giovanni veronesi

CIAK! GIOVANNI VERONESI GRAFFITI: "DAVID BOWIE? UNA DELLE PERSONE PIÙ ANTIPATICHE MAI CONOSCIUTE. NON VOLEVA PARLARE CON NESSUNO. QUANDO SI INCONTRAVA AL TRUCCO CON PIERACCIONI…" - "HO DIRETTO DE NIRO E QUANDO GLI SCRIVO MI RISPONDE PRIMA DI CERTI MIEI AMICI” – “NON MI REPUTO KUBRICK. SONO STATO AIUTATO DALLA FORTUNA E MOLTO DA FRANCESCO NUTI, IL PRIMO A CREDERE IN ME. VADO SEMPRE A TROVARLO IN CLINICA. E LUI SORRIDE, MI GUARDA, ALLE VOLTE SPERO CHE NON CAPISCA PERCHE' HO PAURA CHE POSSA SOFFRIRNE…" - IL TUMORE, L’AMORE PER VALERIA SOLARINO...

 

 

 

Elvira Serra per il "Corriere della Sera"

 

E se le chiedo a bruciapelo il ricordo più bello?

giovanni veronesi

«Quando mia madre mi portava al mare, avevo 5-6 anni ed ero scalmanato. Lei mi salvava la vita tutte le mattine perché se non mi avesse stretto la mano così tanto da non farmi sgusciare via, io avrei attraversato sempre con il rosso viale Kennedy a Fiumetto per raggiungere al più presto il mio amico Gerardo, figlio del bagnino. Non mi rendevo conto del pericolo».

 

Questa risposta, in realtà, chiude un' intervista che si era aperta parlando di Gianni, il padre ingegnere, e della madre Luisa, che «era molto bella, a 18 anni vinse la fascia di Miss Bellaria, un produttore le propose di venire a Roma a fare dei provini e mio nonno la schiaffeggiò e la rimandò a Bologna su un camion dell' acqua minerale di un suo amico».

 

Per tutta la chiacchierata nella sua casa romana di Monteverde Vecchio, Giovanni Veronesi il regista, lo sceneggiatore, l' attore, il fratello di Sandro due volte Premio Strega, è soprattutto un figlio. Oggi come allora, quando il padre gli suggerì di incorniciare le prime centomila lire guadagnate sul set di Madonna che silenzio c' è stasera.

de niro verdone veronesi

 

Era il 1982. «"Guarda, i soldi guadagnati facendo una cosa che ti piace non andrebbero spesi perché sarebbe bello tenerseli, sono talmente rari", mi disse. "Spera nella tua vita di poterli guadagnare facendo una cosa che ti piace perché saresti veramente un privilegiato". Da quelle centomila lire incorniciate è partito tutto. Avevo bisogno della spinta di mio babbo, mia madre era già dalla mia parte».

 

Scrivere, dirigere. Cosa la emoziona di più?

«Quando arrivo la mattina sul set e devo inventarmi un mondo da inquadrare lasciando fuori il resto. Il mio è un mestiere fatto di emozioni: te le danno i costumi, la sceneggiatura, gli attori vestiti e truccati che diventano il tuo personaggio, l' azione. Se poi il film è d' epoca hai davvero la sensazione di vivere in una macchina del tempo. Penso di essere una delle persone più fortunate che conosco».

 

giovanni veronesi francesco nuti

A proposito di film in costume, come è riuscito a utilizzare La Cura di Franco Battiato in Tutti per 1 - 1 per tutti ?

«Non sono riuscito a parlare direttamente con lui. So però che gliel' hanno chiesto e ha dato l' assenso; la Universal, poi, si è messa a disposizione. Credo che sia stato anche quello un privilegio enorme, perché non l' aveva mai concessa a nessuno.

 

Evidentemente anche nell' ultima fase della sua malattia aveva degli sprazzi di lucida follia per cui questo accostamento di moschettieri e amore che sprigiona la sua canzone gli era piaciuto. Un po' come quando Celentano mi ha dato Prisencolinensinainciusol per i Moschettieri del Re ».

 

Quale successo ha il rammarico di non avere condiviso con i suoi genitori?

