2022divanogiusti0102

IL DIVANO DEI GIUSTI - MA STASERA SIETE PROPRIO SICURI DI AVER OCCHI SOLO SU SANREMO? MEGLIO VEDERSI LA POTENTE SERIE DI ZOMBI TEENAGER DELLA COREA DEL SUD “NON SIAMO PIÙ VIVI”, O LA QUARTA PUNTATA DI “EUPHORIA” CON ZENDAYA SU SKY - CANALE 5 SI GIOCA LA CARTA DEL SUPERTRASH CON “POVERI MA RICCHISSIMI” DI FAUSTO BRIZZI - SU CINE 34 ALLE 22, 55 AVETE “SATIRICOSISSIMO” CON LA DIVINA EDWIGE FENECH COME POPPEA E BATTUTE LEGATE AL CINEMA DEL TEMPO, “CICCIO, METTI UNA PERA A CENA!” - VIDEO

 

Marco Giusti per Dagospia

 

non siamo piu vivi serie zombie coreana su netflix 2

Ma stasera siete proprio sicuri di aver occhi solo su Sanremo? Magari sì, ma dopo due anni di pratica da spettatori inchiodati al divano dove chiedete il green pass anche agli acari è possibile che a una certa, ormai drogati dalle serie e dai film Netflix, il dito parta sul telecomando.

 

Meglio vedersi la potente serie di zombi teenager della Corea del Sud “Non siamo più vivi”, superprima su Netflix. O la quarta puntata di “Euphoria” con Zendaya o “Christian” su Sky.

 

Euphoria 2

O aspettare domani per la serie più attesa dell’anno su Disney+, pochi scherzi, “Pam & Tommy”, ideata e diretta da Craig Gillespie, il regista di “Tonya” e di “Crudelia”, la storia del video hard girato da Pamela Anderson e dal fidanzato Tommy la prima sera di nozze, primo caso di inferno sui social. I critici americani già la stanno esaltando. Con Lily James e Sebastian Stan. Superbomba. In chiaro vediamo un po’…

 

su disney+ una serie sul sextape tra pamela e tommy lee 4

Canale 5 alle 21, 20 gioca la carta del supertrash con “Poveri ma ricchissimi” diretto da Fausto Brizzi, che lo ha scritto assieme a Marco Martani e Luca Vecchi, sequel del più riuscito “Poveri ma ricchi”, diretto sempre da Brizzi nel 2016, che era niente di più che il remake burinizzato all’italiana del successo comico francese “Les Tuches” di Olivier Baroux.

 

 

 

poveri ma ricchissimi 1

Mentre “Les Tuches 2” (ora c’è anche un 3) portava la famiglia burina francese in America, come accadeva al Tassinaro di Alberto Sordi, “Poveri ma ricchissimi” porta un po’ d’America e di politica in quel di Torresecca, visto che il capofamiglia Danilo Tucci, cioè Christian De Sica, si liscia il capello riccio roscio e si fa una zazzerona bionda alla Donald Trump, anche se un po’ riletto alla Roberto D’Antonio, parrucchiere storico di Christian (di Paolo Sorrentino, Sabrina Ferilli, Roberto Benigni, ecc.). Non solo.

poveri ma ricchissimi 6

 

Riuscendo a recuperare i soldi della vincita dello scorso film, i Tucci decidono di trasformare Torresecca in una sorta di principato alla Montecarlo, gestendolo loro stessi come sovrani. Scontrandosi così con il presidente del Consiglio italiano, Dario Cassini, più un Renzi che un Gentiloni, non certo un Draghi.

 

poveri ma ricchissimi 5

Con tanti personaggi a disposizione, si moltiplicano le situazioni. Intanto compare una figlia illegittima, Tess Masazza, a turbare la coppia dei Tucci. Così la First Lady, che si autodefinisce aridamente “Fister” Lady, cioè Lucia Ocone, pensa di tradire il marito con un bel tomo, Massimo Ciavarro, dedito a pratiche sessuali eccentriche sul sadomaso (anche se prima di praticarle ti fa firmare un contratto che ti ripara da cause legali…).

 

Poi compare uno stralunato Paolo Rossi come padre ladro appena uscito dal carcere di Valentina, Lodovica Comello, moglie di Marcello, Enrico Brignano, il cognato di Danilo. Come se non bastasse i Tucci, oltre a uscire dall’Italia e tornare alla lira, si comprano un castello un po’ da Famiglia Addams.

