marco travaglio cinzia monteverdi

COLTO SUL ''FATTO'' - TRAVAGLIO CERCA DI INTORTARCI DICENDO CHE I 2,5 MILIONI DI EURO DI FINANZIAMENTO GARANTITO DALLO STATO CHE HA APPENA RICEVUTO IL SUO GIORNALE NON HANNO NIENTE A CHE VEDERE CON I DECRETI DEL SUO AMATO CONTE, PERCHÉ SI BASANO SU UNA LEGGE DEL 1996. MA CERTO! PECCATO CHE QUELLA LEGGE VENGA MODIFICATA DAL DL ''CURA ITALIA'', IN MODO DA IMPORRE AL MEDIOCREDITO CENTRALE (100% STATALE) DI GARANTIRE I PRESTITI FINO AL 90% E CON PROCEDURA GRATUITA E SEMPLIFICATA RISPETTO ALLA NORMA. INSOMMA, SE ''IL FATTO'' NON DOVESSE RIPAGARE IL FIDO, PAGANO I CONTRIBUENTI ITALIANI. COSÌ È PIÙ CHIARO?

 

 

DAGONEWS

 

Dopo la nota dell'ad e presidente della Società Editoriale Fatto Quotidiano, Cinzia Monteverdi, che smentiva di aver ricevuto un prestito garantito dallo stato per poi confermare di aver ricevuto un prestito garantito dallo Stato, solo che da un ente diverso, oggi tocca all'editoriale di Travaglio:

 

MARCO TRAVAGLIO E CINZIA MONTEVERDI

"...Un prestito puramente precauzionale per investimenti in immobilizzazioni, cui speriamo di non dover mai attingere, visto che le nostre vendite sono in aumento. Un prestito che la legge 662 del ’96 (24 anni fa, 13 anni prima che nascessimo) ha stabilito fosse garantito dal Medio Credito Centrale, se destinato a investimenti.

 

Intanto, sul web, altri noti peracottari come Nicola Porro, Littorio Feltri, Giuseppe Sottile e la fidanzata di un nostro ex passato a De Benedetti, nonché Lucia Annunziata su Rai3, il Giornale e il solito Dagospia, ripetevano la fake news confondendo una legge del ’96 col recente dl Liquidità e un normale finanziamento bancario (ricevuto in 24 anni da chissà quante centinaia di migliaia di aziende) con un aiuto di Stato, anzi del governo Conte: chi sproloquiando contro le nostre campagne su Radio Radicale (che non chiede prestiti alle banche: vive di soldi pubblici), chi azzardando paragoni con Fca (che, diversamente da noi, ha sede all’estero ma prende prestiti garantiti dallo Stato italiano, essa sì per il decreto Conte, dopo aver poppato fiumi di miliardi dalla pubblica mammella).

cinzia monteverdi marco travaglio giorgia solari

 

Così la panzana ha fatto il giro delle fogne del web e l’unico quotidiano che non ha mai preso un euro dallo Stato è diventato un giornale finanziato dallo Stato. Anzi da Conte. Con questi signori ci vedremo in tribunale. Ma è stupefacente come neppure le precisazioni della nostra Ad Cinzia Monteverdi abbiano sortito rettifiche. Buon segno, comunque: i nostri record di crescita devono avere provocato coliche renali a parecchia gente...”

 

 

quotazione del fatto quotidiano marco lillo antonio padellaro peter gomez cinzia monteverdi marco travaglio

DAGO-RISPOSTA - Visto che Travaglio ci cita, non possiamo che fare Tarzan. Sia il direttore che la sua amministratrice Cinzia Monteverdi cercano di convincere i lettori che il fondo da loro utilizzato per garantire il prestito da 2,5 milioni ricevuto dal ''Fatto Quotidiano'' nulla ha a che vedere con le misure emergenziali anti-pandemia varate dal governo Conte, considerato molto vicino a Travaglio, essendo basato su una legge (la 662 del 1996) di 24 anni fa.

