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IL DIVANO DEI GIUSTI - MI PIACEREBBE RIVEDERE L’ORMAI LONTANO SANDRELLI-XMOVIE “UNA DONNA ALLO SPECCHIO” DI PAOLO QUAREGNA – SU TUTTO, TRIONFANO I DIALOGHI BIRICHINI DI BARBARA ALBERTI: “COME LO CHIAMI QUESTO?” CHIEDE IL MACHO MERIDIONALE MARZIO C. HONORATO ALLA SANDRELLI INDICANDO IL SUO COSO. “E QUESTA?” FA LEI INDICANDO LA COSA. POI LUI LA SODOMIZZA IN BAGNO, DAVANTI ALLO SPECCHIO (PER DARE UN SENSO AL TITOLO) AFFERRANDO CON ENTRAMBE LE MANI I POMELLI DELL’ACQUA, MENTRE LEI SI ATTACCA AL CANNELLONE CENTRALE SCATENANDO I SUOI FANS, CHE ORMAI AVRANNO UN’ETÀ - VIDEO

 

 

 

paolo cognetti. sogni di grande nord 4

Marco Giusti per Dagospia

 

Mentre “Sweet Tooth”, favola post-pandemica ecologista di Netflix sta dominando in streaming e ha un altissima considerazione critica in America (98% su Rotten Tomatoes), dove è appena uscito il non così riuscito “Domina”, molto apprezzato anche questo dai critici americani per scenografie, costumi e veri set italiani (era il minimo…),

 

la buona notizia è che un documentario italiano particolarmente ben fatto, “Paolo Cognetti. Sogni di grande nord” diretto da Dario Acocella, prodotto da Samarcanda Films/Feltrinelli/Rai Cinema/ tutto costruito sul viaggio del barbuto scrittore Paolo Cognetti (“Le otto montagne”) con il suo amico illustratore Nicola verso l’Alaska, il Grande Nord di tanti capolavori letterari, funziona in sala nel primo dei suoi tre giorni di programmazione, al punto che ieri era terzo dietro “The Conjuring – per ordine del demonio”, arrivato a 885 mila euro, e a “Crudelia”, arrivato a 1 milione 260 mila.

 

 

Scalzando così “The Father”, passato al quarto posto. Non parliamo di grandi cifre, ovviamente, 25 mila euro per 2732 spettatori, ma è interessante il ritorno in sala del film evento di questo tipo. Soprattutto se di origine letteraria come questo. Che ha molti punto spettacolari come il finalone verso il Magic Bus di “Into the Wild”.

paolo cognetti. sogni di grande nord 3

 

Io ieri sera, solo davanti alla tv, mi sono registrato il rarissimo “I due della legione” con Franco e Ciccio, ve lo consiglio, e mi sono visto il cafonissimo action violento spagnolo “Xtremo” di Daniel Benmayor con Oscar Jaenada e Sergio Peris-Manchete su Netflix, dove è entrato da subito in classifica tra i più visti.

 

xtremo 1

Visto che nei primi quindici minuti c’è un morto dopo l’altro e poi si passa a una tipica situazione da revenge movie, capisco perfettamente il risultato. Diciamo che non è un film per tutti, ma gli spagnoli dimostrano così di poter fare qualsiasi genere di film e in maniera estremamente popolare. Cosa che la nostra produzione, ancora ferma sulla commedia o sul Camorra o Mafia o ‘Ndrangheta movie, non riesce pienamente a mettere in piedi.

 

stefania sandrelli marzio honorato una donna allo specchio

Stasera, vi avviso, non c’è moltissimo da vedere in chiaro. E molto mi piacerebbe rivedere l’ormai lontano Sandrelli-Xmovie “Una donna allo specchio” di Paolo Quaregna ma con dialoghi erotici di Barbara Alberti, che uscì subito dopo “La chiave” di Tinto Brass e riuscì a prendere un po’ di quel di successo grazie alle nudità della protagonista, presentato, ahimé, stanotte alle 4, 30 su Rete 4 (uffa…).