 

poveri ma ricchissimi

 

Le cose migliori vengono stavolta dal cast secondario, Giobbe Covatta come prete burino, Pablo, di Pablo&Pedro, come sindaco cafone che esplode di rabbia quando per colpa dei Tucci il simil-Renzi/Gentiloni toglie a Torresecca Sky Calcio, una grandiosa Federica Cifola come bruttona infoiata di Brignano.

 

poveri ma ricchissimi 3

Anna Mazzamauro, nonna Tucci, malgrado un grande trucco da Regina Madre, non è forte come nel film precedente. Paolo Rossi non basta a illuminare un film un po’ spampanato.

 

DE SICA POVERI MA RICCHISSIMI

E, per una volta, ci viene da dar ragione a Maurizio Porro sul Corriere, che ne segnalò la “povertà di idee, con una volgarità, una mancanza di ritmo con pochi eguali nel più becero cinema italiano” e “…il senso di una tristezza senza fine”, tutti argomenti che avrei adorato poter ribaltare il trash di culto.

 

c era una volta in america

Ricordiamo anche che il film venne colpito dal brutto caso Brizzi, con le tante ragazze che accusano il regista e produttore di molestie, cosa che provocò la fuoriuscita di Brizzi dalla Wildside e, addirittura (e questa fu una vergogna) la cancellazione del suo nome dai manifesti e dai trailer prima, poi dai titoli di testa del film, per finire relegato in quelli di coda, mentre Brignano, durante la conferenza stampa del film, si espose alle ire di Asia Argento prendendosi in risposta un notevole «Sei un gaggio buzzicone, se te vedo t’acciacco».

c'era una volta in america

 

Rai Movie propone come vaccino anti-Sanremo il lungo e potente “C’era una volta in America” di Sergio Leone con Robert De Niro, James Woods, Elizabeth McGovern, Joe Pesci, Treat Williams nella versione da 220’.

 

Visto e rivisto, ma sempre favoloso. Anche se la battuta che fece Nanni Moretti sul film, riportato anche in video, “Questo film è noioso, è volgare, è misogino, è lento, è lungo, è violento", va un po’ discussa. Ci sono parti del film, soprattutto per quel che riguarda i personaggi femminili, stupri, violenze, che oggi sarebbero considerati impossibili da mettere in scena.

 

Ma anche allora, ricordo, che sollevarono a me non poche insofferenze. Grande narrazione, grande regia, ma la scena con Tuesday Weld che riconosce i piselli era terribile anche quando il film uscì. E anche lo stupro in auto.

 

i due assi del guantone

Sollevò certo meno discussioni un piccolo capolavoro con Franco e Ciccio da rivalutare, “I due assi del guantone” di Marino Girolami, Cine 34 alle 21. Povero, ma simpatico, funziona decisamente meglio quando l’azione si svolge nel mondo delle vere piccole palestre romane degli anni ’70 con Mario Carotenuto appassionato sportivo e scommettitore in lotta con il rivale Umberto D’Orsi.

 

i due assi del guantone franco e ciccio

Enzo Andronico, doppiato da Nando Gazzolo, è un insegnante barbuto. “Mi faccia toccare il deltoide”, dice a Franco. E Franco a Ciccio: “se il deltoide è quello che penso io, Ciccio, io a questo…”.  Pieno di giochi di parole, “Faccia da Cassius”…

 

Iris alle 21 si butta su una vecchia commedia western sul tema pecorai contro vaccari con Glenn Ford e Shirley MacLaine, “La legge del più forte” di George Marshall. Ci sono anche Leslie Nielsen, Mickey Shaughnessy.

 

 

sex - Una commedia sentimentalmente scorretta

Magari, andrebbe data una nuova occhiata a “Superman Returns” di Bryan Singer con l’oscuro Brandon Routh, Kate Bosworth, Kevin Spacey nei panni di Lex Luthor, James Marsden, Canale 20 alle 21, 15. Tv200 alle 21, 10 rispolvera un capolavoro di Roberto Rossellini con un meraviglioso Vittorio De Sica protagonista, “Il generale Della Rovere”.

