la mia banda suona il pop -1

IL CINEMA DEI GIUSTI - “MA TI FAI I CAZZI TUA?”, “HO UNA VOGLIA DI CAZZO!”. DOPO TRE MESI DI CINEMA CIVILE, DI COMMEDIE DI NATALE SENZA PAROLACCE, QUESTO “LA MIA BANDA SUONA IL POP” DIRETTO DA FAUSTO BRIZZI CON DE SICA XXL, GHINI BIONDO, FINOCCHIARO ’MBRIACONA DI FACILI COSTUMI, PAOLO ROSSI REDIVIVO E ABATANTUONO TRUCCATISSIMO, CI RIPORTA INDIETRO NELLA COMMEDIA SCORREGGIONA CONDITA DA ''BAGASCIA'' E ''MIGNOTTA''. E DE SICA E GHINI FINISCONO DAVVERO IN UN BAGNO DI MERDA

 

 

Marco Giusti per Dagospia

 

La mia banda suona il pop di Fausto Brizzi

 

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“Ma ti fai i cazzi tua?”-“Ho una voglia di cazzo!”-“Ma sto cazzo!”. Ci siamo. Dopo due mesi , anzi tre mesi di cinema diciamo civile, anche di commedie di Natale pulite, senza parolacce eccessive, senza espressioni pesanti, questo “La mia banda suona il pop” diretto da Fausto Brizzi e interpretato da Christian De Sica XXL, Massimo Ghini biondo, Angela Finocchiaro in versione ’mbriacona di facili costumi, Paolo Rossi redivivo e Diego Abatantuono truccatissimo, ci riporta indietro nella commedia scorreggiona dei tempi andati. Dove le donne si chiamano bagasce o mignotte.

 

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E quando meno te lo aspetti e senza nessun motivo Christian e Ghini finiscono davvero in un bagno di merda a ricordo dei cinepanettoni che furono. Non che questo ci dispiaccia. Nella prima parte, anzi, grazie anche a apparizioni fulminanti accanto ai protagonisti di Fabrizio Nardi come centurione coattissimo, è il mio nuovo Angelo Bernabucci, di Massimo Bagnato come agente di Christian (“la settimana prossima esce Zio Nello da Rebibbia, dobbiamo fargli una festa, vieni a cantare?”), di Stefano Ambrogi, già Cozzaro Nero, come oste volgare che caccia Paolo Rossi diventato goffo cameriere, la comicità trashiona vecchio tipo funziona.

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E, negli anni del ritorno dei Ricchi e Poveri, funziona anche l’idea della reunion del gruppo storico di cantanti anni ’80. Possiamo anche accettare la storiella dell’oligarca russo, interpretato da Rinat Khismatouline, già Massimo Gorky nel “Capri Revolution” di Martone, che paga fior di centomila per un concerto del gruppo pop i Pop Corn, divisi da anni, che il loro manager, Diego Abatantuono, cercherà di ritrovare e convincere a tornare sul palco.

 

Non è male neanche la finta Isola dei Famosi presentata dal vero Tiberio Timperi dove finisce il Tony Brando di Christian De Sica e dalla quale viene cacciata subito per aver bestemmiato. Ma da quando la situazione si sposta nella finta Russia ricostruita a Praga, con Natasha Stephanenko che fa una sorta di cattiva da 007 e il film prende i toni della commedia col grande furto, mi dispiace, ma non torna più niente.

 

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 E i quattro sceneggiatori, Brizzi-Martani-Falcone-Bardani, si inventano situazioni da slapstick alla Neri Parenti, perfino una tigre siberiana che insegue Ghini e Christian in un labirinto alla “Shining”, che non sono proprio messe in scena. Uffa. Malgrado non fosse andato bene, anzi è stato un mezzo disastro, “Sono solo fantasmi”, ultimo film di Christian De Sica co-diretto assieme al figlio Brando, proprio nella parte di genere comedy-horror, funzionava, anche con effetti speciali semplici ma divertenti, qua, malgrado la regia di un esperto di commedia come Fausto Brizzi, la storia si avvita in situazione dalla quale non si sa mai come uscirne.

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E la parte più stracult-trash, che poteva dare al film uno status davvero alto visto l’inizio delirante e la presenza di attori così forti, si stempera presto nella ricerca di una strada comico avventurosa, mentre l’idea iniziale, quella del gruppo che si ricostruisce, non trova poi una messa in scena adeguata né una forza per arrivare alla fine in maniera lineare.

 

Certo, almeno ci evitano il terzo o quarto film costruito su tre uomini (una donna) e un tumore, anche se il personaggio di Ghini è presentato da subito come malatissimo e imbottito di farmaci, qualche risata grazie a Christian e soci la fai, ma pretendiamo qualcosa in più.  In sala da giovedì 20 febbraio.

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