gruppo memphis

IL DESIGN PRIMA DI TUTTO - ALLA TRIENNALE DI MILANO, UNA MOSTRA CHE RACCOGLIE OLTRE 200 MOBILI E OGGETTI REALIZZATI, FRA IL 1981 E IL 1986, DAL "GRUPPO MEMPHIS" - ERA UN PROGETTO CHE NASCEVA DALLA VOLONTA' DI ETTORE SOTTSASS DI METTERE IN DISCUSSIONE IL MINIMALISMO FUNZIONALISTA DEL DESIGN DEGLI ANNI '70 E I SUOI CANONI PREVEDIBILI - IL GRUPPO EBBE VITA BREVE, MA IL SUO IMPATTO SUL DESIGN E' STATO MOLTO FORTE - IL NOME VIENE DA UN VERSO DELLA CANZONE DI BOB DYLAN...

i fondatori del gruppo memphis sul tawaraya boxing ring disegnato da masanori umeda

Silvana Annicchiarico per “la Repubblica - Design”

 

Non fu una scuola. Ma neppure un movimento o una corrente. Le scuole e i movimenti nascono dall’adesione a un progetto, dalla condivisione di un'estetica. Memphis nasce invece da una secessione: nel 1979 Ettore Sottsass lascia il gruppo Alchimia che aveva contribuito a fondare con Alessandro Mendini e Alessandro Guerriero, e che aveva costituito una tappa importante nell'intensa stagione del design radicale italiano.

 

Ma Mendini e Guerriero vedevano in Alchimia un atelier votato soprattutto alla produzione di prototipi o di pezzi sperimentali. Sottsass invece vuole confrontarsi con l'industria. Ambisce a realizzare progetti capaci - come ha scritto bene Barbara Radice - di "prendere in contropiede" la produzione corrente, con l'intento di mettere in discussione il minimalismo funzionalista e inaridito dell'industria) design degli anni Settanta.

il mobile ginza di masanori umeda 1

 

Memphis nasce così: con il proposito di intercettare i sogni e i bisogni di una società sempre più inquieta e insofferente di regole troppo rigide o di canoni prevedibili e ripetitivi. E ha una data di nascita ufficiale, 1'11 dicembre 1980, quando nella casa milanese di Sottsass si ritrovano alcuni dei designer e dei progettisti destinati a diventare esponenti di punta del gruppo, da Michele De Lucchi ad Aldo Cibic, da Matteo Thun a Marco Zanini.

 

Barbara Radice si occuperà della direzione artistica, Ernesto Gismondi sarà il presidente del gruppo. Il nome viene da un verso della canzone di Bob Dylan Stuck Inside of Mobile with the Memphis Blues Again, che quella sera - narra la leggenda - avrebbe risuonato più volte sul giradischi di casa Sottsass. Memphis, del resto evocava sia la città di Elvis Presley sia una delle capitali dell'antico Egitto (Menfi), a significare fin dal nome la volontà del gruppo di fondere cultura alta e cultura bassa, e di attingere ai riferimenti culturali e formali più disparati.

divano dublin di marco zanini

 

Nei pochi anni della sua esistenza, in effetti, Memphis opererà un melting pot di Futurismo e art deco, di pop arte di kitsch, sempre con un'attenzione molto curiosa ai nuovi materiali come il laminato plastico e con un uso connotativo del colore, fatto esplodere in tutte le sue cromie più sgargianti, in tutti i pezzi più rappresentativi del gruppo, dagli arancioni e rossi assoluta-mente solari del divano Dublin di Zanini all'arcobaleno cromatico che risplende nel mitico Carlton di Sottsass.

 

dettaglio del mobile divisorio carlton di ettore sottsass

A Memphis e alla sua breve esperienza è dedicata ora la mostra Memphis Again, a cura di Christoph Radl, dal 18 maggio al 12 giugno alla Triennale di Milano: un'esposizione che raccoglie oltre 200 fra mobili e oggetti realizzati fra il 1981 e il 1986 dai progettisti del gruppo, e che consente di gettare uno sguardo al tempo stesso sinottico e frontale su una delle stagioni più feconde (e più apprezzate sul piano inter- nazionale) del design italiano. A rivederli oggi, molti di quegli oggetti colpiscono per la loro natura totemica e robotica: artefatti come il già citato Carlton di Sottsass o il Ginza di Masamori Umeda spiccano come presenze fantasmatiche, si sottraggono a ogni diktat funzionale, disegnano storie e mondi possibili.

 

la sedia first di michele de lucchi

Giocando sulla composizione di forme geometriche primarie (cerchi, quadrati, triangoli e rettan-goli ma anche cilindri, cubi e sfere), Memphis trasforma la geometria in drammaturgia e fa irrompere l'immaginazione nell'arredo domestico. L'esposizione in Triennale non vuol essere né un omaggio né una storicizzazione, ma intende offrire al pubblico la possibilità di confrontarsi con l'aspetto emozionale di quella straordinaria produzione: una tappa che ha cambiato per sempre e in modo irreversibile l'idea stessa di design, e la cultura del pro-getto delle generazioni successive.

poltrona romabel air shirelampada ashokade lucchi 1de lucchi 35de lucchitavolo kristalllampada supermichele de lucchi 1memphis 5memphis sottsassil mobile ginza di masanori umeda 2

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)