 

Su Cielo alle 21, 10 la commedia spagnola del 2010 “Sex - Una commedia sentimentalmente scorretta” di Miguel Ángel Lamata con Norma Ruíz, Pilar Rubio, Salomé Jiménez, Miguel Ángel Muñoz, Fele Martinez. Se non avete visto “Noi”/”Us” di Jordan Peel con Lupita Nyong'o, Winston Duke, Elisabeth Moss, Tim Heidecker, è l’occasione buona per capire cosa sia oggi l’horror americano.

 

sex - Una commedia sentimentalmente scorretta

“Chi siete?” urlano nel momento di svolta del film, i Wilson, simpatica famiglia nera borghese, un padre scemotto che sogna la barca, una madre forte, una figlia teen ager, un figlio piccolo sveglio, quando si ritrovano fuori dalla loro villetta al mare a Santa Cruz, una minacciosa famiglia nera completamente identica a loro, dei veri e propri doppelgänger in versione zombesca, o forse solo più poveri, più cattivi, ma pronti a ucciderli. “Noi… siamo americani!”, rispondono.

get out

 

“Noi-Us”, secondo film scritto e diretto da Jordan Peel dopo il capolavoro “Get Out”, successo senza precedenti che vedrete subito dopo sullo stesso canale alle 23, 25, è un altro grande horror politico sugli americani, anzi sugli americani neri e sull’altro da sé che nascondono dentro di loro pronto a uscire fuori.

 

Ottimo anche il fantascientifico-catastrofico “Codice Genesi” dei fratelli Hughes con Denzel Washington, Gary Oldman, Mila Kunis, Michael Gambon, Jennifer Beals, Rai 4 alle 21, 20.

 

get out

 

In seconda serata su Iris l’arrivo alle 22, 55 di un capolavoro come “The Wild Bunch” di Sam Peckinpah con William Holden, Robert Ryan, Ernest Borgnine, Ben Johnson, Warren Oates, dovrebbe mettere tutti d’accordo. E’ uno di quei dieci-venti film che rivedrei sempre e comunque.

 

satiricosissimo

Rai Due propone alle 22, 55 un poliziesco pochissimo visto, “Sleepless – Il giustiziere” di Baran bo Odar con Jamie Foxx, Michelle Monaghan, Scoot McNairy, Dermot Mulroney, storia di narcotraffico e di un tenente sotto copertura di Las Vegas che si ritrova in mezzo. Tutto in una notte. Bang! Bang!

 

edwige fenech satiricosissimo

Cine 34 prosegue alle 22, 55 con la serata Franco e Ciccio con la parodia “Satiricosissimo” diretta da Mariano Laurenti con la divina Edwige Fenech come Poppea e Karin Schubertg come Atte. Rapida parodia del film di Fellini, citato anche nel preambolo della Roma del tempo con la festa a tema (“Se Fellini fosse qui diventerebbe pazzo”) e il libro del “Satyricon” riscritto da Piero Chiara. Ma ci sono anche altre battute legate al cinema del tempo, “Ciccio, metti una pera a cena!”.

 

franco e ciccio satiricosissimo

 

Ma la parodia serve soprattutto per un viaggetto comico nel tempo sul modello dei vecchi film con Walter Chiari. “Quando Fellini fece il Satyricon”, racconta Mariano Laurenti, “io pensai subito a una parodia da fare con Franchi e Ingrassia, che si intitolò Satiricosissimo, Era un filmetto che con Fellini aveva poco da spartire, come gli altri, però divertente e dentro c’era Edwige Fenech, che poi era destinata a fare una gran carriera.”

 

michael fassbender centurion

In tema di antichi romani ci sarebbe anche il kolossal “Centurion” di Neil Marshall con Michael Fassbender, Dominic West, Olga Kurylenko, Noel Clarke, Canale Nove alle 23, 45.

 

Nella notte trovate il poliziottesco moderno “Sbirri” di Roberto Burchielli con Raoul Bova, Alessandro Preziosi, Luca Angeletti, Cine 34 alle 00, 45, storia di poliziotti che combattono i trafficanti di droga in quel di Milano, la commedia “Sergente Bilko” di Jonathan Lynn con Steve Martin, Dan Aykroyd, Phil Hartman, Iris all’1, 35.

