IL DIVANO DEI GIUSTI - CHE VEDIAMO STASERA? VEDO CHE IN ITALIA ABBIAMO NOTATO MOLTO DI PIÙ LO SPOT DELLA PESCA DELLA ESSELUNGA, CHE IL CORTO DI WES ANDERSON SU NETFLIX, “THE WONDERFUL STORY OF HENRY SUGAR”. MI DISPIACE - E IN CHIARO CHE VEDIAMO? CI SAREBBE SU ITALIA 1 ALLE 21, 30 IL KOLOSSAL DI MOSTRI “GODZILLA VS KONG”, MENTRE IL FILM DI CARLO VERDONE DELLA SERATA È “IO, LORO E LARA” - IN SECONDA SERATA PASSA UN CAPOLAVORO COME “AMARCORD” DI FELLINI, RETE 4 ALLE 0, 50 E “IL COMPROMESSO EROTICO”, CINE 34 ALL’1, 20… - VIDEO

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Marco Giusti per Dagospia

 

the wonderful story of henry sugar the wonderful story of henry sugar

Che vediamo stasera? Intanto, vedo che in Italia abbiamo notato molto di più lo spot della pesca della Esselunga, quello con la bambina divorziata, diretto da Rudy Rosemberg e prodotto da Indiana Production, che del complesso e costosissimo corto (39’) di Wes Anderson, “The Wonderful Story of Henry Sugar”, da ieri su Netflix, che mette in scena un racconto di Roald Dahl con tanto di Ralph Fiennes nei panni dello stesso scrittore e di Benedict Cumberbacht in quelli di Henry Sugar, miliardario e benefattore. Mi dispiace.

the wonderful story of henry sugar the wonderful story of henry sugar

 

Anche se leggo una marea di critiche esaltanti, ritengo “Henry Sugar” una macchinetta perfetta ma un po’ troppo estetizzante, anche se gli attori e le scenografie sono favolose. Ma forse era il minimo, no? Alla fine, per rifarmi gli occhi mi sono rivisto, proprio su Netflix, “Il buono, il brutto, il cattivo”. Non mi ricordavo che nella prima inquadratura appare il faccione di Al Mulloch, che si muove come una marionetta dal basso dello schermo, a sinistra, verso l’alto. Non mi spiego perché.

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Lo riprenderà anche per l’inizio di “C’era una volta il west”. Anche Leone è estetizzante. Ma lo è sempre per costruire una storia, dei personaggi. Il corto di Wes Anderson, malgrado tutto il suo eccesso di racconto, sembra voler mettere in scena solo la propria maestria. Ma anche nei giochi scenografici, nelle storie nelle storie, il cinema di Karel Zeman era molto più ironico e divertente.

godzilla vs kong 1 godzilla vs kong 1

E in chiaro che vediamo? Ci sarebbe su Italia 1 alle 21, 30 il kolossal di mostri “Godzilla vs Kong” di Adam Wingard con ottimo cast, Alexander Skarsgård, Rebecca Hall, Kaylee Hottle, Millie Bobby Brown, Kyle Chandler, oltre ai due protagonisti. Nella primavera del 2021, incassando in un weekend 48 milioni di dollari in America e 300 in tutto il mondo, ci fece sperare che il cinema stesse tornando alla normalità dopo la pandemia. Mi pare di ricordare che funzionasse solo lo scontro tra i mostri. Oggi sembra un film antichissimo, quando non lo è affatto.

 

occhi nelle tenebre 2 occhi nelle tenebre 2

Confesso che avrei voglia anche di vedere l’anime “Gamera: Rebirth”, sei puntate appena messe in streaming da Netflix. Su Warner tv alle 21, 30 avete anche “occhi nelle tenebre” di Michael Apted con Madeleine Stowe, Aidan Quinn, Laurie Metcalf, James Remar, dove la Stowe è una violinista cieca che ci vede solo a tratti, grazie a un trapianto di cornea, ma quel che basta per essere stata l’unica testimone scomoda di un delitto. Cosa che la metterà in grave pericolo. Ovvio. Mentre su Canale 27 alle 21, 10 passa il non eccezionale, ma divertente “St Vincent” di Theodore Melfi con Bill Murray e il suo gattone bianco Felix, Jaeden Lieberher, Melissa McCarthy, Naomi Watts, Chris O'Dowd.

un giorno sbagliato un giorno sbagliato

 

Nemmeno i più coatti tra i romani si comportano da matto come Russell Crowe in “Un giorno sbagliato”, di Derrick Borte con Caren Pistorius, Gabriel Bateman, Jimmi Simpson, Rai Movie alle 21, 10, dove la molla è un colpo di clacson sbagliato. Diciamo che certi giorni ci può sta’ che ti incazzi di brutto in mezzo al traffico, però farci un film… Ritroviamo Russell Crowe con moglie in carcere che vuole assolutamente liberare in “The Next Three Days”di Paul Haggis con Elizabeth Banks, Jonathan Tucker, Brian Dennehy, RZA, Lennie James, Liam Neeson, Olivia Wilde, Moran Atias, Canale 20 alle 21, 05.

