pierluigi diaco mara venier

IL DIACO VIEN DI NOTTE - '''IO E TE' TORNERÀ ANCHE A GENNAIO. ADESSO CI SARANNO LE INTERVISTE A BIANCA BERLINGUER, VITTORIO FELTRI, PAOLA BARALE E A PAOLO BONOLIS - VASCO ROSSI È UN MITO, MA È L' UNICO CUI NON HO MAI CHIESTO NULLA PERCHÉ CI RIMARREI TROPPO MALE SE MI DICESSE DI NO - SONO DROGATO DALLA RADIO E DALLE STORIE DEGLI ALTRI. LA RADIO TI REGALA LE ANTENNE SULL'UMORE DEL TUO PAESE''

 

 

Paolo Giordano per “il Giornale

 

Intanto diciamo subito che Pierluigi Diaco è una delle sorprese della stagione tv. Proprio lui, che ha 42 anni, fa radio da 27 anni e non era certo un habitué dei palinsesti. È partito pian piano su Rai1, d' estate, dopo pranzo, con un format pensato e condotto in prima persona, ossia Io e te, un salotto garbato nel quale si parla e ci si racconta. Poi la rete l' ha «promosso», sempre con Sandra Milo e Valeria Graci, in seconda serata al sabato dopo Ulisse di Alberto Angela et voilà!, ecco un successo che va oltre la contabilità dello share, comunque buono. «Non me lo aspettavo», ammette parlando di corsa come sempre.

pierluigi diaco foto di bacco

 

Diaco, Io e te di notte è diventato un caso e le interviste a Milly Carlucci o a Pippo Baudo sono state riprese da social e da siti news.

«La liturgia della tv ha bisogno di improvvisazione».

 

Vuol dire che improvvisa?

«L' altro giorno una signora per strada mi fa: Ma con Baudo avevate preparato tutto, vero?. Ennò. Anche la sua versione di E se domani di Mina con me alla chitarra acustica è venuta così, senza preparazione. Le mie domande sono spontanee, non c' è nulla di preparato a parte le clip e le fotografie. E il pubblico sembra che se ne accorga».

 

Qual è l' xfactor di Io e te di notte?

io e te, pierluigi diaco intervista umberto smaila 3

«Spesso in tv non emerge la curiosità del conduttore. Io sono curioso e ho imparato tanto da Maurizio Costanzo, che è curiosissimo. E poi la correttezza. Io sulla correttezza non transigo. Non faccio sgambetti pur di trovare una notizia».

A proposito, è anche autore del Costanzo Show.

«E non lavorare soltanto per te stesso aiuta a tenere a bada le fregole dell' ego».

 

E conduce anche in radio, su Rtl 102.5.

«Io conduco in tv come se fossi in radio, non cambia nulla. Dal punto di vista esistenziale, potrei fare a meno della tv, ma della radio no. Sono drogato dalla radio e dalle storie degli altri. La radio ti regala le antenne sull' umore del tuo paese».

Difatti a Non Stop News raccontate la cronaca.

«E con i bravissimi Fulvio Giuliani e Giusi Legrenzi abbiamo trovato un equilibrio ormai naturale. È una magia quotidiana e sono molto orgoglioso di lavorare con loro».

sandra milo pierluigi diaco

 

Diaco ha fatto migliaia di interviste. C' è qualche rimpianto?

«Una volta a Chiambretti C' è sono stato molto poco dolce con Mino Reitano. Poi mi sono accorto che non meritava la mia supponenza».

A Io e Te di notte ci sono ancora Sandra Milo e Valeria Graci.

«Sandra Milo a 86 anni ha ancora una disinvoltura pazzesca. Sono felicissimo di lei e anche di Valeria. Sa, io non amo particolarmente i comici e cercavo una ragazza che avesse una spiccata chiave comica ma che fosse naturale e spontanea. Valeria è proprio così».

 

Insomma, la squadra funziona.

«Adesso chiudiamo questa fase con le interviste a Bianca Berlinguer, a Vittorio Feltri, a Paola Barale e a Paolo Bonolis. E poi posso dire che siamo stati confermati anche per un nuovo ciclo di Io e te di cinque puntate, sempre dopo Alberto Angela. Dal 4 gennaio fino al primo febbraio. Poi c' è Sanremo».

Magari Diaco andrà a Sanremo.

«Non credo».

Però il Festival quest' anno potrebbe ricordare un po' meglio del solito Franco Califano, suo amico e grande autore un po' dimenticato.

pierluigi diaco bianca berlinguer foto di bacco

Magari istituendo un premio a suo nome.

«Io ne sarei contento se ci pensasse Amadeus, che è un uomo molto sensibile».

 

Io e te usa una canzone di Vasco Rossi come sigla. Perché non invitarlo?

«È un mito, ma è l' unico cui non ho mai chiesto nulla perché ci rimarrei troppo male se mi dicesse di no. Se venisse, gli chiederei del suo presente, non del suo passato».

 

E il futuro di Diaco?

«Mi piacerebbe fare ancora Io e te. È un programma che ho pensato io e che mi somiglia. A pensarci bene, in Italia sono anni che non nasce un programma seriale. Non parlo di format, ma di programmi originali».

Ma in Rai spesso tutto dipende dalla politica.

«Non vivo di queste preoccupazioni e mi occupo del prodotto. Nelle aziende pubbliche, come in quelle private, le dirigenze cambiano, fa parte della vita, lo sappiamo tutti».

Idee chiare.

«Tanti anni fa, Roberto D' Agostino mi disse che le carriere non si fanno con il talento ma con il carattere. Ho sempre tenuto a mente quel consiglio».

pierluigi diaco valeria graci io e te

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO