migranti

CLIC! STASERA AL MAXXI SARÀ PROIETTATO IL DOCUMENTARIO “WHERE ARE YOU – DIMMI DOVE SEI”, CHE PRENDE SPUNTO DALLA FOTO DEL BARCONE CARICO DI MIGRANTI BY MASSIMO SESTINI – NEL 2016 AL FOTOGRAFO VENNE LA PAZZA IDEA DI RINTRACCIARE GLI UOMINI E LE DONNE CHE SI VEDEVANO IN QUELLA FOTO. E CON L'AIUTO DI "NATIONAL GEOGRAPHIC" CI È RIUSCITO - IL DOCUMENTARIO RACCONTA LA SUA AVVENTURA – VIDEO

 

 

 

1 – “WHERE ARE YOU?”, L’APPELLO DI SESTINI DIVENTA UN DOCUMENTARIO

WHERE ARE YOU - IL DOCUMENTARIO DI NATIONAL GEOGRAPHIC SULLA FOTO DEL BARCONE DI MIGRANTI DI MASSIMO SESTINI 6

 (askanews) – Prende spunto dalla foto scattata da Massimo Sestini che ritrae un barcone carico di migranti, il documentario “Where are you? Dimmi dove sei”, che sarà proiettato al Maxxi stasera, 20 Giugno, in occasione della Giornata mondiale del rifugiato. L’immagine, divenuta il simbolo della crisi migratoria nel Mediterraneo, fu scattata da un elicottero della Marina Militare italiana nell’estate del 2014, nelle acque internazionali tra Libia e Sicilia. Due anni dopo, lo stesso Sestini lanciava un appello sul web – Where are you? – per scoprire dove fossero finiti quegli uomini, donne e bambini.

 

massimo sestini migranti

Appello che fu raccolto da National Geographic che ha deciso di raccontare questa storia di disperazione e speranza con un documentario diretto da Jesùs Garcès Lambert. La proiezione nella piazza del Maxxi – organizzata da National Geographic in collaborazione con Maxxi e UNHCR – si terrà domani alle ore 20.30 e sarà preceduta da un talk introdotto dal presidente Fondazione Maxxi Giovanna Melandri. All’incontro, moderato da Marta Bertolini di Fox Networks Group Italy, interverranno Paola Acquaviva per National Geographic, il regista Jesùs Garcès Lambert, Carlotta Sami dell’UNHCR e il fotografo Massimo Sestini. Prodotto da Doclab per National Geographic, il documentario andrà in onda sempre Giovedì, alle 20.55, su National Geographic (canale 403 di Sky). Il progetto vede il patrocinio dell’UNHCR e il sostegno del MiBAC, dell’Apulia Film Commission e della Regione Lazio – Fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo.

massimo sestini

 

"WHERE ARE YOU? DIMMI DOVE SEI", IL DOCUFILM IN PRIMA TV SU NAT GEO

Da www.nationalgeographic.it

 

Estate 2014, nelle acque internazionali tra Libia e Sicilia, da un elicottero della Marina Militare italiana, Massimo Sestini scatta a un barcone carico di migranti una straordinaria foto zenitale diventata simbolo della crisi migratoria in Mediterraneo e vince un World Press Photo nel 2015.

 

WHERE ARE YOU - IL DOCUMENTARIO DI NATIONAL GEOGRAPHIC SULLA FOTO DEL BARCONE DI MIGRANTI DI MASSIMO SESTINI 1

Negli anni il clamore attorno alla questione migranti non si è spento ma è anzi cresciuto: migliaia di persone continuano a rischiare la vita in mare ogni giorno. Nel 2016 Sestini, prova a capire dove siano finiti quegli uomini, donne e bambini, se siano ancora in Europa, se siano sani e salvi e abbiano cominciato una nuova vita, e lancia un appello sul web: “Where are you?".

 

L’appello viene raccolto da National Geographic che decide di raccontare questa storia di disperazione e speranza con il documentario, "Where are you? Dimmi dove sei", ora proposto in occasione della Giornata mondiale del rifugiato, giovedì 20 giugno, alle 20:55 su National Geographic (Sky, 403).

WHERE ARE YOU - IL DOCUMENTARIO DI NATIONAL GEOGRAPHIC SULLA FOTO DEL BARCONE DI MIGRANTI DI MASSIMO SESTINI 4

 

A produrre il documentario per National Geographic è Doclab con la regia di Jesùs Garcès Lambert. Il progetto vede il patrocinio dell’UNHCR.

 

 

Fuga, paura, riscatto L' esame del ragazzo che guarda all' insù

Candida Morvillo per il “Corriere della Sera”

 

Di Ansumana, che oggi ha 21 anni, potete cercare il viso fra le centinaia rivolti all' insù su quel barcone sovraccarico di migranti la cui foto è diventata iconica dell' odissea dei migranti nel Mediterraneo e che ha vinto il World Press Photo.

 

WHERE ARE YOU - IL DOCUMENTARIO DI NATIONAL GEOGRAPHIC SULLA FOTO DEL BARCONE DI MIGRANTI DI MASSIMO SESTINI

Quando Massimo Sestini la scattò, il 7 giugno 2014, sognava un' immagine che fosse di speranza. La speranza è l' attimo in cui uomini, donne, bambini alzano gli occhi verso l' elicottero apparso come una promessa di soccorso, come la salvezza. Potete cercare il volto di Ansumana, ma non lo troverete, non nel primo scatto, perché lui stava pigiato nella pancia della barca, sentendosi prossimo alla fine: «Ero pelle e ossa, non respiravo. Mi hanno portato su per prendere aria e ho visto l' elicottero. Ero piccolo, non sapevo niente, ho pensato: ci riportano in Libia, è il mio ultimo giorno e io muoio così».

