matteo salvini fabrizio salini

COME DAGO-ANTICIPATO DA GIORNI, DIETRO GLI ATTACCHI A SANREMO C'È IL BORDELLO NOMINE, LE ELEZIONI POLITICHE, LA VOGLIA DI SILURARE SALINI DA PARTE DI LEGA E PD - IL NEO DIRETTORE DI RAI1 COLETTA È ARRIVATO A GIOCHI GIÀ FATTI E NON GOVERNA SANREMO, L'AD SALINI NON HA PIÙ IL SOSTEGNO DEL CDA E I RAPPORTI CON IL PRESIDENTE FOA, DURISSIMO SULLE SCELTE FESTIVALIERE, SONO AL MINIMO STORICO. E IN PIÙ CI SI METTE LA PUBBLICITÀ, CHE NEL 2019 È CALATA RISPETTO AL 2018

CANDELA - LA VEEMENZA DEGLI ATTACCHI POLITICI NASCONDONO UN OBIETTIVO PIÙ GROSSO: L'AD SALINI, CHE SIA LEGA CHE PD VORREBBERO SILURARE AL PIÙ PRESTO. SALVINI CHE CHIEDE L'ESCLUSIONE DI JUNIOR CALLY, IL PD CHE ESPLODE PER LA FRASE ''UN PASSO INDIETRO'', FOA, BORIONI...

Dagospia, 19 gennaio 2020

https://m.dagospia.com/candela-dietro-alla-gragnuola-di-polemiche-su-sanremo-c-e-anche-la-lotta-politica-in-rai-224554

 

 

 

IN RAI È ALLARME PUBBLICITÀ L'AD SALINI SOTTO PRESSIONE

Mario Ajello per “il Messaggero

 

Allarme Sanremo. Ma allarme tutto in Rai. Ai piani alti di viale Mazzini c'è la grana della pubblicità che va male e questo rende ancora più agitata una situazione di profonda incertezza di cui il pasticciaccio del festival - gira voce che salti anche la presenza di Georgina, la fidanzata di Ronaldo, annunciata tra le vallette - è soltanto la spia più visibile e quella naturalmente di maggior impatto nazionale popolare.

fabrizio salini foto di bacco (1)

 

GLI INTERESSI

Su Sanremo, gestita da Salini personalmente con Amadeus, senza aver coinvolto la ex direttrice di Rai1, Teresa De Santis - si stanno giocando equilibri politici instabili, guerre per interposta persona, grandi manovre e interessi personali. Dal 1951 a oggi non c'è edizione che non sia accompagnata da polemiche e il Festival numero 70 non fa eccezione, ma si svolge, tra due settimane, in una fase particolarissima in cui il neo direttore di Rai1 Coletta è arrivato a giochi già fatti e non governa Sanremo, l'ad Salini non ha più il sostegno del Cda e i rapporti con il presidente Foa, durissimo sulle scelte festivaliere, sono al minimo storico.

 

marcello foa salvini

Nella raccolta pubblicitaria, la Rai (con 636 milioni di euro) perde 14 milioni dal 2018 al 2019. Nonostante Mediaset nel 2019 abbia lasciato sul mercato i 100 milioni che aveva incassato per i mondiali (pagati ben 80 milioni nonostante l'assenza dell'Italia).

E per di più, sul 2020 è prevista un'altra correzione al ribasso soprattutto dopo le previsioni ottimistiche su Sanremo, che stanno creando molto allarme. Perché oltre alle polemiche rischiano di pesare le assenze: di Georgina s'è detto, di Monica Bellucci si sa e dopo Salmo - che doveva essere, e invece no, ospite d'onore alla prima serata - potrebbe saltare anche Ultimo, annunciato come ospite d'onore alla finale.

 

I TELEGIORNALI

JUNIOR CALLY CON AMADEUS

Per non dire dei dati sull'audience dei tiggì, in costante discesa, così come gli ascolti in generale. Ad agitare le acque già burrascose si aggiunge la rivolta degli interni contro gli esterni, accusati di guadagnare di più nei programmi di rete.

Sulla guerra intorno al rapper Junior Cally, sulla cui partecipazione al festival Foa sta facendo fuoco e fiamme (Una presenza eticamente inaccettabile), per le sue istigazioni alla violenza contro le donne, si sta consumando lo scontro politico che in Rai ormai riguarda tutto, basti pensare a ciò che è accaduto con le ultime nomine di Salini.

 

antonella clerici amadeus diletta leotta

LA LOTTA

La Lega contro M5S, con Alessandro Morelli - responsabile editoria per Salvini - che chiede le dimissioni di Salini montando sopra il caso del rapper sessista. «Mi vergogno di quel cantante che paragona donne come troie, violentate e usate come oggetti. Lo fai a casa tua, non in diretta Rai e a nome della musica italiana», twitta il leader leghista. Molte le repliche su quel «a casa tua».

 

La lotta dura tra gli ex padroni in condominio della Rai al tempo giallo-verde investe ogni ambito. Salvini si sente ridimensionato in Rai dopo le nomine volute dall'ad e nonostante spopoli in tutti i canali e in tutte le trasmissioni come recordman di presenze, anche nel suo giro elettorale di ieri in Emilia ha attaccato: «La Rai racconta male la realtà, non la vuole vedere, e fa vedere soltanto le Sardine».

 

GIUSEPPE CARBONI

ASSE PARADOSSALE

E sul Tg, che tutti vorrebbero togliere a M5S, è nato un asse paradossale - come in altri ambiti - tra la Lega e il Pd. Obiettivo: spingere Salini - «Fa tutto da solo su tutto», è l'accusa trasversale dentro e fuori dal mondo Rai - a scaricare il direttore Carboni ma quello resiste. Pur non avendo più una maggioranza in Cda, dove lo schema e questo: Pd e Lega da una parte, M5S e Fratelli d'Italia dall'altra, cioè a sostegno dell'ad. Che può contare, assai, anche sul bastione Amadeus, che naturalmente non è Mozart, ma dopo Sanremo come dopo il voto emiliano comincia tutta un'altra storia. Magari nel segno del post-Salini.

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