 

Il film cuce assieme il modello di porno-letterario alla Brass e un documentario in 16 mm sulla Festa delle Arance del Carnevale di Ivrea (è così). Ma su tutto trionfano i dialoghi birichini di Barbara Alberti, “Da quanto tempo non scopo? Sarà un secolo?” – “Come lo chiami questo?” chiede il macho meridionale Marzio C. Honorato in quel di Ivrea alla Sandrelli indicando il suo coso. “E questa?” fa lei indicando la cosa.

 

Poi lui la sodomizza in bagno, davanti allo specchio (per dare un senso al titolo) afferrando con entrambe le mani i pomelli dell’acqua, mentre lei si attacca, per non cadere, al cannellone centrale scatenando i suoi fans, che ormai avranno un’età. Il tutto tra eccessi di documentario da Tg3 Piemonte sulla festa delle arance davvero insopportabili.

 

una donna allo specchio 1

Svelo il finale della storia dei due amanti. Lei prende il treno per tornare a casa e fa a lui “Abbi cura di te”. Lui le risponde con durissimo “Credo che domani pioverà” sotto un sole accecante. Fine.

 

L’altro film che nella mia deprazione trashistica vorrei rivedere è il celebre “Favola” di Fabrizio De Angelis, primo film con una giovanissima Ambra come protagonista, Mediaset Extra all’1, 20. I fan di Ambra non se lo saranno fatto scappare. Venne girato subito dopo la fine di “Non è la Rai”. Con lei ci sono Agostina Belli e Enzo Cannavale. La stessa Ambra non lo sopportava.

 

 

ryan krause, ambra angiolini favola

E’ abbastanza di culto, Cine 34 alle 2, 15, anche “L’angelo con la pistola”, revenge movie del 1992 con Tahnee Welch protagonista prodotto da Mario Cecchi Gori, diretto da una stanco Damiano Damiani e scritto dal grande Dardano Sacchetti. Per far vedere che siamo dalle parti de “La piovra”, il protagonista maschile che aiuta Tahnee Welch nella vendetta è Remo Girone, ex-poliziotto che si chiama incredibilmente “Cattani”.

jodie foster mel gibson maverick

 

Lei deve dimenticare il massacro della famiglia. Così spara. C’è anche Eva Grimaldi, come in tutti i film di Mario Cecchi Gori, ovviamente. Altro film da recuperare, che non vedo da quando uscì, è il poliziesco all’americana “Un uomo dalla pelle dura” diretto da Franco Prosperi, Rai Movie all’1, 35. Allora ci caddi.

 

sherlock holmes.

Il mitico Robert Blake, già attore bambino in “Il tesoro della Sierra Madre”, poi attore di culto come protagonista di “A sangue freddo” di Richard Brooks, “Elecrta Glide” di James William Guercio (ma il film lo girò Conrad Hall) e “Ucciderò Willie Kid” di Abraham Polonsky, in un “on the road” violento italiano dove deve interpretare un pugile di sangue Cherokee che cerca di uscire dalla mala. Con lui ci sono un Tomas Milian versione hippy pre-Monnezza, Catherine Spaak ancora un filo trasgressiva, Ernest Borgnine poliziotto e un bel po’ di stuntman italiani per i cazzotti.

 

un uomo dalla pelle dura

 

Robert Blake finì poi nel cinema oscuro di David Lynch e infine in prigione per aver ucciso la moglie Bonnie Lee nel 2001. Ora a 88 anni è libero. In prima serata passa un buon western-comedy su Iris alle 21, “Maverick” di Richard Donner con Mel Gibson, Jodie Foster, James Coburn.

 

stefania sandrelli ugo tognazzi dove vai in vacanza?