«Tutti. Sono uno di quelli che non ha elaborato il lutto. Dicono ci voglia un anno, e invece ne sono passati dodici e io niente. Ripenso a mio padre e a mia madre ogni giorno. Sento un vuoto profondo: sono stati talmente importanti che non è possibile sostituirli con nessun passaggio di tempo, nemmeno tra 100 anni riuscirei a vivere felicemente come ho vissuto fino a quando c' erano loro. In ogni film metto qualcosa che me li ricorda e fa sentire vicini».

 

Per esempio?

giovanni veronesi valeria solarino

«Genitori e figli l' ho dedicato a loro, con questa scena molto toccante che abbiamo davvero vissuto io e mio fratello Sandro quando abbiamo buttato in mare al tramonto le ceneri dei nostri genitori e i miei nipoti si sono tuffati in acqua ingenuamente, quasi a salutare i capi branco che se ne vanno. Allora io e Sandro li abbiamo seguiti in questo bagno liberatorio.

 

Nessuno di noi poi ha più toccato l' argomento: quella sera siamo andati a cena e abbiamo parlato d' altro. Lì ho capito cos' è il branco, in positivo e in negativo: quando muoiono i capi si è un po' sbandati e devi assumerne tu le veci anche se non sei pronto».

 

Non siamo mai pronti, forse.

«Eppure non ero particolarmente mammone. Li chiamavo ogni 3-4 giorni, talvolta non li vedevo per due mesi. Nel momento della malattia, però, io e Sandro siamo stati con loro fino alla fine: è una cosa che auguro a tutti di poter fare, è un passaggio di testimone che deve essere fatto dove sei cresciuto».

 

VALERIA SOLARINO, GIOVANNI VERONESI E PACO - FOTO DI RICCARDO GHILARDI

Cosa pensa di aver preso da loro?

«Spero tanta roba. I miei genitori non mi hanno insegnato a vivere, ma come si muore: con grande dignità».

 

Sono mancati a sei mesi di distanza.

«Mia madre ha mantenuto la promessa: aveva detto che non voleva vivere neanche un giorno senza mio padre e sebbene il malato fosse lui, aveva un tumore da cinque anni, lei ha sorpassato tutti a destra e si è inventata un tumore che non c' era fino a poco tempo prima. È stata una sorpresa, a un certo punto abbiamo capito che non si è curata».

 

Poi si è ammalato suo fratello.

«Beh, anche io ho avuto un tumore due anni fa. Ancora non è tutto a posto, ti danno 5 anni di protocollo e devi solo aspettare e sperare che non si ripresenti. Mio fratello è fuori, io no. Diciamo che ho vissuto gli ultimi due anni pericolosamente, anche con il Covid».

 

La pandemia l' ha cambiata?

giovanni veronesi

«Il Covid lo avevo preso alla leggera, poi quando sono arrivate le complicazioni ho capito che questa malattia tremenda si può trasformare dalla notte al giorno. Sono stato fortunato, perché la saturazione non è mai scesa al limite e i medici mi hanno curato a casa».

 

Chi è famiglia oggi?

«È Valeria (Solarino, ndr ), che amo in modo smisurato, non c' è metro che potrebbe misurare il mio amore per lei. È la sua famiglia. È Sandro con i miei nipoti».

 

Perché non ha ancora sposato Valeria?

«Ci sposeremo, sicuro. Abbiamo detto che vogliamo essere onesti, e quando lo faremo sapremo davvero che lei è stata la donna di tutta la mia vita e io l' uomo della sua».

 

Una cosa che le piace tanto di lei.

«È una delle persone meno litigiose che abbia mai conosciuto: in 18 anni abbiamo litigato veramente tre volte, sempre per colpa mia, che magari sono nervoso, penso solo al lavoro, le cose classiche dei registi un po' egocentrici».

sandro veronesi 5

 

E Francesco Nuti?

«Lui non fa parte della mia famiglia, ma è come se fossimo fratelli. Se non ci fosse stato lui il mio mestiere non sarei riuscito a farlo in questo modo, entrando dalla porta principale.

 

A parità di talento ne ho visti tanti rimanere al palo, io non mi reputo Kubrick, so benissimo quali sono miei limiti. Sono stato aiutato un po' dalla fortuna e molto da Francesco, che nei primi anni della mia carriera mi ha spalleggiato, mi ha prodotto film, me li ha fatti scrivere».