 

Bel polar diretto da José Giovanni, maestro del genere, è “Il figlio del gangster” con Alain Delon, Carla Gravina, Dora Doll, Rai Movie all’1, 40. Cine 34 alle 2, 35 ripropone l’unica commedia sexy con Sabina Ciuffini protagonista, “Oh, mia bella matrigna” di Guido Leoni. Rarissimo invece “Cento serenate” di Anton Giulio Majano con Maria Fiore, Giacomo Rondinella, Gérard Landry, Rete 4 alle 2, 50, dove un ricco americano padrone di un pastificio a Napoli fa il gradasso con una giovane fioraia povera.

 

 

sabina ciuffini oh mia bella matrigna

Ricordo come un’ottima commedia americana “L’arte di amare” diretta da Norman Jewison prima che diventasse un regista più impegnato con un grande cast anni’60, James Garner, Dick Van Dyke, Elke Sommer, Angie Dickinson, Iris alle 3, 10. Attenti che su Rete 4 alle 4, 25 appare un musicarello con Claudio Villa imperdibile, “Serenata per sedici bionde” di Marino Girolami con Carletto Sposito, Riccardo Billi, Mario Riva, Liliana Feldmann.

 

Il reuccio della canzone, si ritrova in un castello che ha ereditato con sedici ragazze francesi che, causa un temporale, hanno chiesto ospitalità. C’è ancora spazio per “Gardenia” di Domenico Paolella con Franco Califano, Martin Balsam, Robert Webber e Eleonora Vallone, allora fidanzata del Califfo, Cine 34 alle 4, 30, per il film-opera “La sonnambula” di Cesare Berlacchi con Gino Sininberghi, Iris alle 4, 45 e per l’euro-spy “Operazione poker” di Osvaldo Civirani con Roger Browne, José Greci, Rai Movie alle 5.

 

serenata per sedici bionde

Primo 077, anzi OS 14, firmato da Osvaldo Civirani, seguito l’anno dopo da “L’affare Beckett”, con il vero americano Roger Browne che difende l’ambasciatore vietnamita a Ginevra dall’attacco dei cinesi cattivissimi. Ma neanche il diplomatico ce la racconta tutta.

 

L’agente OS 14 è anche uno specialista di poker, come leggiamo dal titolo. In un primo tempo doveva essere protagonista Ken Clark, che non volle né tagliarsi i capelli troppo lunghi né indossare gli abiti di Brioni. Così Civirani chiamò il più tranquillo Roger Browne, un attore che faceva anche direttore di doppiaggio in inglese per i film da esportazione.

oh mia bella matrigna 2michael fassbender centurion sabina ciuffini oh mia bella matrigna michael fassbender centurion

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...

meloni berlusconi tajani marina pier silvio barelli

DAGOREPORT – MELONI IN TILT CON IL SUO PRIMO "AIUTO-CAMERIERE" TAJANI RIDOTTO DAI BERLUSCONES A UNO ZOMBIE: LA DUCETTA HA BISOGNO PIU' CHE MAI DI AVERE A SUA DISPOSIZIONE FORZA ITALIA NELLA MAGGIORANZA MA "LA FAMIGLIA" NE HA PIENE LE SCATOLE DELL'AUTORITARISMO DEI "CAMERATI D'ITALIA", VUOLE UN PARTITO DAL VOLTO NUOVO, LIBERALE E MODERATO, CON BUONI RAPPORTI CON L'UE, AVVERSO SIA AL TRUMPISMO SIA AL PUTINISMO - GIA' AVVISATA LA "FIAMMA MAGICA" CHE MEDIASET NON SARA' PIU' DISPONIBILE A FARE IL MEGAFONO DEL MELONISMO AVARIATO - ORA TAJANI SARÀ MESSO ALLA PROVA SULLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE CHE FAVORISCE SOLO FDI – LA “NUOVA” FORZA ITALIA NON ANDRA' A SINISTRA, RIMARRÀ NEL GOVERNO FINO AL 2027 MA, PRIMA DELLE ELEZIONI, SI DOVRÀ RIDISCUTERE IL PROGRAMMA DELLA COALIZIONE - SE NON SI TROVERA' LA QUADRA, FORZA ITALIA AVRA' LE MANI LIBERE: DEL RESTO, IL PPE (DI CUI GLI AZZURRI FANNO PARTE) IN EUROPA E IN GERMANIA, GOVERNA CON I SOCIALISTI....