streaming netflix amazon nbc disney apple comcast at&t

IL CONTENUTO È NULLA SENZA IL CONTROLLO – NON SI SA ANCORA CHI VINCERÀ LA GUERRA DELLA TV ONLINE, MA DI CERTO C’È UN SOLO GRANDE SCONFITTO: IL PUBBLICO – CON L’ARRIVO DI DISNEY, APPLE E HBO SUL MERCATO, A PARITÀ D’OFFERTA BISOGNERÀ SPENDERE ALMENO IL DOPPIO – I SEGNALI DELLA SATURAZIONE CI SONO GIÀ TUTTI: NETFLIX PERDE ABBONATI NEGLI USA E LA PIRATERIA AUMENTA…

 

 

 

netflix and chill

Gianmaria Tammaro per www.esquire.com/it

 

Fino a qualche mese fa, scrive Variety, tutti i contenuti più popolari – Friends, i film Disney, quelli Marvel – erano caricati su un’unica piattaforma, cioè Netflix. Con il prossimo arrivo di Disney+ e di Hbo Max, però, le cose stanno per cambiare. E il pubblico, se vorrà continuare a vedere gli stessi titoli, dovrà abbonarsi a più servizi.

muppets apple tv+

 

apple tv+ 17

È questo, insomma, il problema: a parità d’offerta, bisogna spendere più soldi. Certo, ogni piattaforma ha il suo piano e il suo archivio, e ognuna di esse ha i suoi obiettivi. Ma anche con un banalissimo calcolo – l’abbonamento di Netflix, quello di Apple tv+, quello di Disney+, quello, ora, di Hbo Max – appare evidente che i costi, per lo spettatore medio, sono quantomeno raddoppiati. E parliamo di abbonamenti mensili, non annuali (in questo, forse, Amazon Prime Video ha mostrato ancora una volta la sua lungimiranza).

 

disney+ 4

Quindi chi è, alla fine, che ci rimette? Nel breve e più immediato periodo, è il pubblico: costi più alti, offerta di contenuti maggiore ma, allo stesso tempo, troppo specifica e radicata nella singola realtà (le cose di Hbo solo su Hbo Max; le cose Disney solo su Disney+). A lungo andare, però, anche le piattaforme ne risentiranno. Il caso di Netflix, che per la prima volta nella sua storia ha perso abbonati negli Stati Uniti, il mercato dov’è più forte e attiva, ne è un esempio. In parte, è l’effetto dell’ennesimo aumento dei prezzi; e in parte, anche, il depotenziamento dell’archivio (la scomparsa di quei titoli che citavano all’inizio).

disney+ 5

 

L’industria si sta assestando, e il pubblico – che resta sempre lo stesso, con le stesse risorse, e con gli stessi interessi – si sta ridistribuendo. In questa corsa all’ultimo abbonato, contano due cose. Prima di tutto, ovviamente, i contenuti. E in questo senso la Disney, che ha già pronte diverse serie e ne ha annunciate altre, sembra a buon punto. Poi la tecnologia. E mentre i contenuti sono importanti per attirare abbonati e catturare la loro attenzione, la tecnologia è fondamentale per convincerli a rimanere: se una serie, o un film, si vedono male, o se ci sono problemi con l’interfaccia tecnologica, molto difficilmente un abbonato rinnoverà il suo contratto.

NETFLIX AUMENTA IL PREZZO DEGLI ABBONAMENTI

 

L’effetto più immediato di questa proliferazione di piattaforme streaming potrebbe essere il ritorno alla pirateria. Ma anche, suggerisce Variety, il ritorno delle pay tv: anziché scegliere cosa guardare, dove abbonarsi, a chi “credere”, gli spettatori potrebbero decidere – per pigrizia, certo, ma anche per semplificare – di tornare a una programmazione lineare, più chiara e immediata, dove a spesa precisa corrisponde servizio preciso. È un controsenso, è vero; ma potrebbe essere il sintomo più evidente di un problema più grande. E cioè: l’effettiva incapacità di un sistema di darsi delle regole e una forma, di trovare un equilibrio e, soprattutto, un punto di contatto con il pubblico.

disney+ 3

 

Il futuro potrebbe essere rappresentato da un’unica interfaccia, dove vengono raccolti più servizi e viene proposto al cliente un unico costo (è quello che sta facendo Sky, con Sky Q, in Nord Europa e, prossimamente, anche qui in Italia). Oppure si potrebbe tornare alla singola transizione: abbandonare il modello delle SVOD, cioè dell’on demand per sottoscrizione, e tornare al TVOD, lo stesso modello che avevano – e hanno ancora – Google Play e iTunes, e che in Italia è stato rilanciato da Chili. In breve: paghi solo quello che vuoi vedere.

netflix on tv 4

 

Prima di arrivare a questo futuro, però, la situazione – e lo scrive anche Variety – potrebbe essere totalmente diversa. Il mercato non ha ancora affrontato, e vinto, la sua crisi più dura. Tutte queste piattaforme devono ancora arrivare e avere un impatto effettivo sul pubblico e sull’industria. Bisognerà aspettare. Probabilmente qualche anno. Probabilmente meno. Intanto, però, a rimetterci saranno gli spettatori – e, di contro, la parte creativa: attori, registi, scrittori. Se le piattaforme non rientreranno dei costi sostenuti, dovranno abbattere la produzione. E abbattendo le produzioni, diminuiranno i lavori. Diminuendo i lavori, e le produzioni, diminuiranno anche gli elementi d’attrattiva per l’audience. E via così, in una spirale discendente.

disney+ 2sesso e netflixdisney+ 1

Ultimi Dagoreport

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE LE SUE CERTEZZE: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…