IL DIVANO DEI GIUSTI/1 - CHE VEDIAMO STASERA? TANTO LO SO CHE STATE VEDENDO SU SKY LA SECONDA STAGIONE DELLA PREMIATISSIMA E VOLGARISSIMA SERIE AMERICANA “WHITE LOTUS” SUL SESSO MERCENARIO E RAPPORTI DI CLASSE FRA RICCHI E MENO RICCHI. SERIE TERRIBILE TRASHISSIMA, CON GLI ITALIANI CHE FANNO I SOLITI RUOLI ASSURDI DEI PEZZENTI COL CAPPELLO IN MANO E LA MUTANDA CALATA, MA TOTALMENTE GODIBILE COME STRA-STRA-STRACULT - DECISAMENTE PIÙ ELEGANTE, TROVATE STASERA SU SKY ARTE IL DOCUMENTARIO DI FABRIZIO CORALLO "VIRNA LISI LA DONNA CHE RINUNCIÒ A HOLLYWOOD"… - VIDEO

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Marco Giusti per Dagospia

 

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Che vediamo stasera? Tanto lo so che state vedendo su Sky la seconda stagione, molto più birichina della prima su sesso mercenario (“ma anche coi vecchi?” – “Sì… sì…”) e rapporti di classe fra ricchi e meno ricchi (“alla fine mi sento al sicuro solo con gli altri miliardari…”), della premiatissima (10 Emmy) e volgarissima serie americana “White Lotus”, ideata e diretta da Mike White ambientata stavolta in quel di Taormina, col San Domenico camuffato appunto da White Lotus e Sabrina Impacciatore favolosa come Valentina, direttrice del resort dalla battuta sempre cattiva (“Indovina chi sono?” le chiede la ricca americana sovrappeso mostrando il suo outfit sgargiante. “Peppa Pig?” risponde Sabrina. “Ma no! Monica Vitti!” seee…), dove arriva un gruppo di ricconi americani e inglesi a svacanzare.

 

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F. Murray Abrahams nel ruolo del nonno sporcaccione di Adam Di Marco, belloccio che si dice inutilmente laureato a Stanford, se ne esce con uno scorreggione davanti a una impassibile Sabrina Impacciatore. So’ americani… Jon Gries nel ruolo di Fref, ricco marito della ricca Tanya di Jennifer Coolidge, prima di iniziare un weekend di sesso più promesso che sentito se ne esce con un terribile “prima mi devo sciacquare le palle”. E Tanya si auto-risponde prontamente “Pensa sempre a me…”.

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Infatti… Si spogliano soprattutto i maschi, cioè i due mariti bellocci ma inespressivi con tanto di chiappe all’aria Theo James e Will Sharpe di Morgan Fahy e della favolosa Aubrey Plaza, miglior attrice del mucchio, ma più per far contento gli showrunner gay di Hollywood, mentre le due hookers italiane, Beatrice Grannò e Simona Tabasco vanno alla ricerca di maschi da spennare. Ma anche la segretaria di Tanya, Portia, interpretata da Haley Lu Richardson, ritrovandosi da sola nell’albergo va testualmente, come dice alle amiche, “a caccia di cazzi”.

 

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Il tutto è condito da canzoni italiane celebre, da “A far l’amore comincia tu” a “Bocca di Rosa” messe assolutamente a capocchia. Serie terribile, trashissima, con gli italiani che fanno i soliti ruoli assurdi dei pezzenti col cappello in mano e la mutanda calata, ma totalmente godibile come stra-stra-stracult. E Sabrina Impacciatore è la nostra nuova star. Ditelo al nuovo ministro della cultura, Genny Sangiuliano. Ottima per fare il biopic su Oriana Fallaci.

Virna Lisi la donna che rinuncio a Hollywood Virna Lisi la donna che rinuncio a Hollywood

 Decisamente più elegante, trovate stasera su Sky Arte in prima visione il documentario di Fabrizio Corallo "Virna Lisi la donna che rinunciò a Hollywood", dove il cuore del racconto della vita della celebre attrice è proprio quando andò a Hollywood e, prontamente, ritornò a Roma dove stava decisamente meglio. Va detto che non riuscì però a fare a Hollywood nessun grande film. E al nostro pubblico sembrò un'assurdità vederla protagonista in un ruolo da Marilyn italiana in "Come uccidere vostra moglie" di Richard Quine con Jack Lemmon doppiata da greca!

 

Virna Lisi la donna che rinuncio a Hollywood Virna Lisi la donna che rinuncio a Hollywood

Il problema di virna Lisi a Hollywood, leggendo le cronache americane del tempo, sembra piuttosto che, pur bellissima, non riuscisse a parlare l'inglese. Jack Lemmon parla anche della terribile gelosia del marito che faceva delle improvvisate sul set, visto che aveva fatto giurare ai produttori che non si sarebbe mai spogliata. Comunque sia non rimase molto in America e ritornò forte di una fama che non aveva però prodotto nessun film memorabile.

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