Dago by Sestini

 

Invece, questa settimana, Ansumana dà l' esame di Maturità all' Istituto Liside di Taranto. Ammesso con 27 crediti.

 

«Non tanti, ma neanche pochi», dice, considerando che ha imparato l' italiano qui, ha fatto due anni in uno per recuperare il tempo perduto nella fuga dal Gambia e che la mattina va a scuola e il pomeriggio fa il mediatore culturale in una comunità per minori come quella che, all' inizio, ha accolto lui a Terni. È stato il canale National Geographic a ritrovare i migranti di quel barcone, per un documentario, Where are you? Dimmi dove sei , in onda il 20 giugno, alle 20.55. Ansumana, fra i rintracciati, è l' unico rimasto in Italia.

un selfie con massimo sestini

 

È nato a Serekunda. A 8 anni, quando i suoi divorziano, va a vivere con lo zio, un commerciante che fa politica con l' Udp, inviso al dittatore Yahya Jammeh. Nel 2013, suo zio viene arrestato e poi rilasciato in attesa di processo: «Non aveva fatto niente, gli creavano problemi per motivi politici. Perciò, è scappato all' estero», racconta Ansumana, «pochi mesi dopo, chiama e dice che sarebbero venuti a prendere me, per ritorsione. Mi consiglia di andare in Senegal da mia sorella». Lui va. Due mesi dopo, lo zio richiama, per dire che Senegal e Gambia hanno stretto un patto di estradizione e lui, lì, lui non è più al sicuro. «Gli ho chiesto: dove devo andare? Ha risposto: non lo so».

 

WHERE ARE YOU - IL DOCUMENTARIO DI NATIONAL GEOGRAPHIC SULLA FOTO DEL BARCONE DI MIGRANTI DI MASSIMO SESTINI 5

Inizia una fuga alla cieca. In Mali, a Bomaki, Ansumana si unisce a tre gambiani diretti in Libia. Ricorda: «Nel frattempo, avevo perso il numero di mio zio e finito i soldi». La traversata fra il Burkina Faso, il Niger, il deserto, sono sprazzi nel diario che, oggi, a volte, scrive di notte «perché nove mesi sono lunghi e certe cose le ricordo all' improvviso».

SESTINI

 

Questo frammento racconta di quando il furgone si rompe e restano quattro giorni senza cibo e acqua: «Una notte, finalmente, trovammo un pozzo e bevemmo l' acqua senza poterla vedere. E quando si alzò la luce, ci rendemmo conto che era acqua putrida e che per la sete infernale ci era parsa buona».

 

In Libia, a Tripoli, non trova lavoro: «Ero troppo gracile, zoppicavo per dolori alle ossa da denutrizione, non mi voleva nessuno. Un giorno, arrivano gli Asma Boys, che ti sequestrano, ti picchiano e chiedono il riscatto a casa, io ho detto che non avevo il numero dei miei, ma ogni giorno tornavano e avevo paura». Poi, Ansumana cerca un medico e ne incontra uno che è anche trafficante di persone: «Ha visto che stavo per morire là, si è intenerito e mi ha fatto imbarcare per l' Italia senza pagare».

WHERE ARE YOU - IL DOCUMENTARIO DI NATIONAL GEOGRAPHIC SULLA FOTO DEL BARCONE DI MIGRANTI DI MASSIMO SESTINI 3

 

«Italia», per lui, è poco più che una parola, e in principio era stata una maglia di colore azzurro, perché aveva visto la finale dei Mondiali 2006. A quel punto, nel 2014, in più sa solo che l' Italia è Europa e che tanta gente, per arrivarci, muore. «Ho pensato che a Tripoli in due mesi sarei morto di fame, ma in barca non è che al cento per cento muori». Stipato sul barcone, non ne è più tanto sicuro: «Pensavo: il Mediterraneo t' inghiotte, forse è l' ultimo giorno della mia vita». Alla fine di una traversata di 17 ore e di una fuga di 11 mesi, è in Paese visto solo in tv per una partita di calcio.

 

SESTINI

A Terni, viene iscritto a una scuola per elettricisti. Ricorda: «Il maestro di italiano mi ha detto: sei appena arrivato e già parli, se vuoi, vai in terza media. Ho detto subito sì, perché, per stare in un Paese, devi saper argomentare con gli altri e interagire con la società». Usa queste precise parole: «argomentare», «interagire». Studia poi al Turistico, ma quando a 18 anni deve lasciare la casa famiglia e viene alloggiato con due maggiorenni, fatica a studiare perché «gli altri ascoltavano musica, facevano tardi».

Grazie a una famiglia che lo prende a benvolere, trova lavoro a Taranto, cambia scuola, recupera un anno. Mattina sui banchi, pomeriggio nella comunità, dove vive e aiuta ragazzi come lui coi documenti, i compiti e traducendo in inglese e mandingo. Il suo permesso di soggiorno per motivi umanitari diventa un permesso per motivi di lavoro.

WHERE ARE YOU - IL DOCUMENTARIO DI NATIONAL GEOGRAPHIC SULLA FOTO DEL BARCONE DI MIGRANTI DI MASSIMO SESTINI 2

Ora, ha recuperato i contatti coi familiari. Sogna di raggiungere lo zio in Inghilterra e studiare per diventare procuratore di calcio. Gli chiedi se è felice, risponde di sì. E che è molto fortunato.

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