lucio dalla

DICE CHE ERA UN BELL'UOMO E VENIVA, VENIVA DAL MARE... – MOLENDINI: "LUCIO DALLA È NATO 2 VOLTE. LA PRIMA DATA È NOTA: 4/3/43. LA SECONDA È 17/4/71, IL GIORNO IN CUI RINASCE CON LA CANZONE CHE SI DOVEVA CHIAMARE “GESÙ BAMBINO” - LUCIO L'HO VISTO PER LA PRIMA VOLTA PROPRIO PER IL JAZZ. UN TIPO STRANO, INCOLTO, L'ARIA DA BARBONE CHE SE NE STAVA TUTTO SOLO. IMPOSSIBILE PENSARE CHE SAREBBE DIVENTATO UNO DEI MAGGIORI PROTAGONISTI DELLA NOSTRA MUSICA" – VIDEO

 

Marco Molendini per Dagospia

 

LUCIO DALLA

Lucio Dalla è nato due volte. La prima data è nota: 4/3/43. La seconda è 17/4/71, segna l'inizio della settimana in cui Lucio esordisce in testa alla hit parade e il giorno in cui rinasce con la canzone che si doveva chiamare Gesù bambino. Un mese e mezzo dopo Sanremo, dopo tante illusioni e porte sbattute in faccia, il successo gli spalanca la strada. Dalla diventa un altro, un talento che matura poco a poco fino a esplodere alla fine degli anni 70 e a realizzarsi pienamente negli anni 80, gli anni di canzoni pazzesche dettate dalla fantasia liberata, da un estro musicale, dal gusto, dalla prosa fertile, dalla voracità, dalla capacità di assorbire tutto.

 

lucio dalla arbore striminzitic show

E per anni Lucio ha assorbito. Con il suo dono naturale, il suo sentirsi diverso in tanti modi. Era un tipo buffo, pieno di entusiasmi, cucinatore di balle senza misura, simpatico a volte ruvido. Mi piaceva Lucio. L'ho conosciuto per lavoro, frequentato per lavoro, so che a unirci, al di là degli interessi professionali, lui musicista io giornalista, c'era la bolognesità e c'era la passione comune per il jazz.

 

mostra fotografica su lucio dalla (3)

Lucio l'ho visto per la prima volta proprio per il jazz. A uno di quei favolosi festival che organizzavano Alberto Alberti e Cicci Foresti, nella nostra città, festival pieni di grandi nomi, Charles Mingus, Dexter Gordon, Keith Jarrett, Cecil Taylor. Me lo ricordo benissimo, anche se non sapevo chi fosse. Ma era impossibile non notare fra le poltrone del teatro Comunale quel tipo strano, incolto, l'aria da barbone che se ne stava tutto solo e seguiva ogni concerto con vorace attenzione. Impossibile pensare che sarebbe diventato uno dei maggiori protagonisti della nostra musica e probabilmente il più originale.

Keith Jarrett

 

Eppure Dalla, a quel tempo, già ci provava a diventare Dalla. Aveva fatto canzoni che avevano avuto una qualche risonanza come Pafff.. bum e Quando ero soldato, dopo che Gino Paoli l'aveva spinto fuori dai Flippers e a cercare la carriera solitaria.

 

lucio dalla quando dico che ti amo

Ma c'era ancora da pedalare,. E Lucio pedalava. Ha pedalato fino a quando non ha scritto quel pezzo dal sapore autobiografico, anche se il testo era di Paola Pallottino, e che ammiccava alla sua storia fin dalla copertina del 45 giri con una freccia che indicava la casa pugliese a Manfredonia dove passava le estati (Renzo Arbore ricorda di averlo conosciuto fin da allora perché Iole Melotti cuciva i vestiti di sua madre).

 

lucio dalla il santo patrono 1

Con Gesù bambino ribattezzata 4/3/43, Dalla torna a Sanremo dove finalmente non viene bocciato: al debutto del '64 al Cantagiro con Lei (non è per me), cover di una canzone di Bessie Smith, Careless Love, era stato preso a pomodorate, al Festival del '66 mandato via subito, mentre a quello del '67 era diventato trasparente perché Bisogna saper perdere divenne un successo dei Rokes. Nel '71 riesce ad arrivare terzo (quell'anno vinse Il cuore è uno zingaro cantata da Nada e Nicola Di Bari, davanti a Che sarà dei Ricchi e poveri, terzo Dalla, davanti a Celentano e Modugno). E' la svolta. E dire che quella canzone aveva contravvenuto a una delle regole sacre del regolamento sanremese, l'essere inedita. Perché Dalla già l'aveva cantata in pubblico qualche tempo prima, come testimonia un cd pubblicato anni fa da un'etichetta indipendente e che propone quel pezzo registrato dal vivo in un locale bolognese prima del Festivalone. Ma chissenefrega. E' un capolavoro.

LUCIO DALLA

 

lucio dalla il santo patrono

Proprio a Sanremo ho rivisto Lucio l''ultima volta, pochi giorni prima che se ne andasse, a 69 anni da compiere. La notizia arrivò di mattina: «L'ultimo scherzo di Lucio: l'addio silenzioso e improvviso, in punta di piedi per uno come lui che in punta di piedi non c'è mai stato» ho scritto sul Messaggero.

 

LUCIO DALLA PAOLA PALLOTTINO

Lo ricordo con un aristocratico bastoncino da passeggio che lo faceva assomigliare un po' a Charlot, a cui si appoggiava per i postumi di una caduta e che abbandonava solo per salire su un podio di perspex da cui dirigeva l'orchestra e sottolineava con rari gorgheggi Nanì, la canzone del suo ultimo protegè Pierdavide Carone. E ricordo le nottate nel dopo festival privato al bar dell'Hotel Londra a chiacchierare e tirare tardi con l'aria sorridente, mestamente soddisfatta (non era il solito Lucio inarrestabile), anche di quel suo nuovo ruolo, seminascosto.

mostra fotografica su lucio dalla (2)

 

Tanto a giorni sarebbe poi di nuovo ripartito per un giro di concerti europei, il viaggio che lo ha portato anche a Montreux, per la sua ultima tappa. Se ne è andato così, di mattina lasciando il corredo prezioso dei suoi pezzi, capaci di essere sofisticati, cantautorali, essenziali, dotati di una scaltrezza veloce, decisamente popolari. A volte ultrapopolari come Attenti al lupo e come la stessa Caruso, la più conosciuta, canzoni ritratto del magistrale talento di un singolare personaggio, in magico equilibrio fra l'essere geniale e l'essere sbruffone.

lucio dalla francesco de gregori banana republic lucio dalla il santo patrono 2Keith jarrett piano mostra fotografica su lucio dalla (4)LUCIO DALLA - ISABELLA ROSSELLINI - LUCIANO DE CRESCENZOmostra fotografica su lucio dalla (5)LUCIO DALLALUCIO DALLALUCIO DALLAlucio dalla gianni morandimarco molendini foto di baccoron lucio dallalucio dallapadre pio lucio dalla

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