C’è anche lo “Sherlock Holmes” di Guy Ritchie con Robert Downey Jr e Jude Law, Canale 20 alle 21, 05. Con loro ci sono pure Rachel McAdams e la rossa Kelly Reilly. Confesso che preferirei vedere il vecchio biopic sulla vita del pianista anni’30 Eddie Duchin, “Incantesimo” di George Sidney con Tyrone Power e Kim Novak, Tv200 alle 21, 10. George Sidney era un grande regista, ma Tyrone Power come pianista lo vedo davvero male. Rai 5 alle 21, 15 presenta un buon film lacrimoso di Zhang Yimou con Gong Lee, “Lettere di uno sconosciuto”.

tutti i soldi del mondo

 

Rai Movie si rilancia con il non troppo riuscito “Tutti i soldi del mondo” di Ridley Scott sul celebre rapimento di Paul Getty III con Michelle Williams, Mark Wahlberg, Charlie Plummer come il ragazzo rapito e Christopher Plummer come il vecchio nonno Getty bastardo che non vorrebbe cacciare una lira. Come saprete benissimo, il film era già girato e finito con Kevin Spacey nel ruolo del vecchio Getty quando la campagna del #metoo contro Spacey obbligò Ridley Scott a rigirare tutto il suo ruolo con Christopher Plummer.

 

 

paolo villaggio anna maria rizzoli dove vai in vacanza?

Magari Plummer era anche superiore nella parte a Spacey, ma rimane una delle pagine più vergognose della storia del cinema. Ma il film più di culto della prima serata rimane ancora, Cine 34 alle 21, lo stravisto “Dove vai in vacanza?”, dove brilla, oltre al celebre episodio di Alberto Sordi con la moglie buzzicona alla Biennale d’Arte di Venezia, che conoscerete a mente, quello diretto da Luciano Salce con Paolo Villaggio in Africa circuito dalla bionda e discinta Anna Maria Rizzoli dal titolo “Sì, buona”, oggi politicamente scorrettissimo.

 

l’angelo con la pistola

Celebre la scena della cena africana con il nero romano, Kangoni, spiega come può a Villaggio di non mangiare un certo piatto. “Dopo” dice Kangoni. “Dopo?“ chiede stupito Villaggio. “Dopo!” ripete Kangoni. “Ma dopo-dopo o dopo-dopo dopolino?” ripete Villaggio mimando con le mani la camminata del topolino. Celebre anche la cacata a cielo aperto con il cacciatore italiano Daniel Vergas in grande sofferenza (finirà poi direttamente nella merda).

 

femina ridens

Non è male neanche l’episodio di Tognazzi diretto da Mauro Bolognini con la Sandrelli e una finta Aspesi interpretata da Clara Colosimo. In seconda serata una marea di repliche, compresa quella del folle “Femina Ridens” di Piero Schivazappa con Dagmar Lassender mangia-uomini in mezzo a una scenoigrafia folle, Cielo alle 0, 55. Tra gli altri film della notte aggiungo il bellissimo film inglese di camionisti incazzati “I piloti dell’inferno” di Cy Endfield con Stanley Baker, Herbert Lom, Peggy Cummings, Patrick McGoohan, Rai Movie alle 3, 10 e il film di avventure del 1953 con una giovanissima Sophia Loren “Africa sotto i mari” di Giovanni Roccardi con Antonio Cifariello, Stephen Barclay e Umberto Melnati, Rai Movie alle 5.

sophia loren africa sotto i mari 3

 

E’ su questo film che il nome di Sofia Lazzaro venne americanizzato in Sophia Loren, per idea del produttore napoletano Goffredo Lombardo e non di Carlo Ponti, quindi. Assieme al nuovo nome venne fatta anche una supercampagna per lanciare Sophia a colori e in pose particolarmente sexy nel film. Negli anni ’60 i bene informati dicevano che Cifariello, che allora aveva 23 anni, fosse stato il grande amore sfortunato di Sophia Loren, che ne aveva 19. Chissà…

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