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IL CINEMA DEI GIUSTI – ARRIVA FINALMENTE IN SALA, FORTE DEL LANCIO AGLI OSCAR PER KRISTEN STEWART, LO "SPENCER" DI PABLO LARRAIN, SOFISTICATO, ELEGANTE, UN FILO FREDDO. TUTTO IL FILM È GIOCATO SULLO SCIVOLAMENTO QUASI NELLA PAZZIA DI DIANA, NEL SUO NON VOLERSI DISINTEGRARE NELLA FAMIGLIA E RICONOSCERSI NELLE SUE REGOLE ALLONTANANDOSI DALLA PROPRIA IDENTITÀ DI RAGAZZA SPENCER E DAGLI ANNI 80. LARRAIN E KNIGHT INSISTONO SULL'ORDINE MILITARE CHE SOVRASTA SU TUTTO E… VIDEO

 

 

Marco Giusti per Dagospia

 

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Arriva finalmente in sala, forte del lancio agli Oscar per Kristen Stewart lo “Spencer di Pablo Larrain, un film sofisticato, elegante, un filo freddo, scritto dal geniale Steven Knight e musicato sontuosamente da Johnny Greenwood. La vera rivoluzione della Lady Diana di Larrain-Knight-Stewart, scrivevo a caldo da Venezia, dove il film venne presentato, sarà, dopo giorni da suicidio passati con la Famiglia Reale durante le feste di Natale, interrompere la partita di caccia ai poveri fagiani ("non sono bestie brillanti"), acchiappare i pargoli, abbandonare gli insopportabili Windsor ("nessuno di loro è cattivo"), le loro cene e le loro etichette e andare, ovviamente sulla Porsche, a Londra a mangiare il Kentucky Fried Chicken.

 

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Che nome? le fa la cameriera. “Spencer”, risponde convinta Lady Diana, che si è giustamente tolta la collana di perle che le ha regalato Carlo per Natale, ma ne ha regalata una identica anche all'altra (mortacci...), e pure i completini Chanel e ha recuperato da uno spaventapasseri un vecchio giaccone del nonno Spencer, cercando di ricostruirsi così l'identità smarrita.

 

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La guerra di Diana alla Famiglia Reale, presentata quasi come una entità astratta, tutti chiusi in abiti dello stesso colore, si concentra quasi interamente sugli scontri con il Maggiore Gregory di Timothy Spall, inflessibile uomo d'ordine che cura militarmente il cerimoniale delle feste e ha fissato la sua attenzione sulla poca voglia che ha Diana di ubbidire alle regole del gioco. La salva, in qualche modo, la sua cameriera Maggie, una incantevole Sally Hawkins, che la adora, anzi è innamorata di lei, e con la quale ha stabilito un rapporto di amicizia.

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Ma tutto il film, fin dall'inizio, è giocato sullo scivolamento quasi nella pazzia di Diana nel suo non volersi disintegrare nella famiglia e riconoscersi nelle sue regole allontanandosi dalla propria identità di ragazza Spencer e dagli anni 80. Larrain e Knight insistono sull'ordine militare che sovrasta su tutto, anche nella cucina, e domina la vita della Famiglia come fossimo in un film di fantascienza anni 50. E' la parte più innovativa della storia, presentata come "una favola tratta da una storia vera".

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Come in una favola Diana rischierà di finire come Anna Bolena e cercherà la fuga dal maniero. Vedrà fantasmi e subirà torture, sentendosi anche lei un fagiano incapace di volare fuori dai confini. Gran parte del film poggia sull'interpretazione di Kristen Stewart, che non ha una grande comunicativa, come notammo già in "Personal Shopper" di Olivier Assayas ne' la freddezza glamour di Natalie Portman in "Jackie". In sala da oggi, giovedì 24 marzo.

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