io, loro e lara io, loro e lara

Il film di Carlo Verdone della serata è “Io, loro e Lara” commedia con un Verdone prete che torna dalla missione in Africa e trova Roma e la famiglia profondamente cambiati. Grande numero comico di Marco Giallini, ma è ottima anche Laura Chiatti. Per i fan di rugby, occhio al biopic su Ernie Davis, detto “The Express”, che è appunto il titolo del film, diretto da Gary Fleder con Rob Brown, Dennis Quaid, Darrin Dewitt Henson, Omar Benson Miller, Nelsan Ellis.

 

cliffhanger cliffhanger

Passiamo alla seconda serata col thriller ambientato a Porto Rico “Reclaim – Prenditi ciò che è tuo” diretto da Alan White con Rachelle Lefevre, John Cusack, Ryan Phillippe, Luis Guzmán, Jacki Weaver, Rai Movie alle 22, 35, dove una coppia arrivata per adottare una bambin haitiana di sette anni si trova in una terribile situazione. Ma anche loro non la raccontavano tutta. Su Rai4 alle 22, 55 l’action americano “Rogue Warfare 2: Territorio nemico” di Mike Gunther con Stephen Lang, Chris Mulkey, Will Yun Lee, Jermaine Love, Rory Markham, mentre Iris alle 23, 10 si butta sul più antico e clamoroso “Cliffhanger” di Renny Harlin con un Sylvester Stallone degli anni d’oro, John Lithgow, Michael Rooker, Janine Turner, Caroline Goodall.

DOMANI E UN ALTRO GIORNO DOMANI E UN ALTRO GIORNO

 

 Cine 34 alle 23, 25 presenta invece la commedia a due + cane “Domani è un altro giorno” diretta da  Simone Spada con Marco Giallini e Valerio Mastandrea, remake del perfetto “Truman” di Cesc Gay con Ricardo Darin e Javier Camara. La battuta migliore del nuovo film è riservata al cane di Marco Giallini. Si chiama Pato. “Come il giocatore del Milan?”, gli chiedono. “No, come il fratello di latte di Falcao!”. Il mitico Pato, voce ufficiale di Falcao che ogni tifoso ricorda con affetto.

DOMANI E UN ALTRO GIORNO DOMANI E UN ALTRO GIORNO

 

In questo remake romano, anzi romanissimo, ambientato però in un Celio borghese e semivuoto, riscritto da due autori di Boris, Luca Vendruscolo e Giacomo Ciarrapico, magari il cane di Giallini, Pato, si nota un po’ di meno di quello del film originale, ma unisce e spiega bene il rapporto fra i due protagonisti. Giuliano, cioè Giallini, attore romano di successo, prima in tv ora a teatro, interpreta Le relazioni pericolose pensate un po’, malato senza speranza di farcela, ha deciso di lasciarsi morire. Così ha chiamato il suo amico del cuore, Tommaso, Valerio Mastandrea, che vive in un paesino sperduto del Canada, in soccorso.

DOMANI E UN ALTRO GIORNO DOMANI E UN ALTRO GIORNO

Tommaso arriverà e resterà con lui quattro giorni. Saranno i quattro giorni che noi seguiremo sullo schermo, e che dovrebbero definire i due personaggi, i loro rapporti d’amicizia, le ragioni di uno e dell’altro. Ma se Giallini riprende un po’ da Darin il tono di attore esuberante di successo anche nella malattia, Mastandrea, rispetto a Camara, gioca assolutamente in sottrazione. Si limita, spesso, a guardare, sorridere, rispondere a cenni alle esuberanze dell’amico.

 

Lo lascia del tutto libero di prendere la scena. In un gioco di vera amicizia, sia sulla scena che, penso, nella vita. Come se avesse deciso che, insomma, questo è un film da protagonista di Giallini. Ma non è che recitare sottotono, soprattutto per un attore romano, sia così facile, diciamolo. E il sottrarre di Mastandrea, alla fine, nel rapporto fra i due sulla scena, ha esattamente lo stesso peso del gassmaneggiare di Giallini.

 

AMARCORD - FEDERICO FELLINI AMARCORD - FEDERICO FELLINI

Su 7Gold alle 23, 30 il thriller poco visto “Go with Me” di Daniel Alfredson con Julia Stiles, Alexander Ludwig, Anthony Hopkins, Ray Liotta, Lochlyn Munro, Hal Holbrook, dove Julia Stile nella lontana e fredda America del nord-ovest viene molestata da un potente boss locale e gli unici pronti a difenderla sono un vecchio taglialegna e il suo assistente. Massacrato dalla critica. Si salva solo il cattivo di Ray Liotta.