 

Va sempre a trovarlo in clinica. Come fa a essere sicuro che lui capisca?

«Non sono sicuro, ma la speranza è talmente tanta che esco sempre soddisfatto. E poi lui sorride, mi guarda, alle volte spero che non capisca perché ho paura che possa soffrirne».

 

Le è dispiaciuto non diventare padre?

GIOVANNI VERONESI

«Ci ho pensato tanto, ma ogni volta mi sono risposto che non volevo chiedere troppo. Poi so che mi sono privato di una delle cose più belle della vita, però ne ho avute talmente tante altre che va bene così, non sono ingordo».

 

A quale film è più affezionato?

«L' altro giorno dovevo mandare il curriculum in Spagna perché forse faremo una coproduzione e riguardando l' elenco dei miei film ho pensato: io sono un pazzo. Sono tutti talmente fuori dagli schemi rispetto al cinema italiano! Ho fatto un fantasy con Sergio Castellitto e Paolo Rossi, uno su Gesù e la Madonna quando avevo 28 anni con Abatantuono e Penelope Cruz... Ho girato western, film comici, drammatici. Prima o poi farò un cartoon».

 

Il film che avrebbe voluto dirigere?

«La grande guerra , che con Blade Runner ha il finale più bello della storia del cinema».

 

L' attore?

«Beh, io ho diretto Robert De Niro...».

 

giovanni veronesi con la figlia di nuti

Vi sentite ancora?

«Sì e quando gli scrivo mi risponde prima di certi miei amici, ai quali poi lo rinfaccio...».

 

L' attore più difficile?

«Harvey Keitel, in Il mio West , perché lui, portandosi "il metodo" dietro, voleva da me risposte che non ero abituato a dare. Quando però ha capito come eravamo fatti noi, si è adeguato in un modo eccellente. Mentre David Bowie, nello stesso film, era una delle persone più antipatiche mai conosciute nella vita».

 

giovanni veronesi con la figlia e il fratello di nuti

Non lo dica!

«Antipaticissimo. D' altra parte il suo talento e la sua arte non vengono scalfite dal giudizio: era il mio mito e lo resterà. Con lui sul set mi sembrava di toccare il cielo con un dito. Però era proprio antipatico, non voleva parlare con nessuno tranne che con me, per qualsiasi cosa. Quando si incontrava al trucco con Pieraccioni, capivo di averla fatta grossa...».

 

Chissà che gioia!

«Sì, tanta. Ma io mi entusiasmo anche per un film piccolo, come questo che sto producendo con Pilar Fogliati protagonista. Sono anche sceneggiatore e operatore. E il mio entusiasmo non cala di una tacca».

alessandro haber veronesi rubini papaleo buy tortora

 

Dove scrive?

«Qua. Vede quella lavagna? Ci sono scritti i quattro episodi del film con Pilar. Sotto la cimosa, se va a raschiare, ci trova altri 7-8 film».

giovanni veronesi

 

Come sceglie i Paesi dove girare?

«Viaggio solo per lavoro. Ma quando scelgo un Paese per un film lo vivo nella sua intimità, perché sto ogni giorno con maestranze locali, conosco i figli, le famiglie, le loro case».

 

Cosa la rende felice adesso?

«La felicità, alla mia età, è la serenità di rimanere con le persone che ami e riuscire a preservare quello che hai costruito. L' importante è avere intorno persone che davvero ti vogliono bene. E io ho Valeria».

maledetti amici mieia ruota libera con pieraccionigiovanni veronesi foto di baccogiovanni veronesidavid bowie il mio westil mio west il mio westil mio west 1il mio west 1alessia marcuzzi – il mio west 2alessandro haber veronesi rubini papaleo

