di liberazione nazionali. Pinotti indaga sui lati oscuri di Feltrinelli. Ma scrive: «Su tante cose è lecito sollevare dubbi, ma non su una: l'idealismo e la buona fede di Feltrinelli».

gian giacomo feltrinelli a una manifestazioneGIANADELIO MALETTI 7FERRUCCIO PINOTTI COVERGIANGIACOMO FELTRINELLI Giulio Einaudi Giangiacomo FeltrinelliInge e Giangiacomo FeltrinellifeltrinellifeltrinelliFeltrinelli con l'ultima moglie Sibilla MelegaFeltrinelli e Ingegiangiacomo feltrinelliGiangiacomo Feltrinelli con Inge e CarloGiangiacomo FeltrinelliGIAN GIACOMO FELTRINELLI ALLA GUIDA DELLA SUA CITROEN DS

Ultimi Dagoreport

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…

giorgia meloni nomine eni enel terna poste consob leonardo giuseppina di foggia paolo savona cladio desclazi cingolani del fante cattaneo

FLASH – CON LA SCUSA DELLA GUERRA, IL GOVERNO RINVIA LA DISCUSSIONE SULLE NOMINE NELLE PARTECIPATE! LA RIUNIONE TRA I DELEGATI DELLA MAGGIORANZA (LOLLOBRIGIDA-FAZZOLARI PER FDI, PAGANELLA-SALVINI PER LA LEGA E TAJANI-BARELLI PER FORZA ITALIA), PREVISTA PER OGGI, È STATA RIMANDATA A DATA DA DESTINARSI - GLI ADDETTI AI LIVORI MALIGNANO: È UNA BUONA OCCASIONE PER POTER FARE UN BLITZ ALL’ULTIMO MINUTO. IL TEMPO STRINGE: LE ASSEMBLEE VANNO CONVOCATE 30 GIORNI PRIMA PER POTER PROCEDERE CON I RINNOVI…