AMARCORD - FEDERICO FELLINI AMARCORD - FEDERICO FELLINI

 

Per fortuna che su Rete 4 alle 0, 50 arriva un capolavoro come “Amarcord” di Federico Fellini con Rimini ricostruita a Roma e gli attori in gran parte napoletani o nmeridionali che fanno i romagnoli, da Pupella Maggio e Armando Brancia come i genitori di Titta, Bruno Zanin, a Magali Noël come Gradisca, da Ciccio Ingrassia come lo Zio Matto, doppiato nella sua unica battuta, “Voglio una donna!”, da Enzo Robutti. Solo Nando Orfei, lo zio fannullone fratello di Pupella Maggio, è un vero romagnolo.

il compromesso erotico. il compromesso erotico.

Clamorosa la parte scolastica, con una serie incredibile di professori macchietta e la classe capitanata da Alvaro Vitali, già pronto per la commedia scolastica. Che nasce qui. Non scordiamoci né il principe di Marcello Di Falco alias “Marcellona” né il personaggio di “Scuréza”, mito della velocità romagnola che ci porta direttamente a Valentino Rossi. Cine 34 all’1, 20 cala “Il compromesso erotico” di Sergio Bergonzelli con Pupo De Luca, Ria De Simone, Armando Marra, Alfredo D'Ippolito.

 

il compromesso erotico il compromesso erotico

In un paesino emiliano, Borgo di Sopra, si scontrano Don Camillo, Pupo de Luca, e la nipote Peppona, Ria De Simone, ex-mignotta diventata sindacalista comunista. Peppona apre una Casa del Popolo proprio di fronte al locale casino. Così finisce che per i cittadini “Peppona fa marchette gratis in cambio dell’iscrizione al partito, compromettendo gli affari del bordello locale e la salute pubblica”. Sconvolto, Don Camillo apre una sezione Acli nel triangolo infernale. Alla fine verrà allontanato dal paese. Stracult immortale.

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Per il titolo, la storia, perché è l’unico film che vede protagonista Ria De Simone. Bergonzelli lo descrive come “una commedia raffinata e gentile, anche se la mia segretaria mi rimprovera che non fa ridere…”. Il film viene bloccato dalla censura il 16 dicembre 1975, tenuto due mesi fermo e poi liberato anche se “purgato e sterilizzato” (come scrive Bergonzelli sul “Giornale dello Spettacolo”). Su Iris all’1, 25 il buon film di Walter Salles sulla Beat Generation, “On the Road” con Sam Riley, Garrett Hedlund, Kristen Stewart, Kirsten Dunst, Tom Sturridge.

 

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 Un film attento, carino, educato, anche quando la bella Kirsten Stewart fa la sua bertolucciata acchiappando i piselli dei giovani protagonisti, Garreth Hedlund ("Tron") nei panni di Sal-Kerouac e il bonazzo Sam Riley ("Control") in quelli di Dean-Neal Cassady, non vediamo i particolari, ma alla fine un po' privo di vita, senza invenzioni particolari. Gli attori sono carini, ma dimenticabili, a parte Kristen Stewart e Kirsten Dunst e i cammei notevolissimi di Viggo Mortensen come William Burroughs e di Steve Buscemi come gay coi baffetti di "Boardwalk Empire" (gaynunsepovede').

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Grande lavoro sulla musica, in gran parte costruita sul jazz del tempo e rielaborata da Charlie Haden, grande nostalgia per le macchine da scrivere Underworld, il sesso a tre, gli spinelli, le Camel, il sogno della strada, il jazz e il blues di Son House, la dedica a Dennis Hopper. Ma questi ragazzini non sono James Dean, Sal Mineo e Dennis Hopper. Rai Movie ripresanta il cultone carcerario violento “Cell Block 99 – Nessuno può fermarmi” di S. Craig Zahler con Vince Vaughn fuori di testa, Jennifer Carpenter, Don Johnson, Udo Kier.

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Su Cine 34 alle 2, 45 . Su Rete 4 alle 3, 35 aprite bene gli occhi che passa una follia come “Velluto nero”, film erotico-moralista ma pieno di nudi diretto malamente da Brunello Rondi, fratello del critico bacchettone Gianluigi e collaboratore di Fellini, con le bellissime Laura Gemser e Annie Belle. Ne hanno tutti un pessimo ricordo, fra un Rondi imbarazzato in mezzo a tanti nudi e il montatore Bruno Mattei che lo ricordava come un film immontabile, girato senza un’idea.

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Tinti continua a fotografare la Gemser in mezzo ai cadaveri. Ci sono anche Susan Scott alias Nieves Navarro e Ziggy Zanger. Chiudo con “Il vizio di vivere” girato nel 1989 da Dino Risi per Mediaset con Carol Alt nel ruolo di Rossella Benzi, la ragazza che viveva in un polmone d’acciao, Andrea Occhipinti, William Berger. A Dino piaceva parecchio.

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