Ultimi Dagoreport

thiel olah papa leone xiv prevost

DAGOREPORT - COME MAI PETER THIEL TORNA A CIANCIARE DI ANTI CRISTO A ROMA? - A FAR GIRARE I NEURONI DEL CAVALIERE DELLA TECNODESTRA AMERICANA È STATA LA SCELTA DI PAPA LEONE XIV DI INVITARE IL CO-FONDATORE DI ANTHROPIC, CHRISTOPHER OLAH, ALLA PRESENTAZIONE DELL’ENCICLICA “MAGNIFICA HUMANITAS” -PER QUESTO, L'ARROGANTE TECH-PARAGURU DEL MONDO MAGA HA DECISO DI FAR ORGANIZZARE UNA NUOVA "CROCIATA" A ROMA (APPUNTAMENTO PER L’11 GIUGNO ALLE 14:30, AL SALONE BORROMINI ALLA BIBLIOTECA VALLICELLIANA) - THIEL TORNA NELLA CITTA' ETERNA DOPO CHE, LO SCORSO MARZO, IL SUO CICLO DI CONFERENZE ERA STATO SNOBBATO SIA DAL GOVERNO MELONI, SIA DAI QUATTRO SCAPPATI DI CASA DELL’EGEMONIA CULTURALE DI DESTRA...

palantir papa leone xiv enciclica magnifica humanitas peter thiel

PALANTIR SBARCA A ROMA! – PETER THIEL, L’ESEGETA DELL’ANTICRISTO, TORNA NELLA CAPITALE PER SFIDARE L’ENCICLICA “MAGNIFICA HUMANITAS” DI PAPA LEONE XIV SUI PERICOLI DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE: L’APPUNTAMENTO È FISSATO PER L’11 GIUGNO ALLE 14:30, AL SALONE BORROMINI ALLA BIBLIOTECA VALLICELLIANA – TRA I SELEZIONATISSIMI ORATORI C’È IL GURU DELLA TECNODESTRA AMERICANA ANDREA VENANZONI, IL “TECNOEVANGELISTA”  DAN CALINESCU, IL COSTITUZIONALISTA ALESSANDRO STERPA – L’EVENTO, DAL TITOLO “MAGNIFICA HUMANITAS. LO SGUARDO DELLA CHIESA SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE”, È ORCHESTRATO DALL’ASSOCIAZIONE CULTURALE VINCENZO GIOBERTI, CHE AVEVA GIÀ PORTATO A ROMA LO SCORSO MARZO THIEL A SPROLOQUIARE SULL'ANTICRISTO – SARÀ IL PRIMO SCONTRO FRONTALE TRA LA TECNODESTRA AMERICANA, CONVINTA CHE LA PACE SI OTTENGA A COLPI DI DRONI E SORVEGLIANZA PREDITTIVA, E LA CHIESA CHE VUOLE DISARMARE GLI ALGORITMI – LA SILICON VALLEY PROVERÀ A SPIEGARE A DIO COME SI GESTISCE IL PARADISO DEI DATI... (PENSA TU CHE COJONI: SE LA CHIESA ESISTE DA DUEMILA ANNI, CI SARA' UN MOTIVO...)

andrea orcel risiko friedrich merz unicredit commerzbank

DAGOREPORT - IL MURO ERETTO DA COMMERZBANK CONTRO UNICREDIT INIZIA A MOSTRARE LE PRIME CREPE – DOPO L’ANNUNCIO BY ANDREA ORCEL DEL SUPERAMENTO DELLA SOGLIA DEL 30% (E DEL 50 CONTANDO I DERIVATI), LA SECONDA BANCA TEDESCA HA CHIESTO L’AVVIO DI UN’INDAGINE ALLA BAFIN, LA CONSOB DI FRANCOFORTE. MA LA MOSSA PUÒ SOLO RALLENTARE, NON FERMARE L’OPERAZIONE – LO STESSO CANCELLIERE TEDESCO, FRIEDRICH MERZ, CHE PRIMA PARLAVA DI “ACQUISIZIONE OSTILE NON ACCETTABILE”, AVREBBE CAMBIATO IDEA DOPO LE INTERLOCUZIONI CON I GRANDI FONDI INTERNAZIONALI. PRESTO MERZ POTREBBE INCONTRARE ORCEL. E ANCHE IL FRONTE ANTI-ITALIA DEI SINDACATI TEDESCHI STAREBBE PERDENDO QUOTA – IL SEMPRE PIÙ VISPO ORCEL ACCELERA LA TRATTATIVA PER IL RISPARMIO GESTITO CON IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET. UNA VOLTA FATTO BINGO! POTRÀ TORNARE CON LA CORONA D’ALLORO A ROMA E PRENDERE A PERNACCHIE I SALVINI E GIORGETTI CHE LIQUIDARONO UNICREDIT COME “BANCA STRANIERA” STOPPANDO CON IL GOLDEN POWER LA CONQUISTA DEL “LORO” BANCO BPM…