 

Ecco, questo è un falso, ma così falso che siamo sinceramente stupiti di leggerlo. Il finanziamento che hanno ricevuto, e soprattutto le condizioni a cui è stato erogato, sono legati proprio alle misure varate da Conte e i suoi ministri. Il Dl Cura Italia infatti prende questa famigerata legge del 1996 e la rivolta come un pedalino, ordinando al Mediocredito Centrale (che è al 100% statale) di garantire i fidi bancari a condizioni molto, molto agevolate.

 

Senza andare a spulciarsi tutto il decretone, che trovate qui e che parla delle modifiche alla legge del 1996 agli articoli 49 e 49-bis, potete leggere la più chiara circolare del Mediocredito Centrale (l'ente che ha garantito il prestito ricevuto dal ''Fatto'', controllato interamente da Invitalia, che a sua volta è al 100% del Ministero del Tesoro) e che rivoluziona il sistema disciplinato dalla legge del 1996.

 

travaglio conte

La circolare spiega che la garanzia è concessa a titolo gratuito, aumenta la soglia massima da 2,5 milioni di euro – la somma chiesta dal ''Fatto'' – a 5 milioni e snellisce le procedure altrimenti onerose e farraginose del già esistente fondo per le piccole e medie imprese.

 

È chiaro che il prestito non è lo stesso di quello FCA, e noi non l'abbiamo mai scritto. È stata proprio la società editoriale del ''Fatto'' a sbagliare il suo comunicato, parlando della Cdp come ente garante del finanziamento, prima di correggersi ed emettere un secondo comunicato.

 

Nel caso dei 6,3 miliardi garantiti a FCA Italy, la base legislativa è il Decreto liquidità, l'ente garante è la SACE (controllata da Cdp) ed è riservato a grandi aziende. Ma la ratio è identica: finanziamenti agevolati e garantiti dallo Stato per fronteggiare l'emergenza Covid, resi possibili dal governo Conte e a condizioni e per somme che prima non esistevano. Grazie a questo intervento pubblico, le banche (come Unicredit che ha dato i soldi al ''Fatto'') possono chiedere tassi molto più bassi di quelli del mercato, perché sanno che se le aziende vanno a gambe all'aria, ci penserà lo stato italiano, e dunque i contribuenti, a rimborsarle.

 

CIRCOLARE MEDIOCREDITO CENTRALE PRESTITI GARANTITI DALLO STATO DL CURA ITALIA

Aggiungiamo noi, nel caso del ''Fatto Quotidiano'', con una procedura che investe anche il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero del Tesoro, che devono dare l'ok ai fidi.

 

La norma originaria garantiva fino all 80% garantiti dallo Stato, mentre la nuova, quella di cui ha usufruito la società editrice, derivante dal ''Cura Italia'', prevede il 90% garantito dallo Stato e un iter procedurale semplificato.

 

Dunque l'intervento del governo c'è, e con un certo grado di discrezionalità, esattamente come per molte altre imprese. Ma non ci venissero a raccontare che il finanziamento annunciato maldestramente la settimana scorsa non ha niente a che vedere con l'attuale governo o con le misure per contrastare la crisi economica scatenata dalla pandemia.

 

 

Ultimi Dagoreport

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...

