IL CINEMA DEI GIUSTI - “SPACE DOGS”, IL DOCUMENTARIO PRESENTATO AL FESTIVAL DI LOCARNO, NON E’ L’UNICO OMAGGIO RICEVUTO DAI CANI CHE I SOVIETICI MANDARONO NELLO SPAZIO - È APPENA USCITO UN VIDEO DEI THE CHEMICHAL BROTHERS, "WE'VE GOT TO TRY", DEDICATO A LAIKA, MA CI SONO CANZONI DEI GORILLAZ, "LAIKA COME HOME", DEL 2002, DI MAX RICHTER; "LAIKA'S JOURNEY", DEGLI ARCADE FIRE, UNA GRAPHIC NOVEL, UN FILM UNGHERESE DEL 2018… - VIDEO

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Marco Giusti per Dagospia

 

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Bau! Pochi cani sono stati così amati dai bambini di tutto il mondo come gli eroici cani spaziali russi. Laika, il primo essere vivente che viaggiò nello spazio il 3 novembre del 1957 sulla navicella Sputnik 2 e mai più ritorno', le cagnette Belka e Strelka, che a bordo dello Sputnik il 19 agosto del 1960 percorsero 18 volte l'orbita della terra e ritornarono sane e salve accolte come eroi russi. Al punto che Brelka fece poi sei cuccioli con certo Pushok e uno di loro, Pushinska, venne regalato nel 1961 dal presidente russo Kruschev alla figlia del presidente americano John F. Kennedy.

 

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Un documentario a loro dedicato, Space Dogs, diretto da una coppia di registi austriaci, Elsa Kremser e Levin Peter, è stato da poco presentato al festival di Locarno con successo. Ma non è il solo omaggio che gli space dogs sovietici abbiano avuto in tempi più o meno recenti.

 

È appena uscito un video dei The Chemichal Brothers, "We've got to Try", dedicato a Laika, ma ci sono canzoni dei Gorillaz, "Laika Come Home", del 2002, di Max Richter; "Laika's Journey", degli Arcade Fire, una graphic novel, un film ungherese del 2018. A Belka e Strelka è stato dedicato un film animato in 3D russo nel 2014 e una serie tv, ma dai primi anni 60 si sono in realtà sprecati gli omaggi di ogni tipo dedicati a Laika e ai suoi più fortunati compagni.

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Pensiamo solo a Franco e Ciccio che in 002 operazione luna di Lucio Fulci vedono lo scheletro di Laika nello spazio. Ma non ci fu un bambino allora che non si commosse di fronte alla tragedia della cagnetta sperduta nello spazio. Non sapevamo che per Laika, che si chiamava in realtà Kudrjavka (ricciolina)  non era previsto nessun ritorno. Nei piani degli scienziati russi c'era solo il progetto di farla girare attorno alla terra per 8 giorni. Durò invece solo 67 minuti dopo il lancio, morendo per surriscaldamento della navicella. Cose che i russi non vollero dirci facendoci credere che stava ancora nello spazio a girare attorno alla terra per una settimana.

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"Le chiesi di perdonarci e ho pianto mentre l'accarezzavo per l'ultima volta" ha detto recentemente la biologa Adilya Kotovskaya ricordando il dramma di Laika. Era stata scelta una femmina perché faceva la pipì in maniera più comoda rispetto a un cane maschio e era stata scelta Laika perché era una cagnetta simpatica, allegra. Il 14 aprile del 1958 la navicella precipitò esplodendo sopra le Antille.

 

Il sacrificio di Laika non era servito a nulla. Ci vollero tre anni per ritentare l'esperimento con due cagnette, la randagia Belka (scoiattolino) e il cane da circo Strelka (freccia). Con loro, a bordo della Soyuz 5, c'era una specie di Arca di Noè, un coniglio grigio, 42 topi, due ratti e un bel po' di mosche. 

 

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Tutti gli animali ritornarono sulla terra sani e salvi e questo convinse gli scienziati russi a mandare il primo uomo in orbita  nello spazio Yurij Gagarin. Ma, devo confessare, non mi sono mai davvero ripreso dalla scomparsa di Laika, che come rutti i bambini del tempo immagino chiusa dietro l'oblo' della Soyuz 2, ma sveglia, con la lingua in fuori e gli occhi attenti. Ecco. Per me e rimasta lassù.

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