sydney sweeney euphoria

BASTA STRONZATE! LA FIGA E' IN VENDITA. STA A TE. DECIDI TE. IL MERCATO DELLA CARNE E' APERTO. 7 GIORNI SU 7. IL PREZZO LO FAI TU - LE DONNE CHE VENDONO IL LORO CORPO SU ONLYFANS NON SONO SEMPRE DISPERATE. ANZI: SPESSO LO FANNO PERCHÉ LO VOGLIONO – DA “EUPHORIA” A “MARGO HA PROBLEMI DI SOLDI”, HOLLYWOOD HA SCOPERTO LE PIATTAFORME HARD A PAGAMENTO, MA PRESENTA SEMPRE LA SOLITA STORIELLA DELLO “STRUMENTO DI RISCATTO” PER POVERE DISPERATE – BARBARA COSTA: “SI TEME A DIRE CHE IL PORNO LO SI FA PER PERSONALE SCELTA DI LUSSURIA, FETISH, NINFOMANIA - NELLE SERIE TV, SE VENDI FIGA, VAI PUNITA. IL SENSO DI COLPA CI DEVE STARE. SE VOLESSERO ILLUSTRARE UNA PUR PORZIONE DI REALTÀ, QUESTE SERIE TV DOVREBBERO FAR DIRE AI PERSONAGGI CHE LORO VENDONO FIGA, SU ONLYFANS, PERCHÉ… MI VA E CI STA. PERCHÉ NON C’HO VOGLIA DI FARE ALTRO. NON HO ALTRI TALENTI. NON VOGLIO SUDARE ALTRIMENTI. E PERCHÉ PIÙ DI TUTTO VOGLIO I SOLDI - IL DENARO È IL VALORE CHE FA E TI DÀ (E SE LA VUOI) MORALITÀ. L’UNICA SOSTENIBILE..." - VIDEO

luigi lovaglio mps mediobanca

DAGOREPORT - MENTRE I GIORNALONI GIÀ SI BALOCCANO SUL RISIKO BANCARIO PROSSIMO MPS-BANCO BPM, NESSUNO SI DOMANDA CHE FINE HA FATTO L’INTEGRAZIONE (PREVISTA PER IL 3 GIUGNO) TRA LA BANCA SENESE E MEDIOBANCA (CHE HA IN PANCIA IL TESORETTO DEL 13% DI GENERALI) - CHE DIAVOLO DI DUBBI E PERPLESSITÀ SONO SORTI TRA I SOCI (DELFIN, BPM, FONDI INTERNAZIONALI, ETC.) CHE HANNO INASPETTATAMENTE APPOGGIATO IL RITORNO ALLA GUIDA DI MONTEPASCHI DI LUIGI LOVAGLIO, L’AD LICENZIATO PER GIUSTA CAUSA, DOPO AVER GESTITO LA VITTORIOSA SCALATA A MEDIOBANCA? - C’È CHI ACCENNA AI FONDI (BLACKROCK, NORGES, ETC.) CHE SAREBBERO PERPLESSI SULLE SINERGIE CHE SCATURIRANNO DALL’INTEGRAZIONE DELLE DUE BANCHE - C’È CHI METTE DI MEZZO I TEMPI ‘’AVVENTATI’’ PER PORTARE IN PORTO UN’OPERAZIONE CHE DEVE OTTENERE L’APPROVAZIONE DEI DUE/TERZI DELL’ASSEMBLEA MPS – UNA MOSSA CHE LOVAGLIO SA BENE CHE NON PUÒ PERDERE: IN CASO DI BOCCIATURA, DOVREBBE DIMETTERSI - (CHISSA' POI COME VA FINIRE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO SUL PRESUNTO CONCERTO RELATIVO ALL’OPS DI MPS SU MEDIOBANCA, IN CUI SONO INDAGATI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO...)

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?