meloni berlusconi tajani marina pier silvio barelli

DAGOREPORT – MELONI IN TILT CON IL SUO PRIMO "AIUTO-CAMERIERE" TAJANI RIDOTTO DAI BERLUSCONES A UNO ZOMBIE: LA DUCETTA HA BISOGNO PIU' CHE MAI DI AVERE A SUA DISPOSIZIONE FORZA ITALIA NELLA MAGGIORANZA MA "LA FAMIGLIA" NE HA PIENE LE SCATOLE DELL'AUTORITARISMO DEI "CAMERATI D'ITALIA", VUOLE UN PARTITO DAL VOLTO NUOVO, LIBERALE E MODERATO, CON BUONI RAPPORTI CON L'UE, AVVERSO SIA AL TRUMPISMO SIA AL PUTINISMO - GIA' AVVISATA LA "FIAMMA MAGICA" CHE MEDIASET NON SARA' PIU' DISPONIBILE A FARE IL MEGAFONO DEL MELONISMO AVARIATO - ORA TAJANI SARÀ MESSO ALLA PROVA SULLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE CHE FAVORISCE SOLO FDI – LA “NUOVA” FORZA ITALIA NON ANDRA' A SINISTRA, RIMARRÀ NEL GOVERNO FINO AL 2027 MA, PRIMA DELLE ELEZIONI, SI DOVRÀ RIDISCUTERE IL PROGRAMMA DELLA COALIZIONE - SE NON SI TROVERA' LA QUADRA, FORZA ITALIA AVRA' LE MANI LIBERE: DEL RESTO, IL PPE (DI CUI GLI AZZURRI FANNO PARTE) IN EUROPA E IN GERMANIA, GOVERNA CON I SOCIALISTI....

matteo renzi silvia salis

DAGOREPORT: PRIMARIE SI’ O NO? - SE DECIDERA' DI RICORRERE AI GAZEBO, IL CAMPOLARGO CHIAMERÀ L’ADUNATA POPOLARE TRA GENNAIO E FEBBRAIO 2027. AL MOMENTO IN CAMPO CI SONO ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE (AMBEDUE CONTRARISSIMI AL "PAPA STRANIERO") - MATTEO RENZI, TUTOR DI SILVIA SALIS, SPINGE PERCHÉ LA SINDACA DI GENOVA SIA DELLA PARTITA, ACCETTANDO DI CONTARSI ALLE PRIMARIE, FONDAMENTALE PER AVERE L'INVESTITURA DI LEADER DELLA “CASA RIFORMISTA”, LA FORMAZIONE LIBERAL-CENTRISTA IN COSTRUZIONE CHE DEVE AFFIANCARE IL SINISTRISMO DEL PD-ELLY E IL "PROGRESSISMO" A 5STELLE DI CONTE - MA L'EX MARTELLISTA TENTENNA, NICCHIA, PRENDE TEMPO IN ATTESA DI SONDAGGI A LEI PIU' FAVOREVOLI...

viktor orban - giorgia meloni - 7

URBI ET ORBAN! IL TONFO DI VIKTOR NON DIVIDE SOLO LA MAGGIORANZA DI GOVERNO (FORZA ITALIA ESULTA): APRE UNA CREPA ANCHE DENTRO LA “FIAMMA MAGICA” DI PALAZZO CHIGI: UN ESPONENTE DI SPICCO E' RIMASTO DI STUCCO DI FRONTE AL MESSAGGIO DI CONFORTO E SOLIDARIETA' DI GIORGIA MELONI ALL''AMICO'' UNGHERESE USCITO SCONFITTO – MERCOLEDÌ ARRIVA A ROMA ZELENSKY A CACCIA DI SOLDI E DOVRÀ INDOSSARE LA MASCHERA DI ATTORE CONSUMATO PER DISSIMULARE L'IRRITAZIONE VERSO IL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA CHE NON HA FATTO MAI MANCARE IL SUO SOSTEGNO AL TRUMPUTINIANO ORBAN, AUTORE DEL VETO AL FINANZIAMENTO EUROPEO DI 90 MILIARDI ALL'UCRAINA - PER NON PARLARE CHE LA MELONI PRO-UCRAINA (A PAROLE) MAI HA APERTO LA BOCCUCCIA QUANDO IL SUO "AMICO" TRUMP HA FATTO PRESSIONI (EUFEMISMO) SU ZELENSKY DI CALARE LE MUTANDE ALLE RICHIESTE DI PUTIN... - VIDEO