dagmar lassander philippe noiret - il comune senso del pudore 2020quarantenagiusti1706

IL DIVANO DEI GIUSTI – LA FRASE DI RIFERIMENTO DI OGGI È “L’INGROPPATA È ARTISTICA”. BEH, SE NON L’AVETE MAI VISTO, DEVO DIRE CHE È UNA VERA ESPERIENZA L’ULTIMO, INCREDIBILE EPISODIO DI “IL COMUNE SENSO DEL PUDORE” DIRETTO DA ALBERTO SORDI E SCRITTO DA RODOLFO SONEGO, DOVE UN PRODUTTORE NAPOLETANO, PHILIPPE NOIRET, MISCHIONE DI DE LAURENTIIS- RIZZOLI-AMATI, CERCA DI CONVINCERE LA BELLA DAGMAR LASSANDER A UN RAPPORTO ANALE – VIDE

 

 

Marco Giusti per Dagospia

 

365 dni 3

Che vediamo oggi? Per il pubblico più militante e femminista la scelta migliore di oggi è “Queen Sono”, la prima serie africana di Netflix con la bellissima Pearl Thusi di “Quantico”. Superaction e spionistico.

 

Per quello più sporcaccione vedo che il top di Netflix, oltre a “Love” di Gaspar Noè, è un film polacco cafonissimo girato in Sicilia, “365 giorni” di Barbara Bialowas, dove la bellissima Anna-Maria Sieklucka viene rapita da un boss mafioso, tale Michele Marrone, che le concede 360 giorni per innamorarsi di lui.

 

il comune senso del pudore 2

Per il pubblico stracult la frase di riferimento di oggi è “L’ingroppata è artistica”. Beh, se non l’avete mai visto, devo dire che è una vera esperienza l’ultimo, incredibile episodio di “Il comune senso del pudore” diretto da Alberto Sordi e scritto da Rodolfo Sonego, che pur lo riteneva “una delle peggiori regie di Alberto Sordi”, Cine 34 alle 18, 50, dove un produttore napoletano, Philippe Noiret, mischione di De Laurentiis- Rizzoli-Amati, cerca di convincere la bella Dagmar Lassander a un rapporto anale, l’ingroppata appunto, seguendo le nuove vie dilaganti del porno anni ’70.

 

dagmar lassander philippe noiret il comune senso del pudore

Lei non la vuole fare, si rifiuta. Per convincere l’attrice dell’artisticità dell’ingroppata, il produttore, tipologia che Sonego conosceva “meglio dei metalmeccanici”, mette in piedi anche un dibattito semiserio sul porno con i critici Mino Doletti, Giulio Cesare Castello e Ugo Gregoretti.

 

queen sono

Il film, tutto dedicato, più che al comune senso del pudore, alla produzione e alla fruizione culturale di sesso negli anni ’70, era stato costruito da Sonego per Rizzoli e presentato come interpretato da Monica Vitti, Paolo Villaggio, Nino Manfredi e Alberto Sordi che avrebbero dovuto essere anche i registi dei loro singoli episodi.

il comune senso del pudore

 

Due anni dopo, del progetto, è rimasto solo Alberto Sordi, che dirige tutto il film. “Il dilagare della pornografia nel cinema e nell’editoria mi è sembrato un argomento di grande attualità”, dirà. “Ho virato il tema nei suoi aspetti grotteschi. Penso che la pornografia sia spesso un complotto commerciale.

 

Che la censura possa indicare, con divieti ai minori, a chi è diretto o meno un’opera, mi sta bene; tanto è vero che ho accettato di buon grado il divieto ai minori di 14 anni proprio per questo film. Dopo 160 pellicole questa è la prima che subisce restrizioni presso il pubblico ma dato l’argomento ammetto di aver dovuto effettivamente girare qualche scena un po’ scabrosa”.

 

paradiso amaro

Spettacolare anche l’episodio di Sordi e Rossana Di Lorenzo che cercano di vedere un film a Roma tra manifesti finti e veri di porno, e nei veri cinema del tempo, come il Fiamma, il Jolly, il Sacher che ancora non era di Nanni Moretti, danno solo film come “La nipotina”, “La cavalcata”, “Il marchese”.

 

Direi che è decisamente superiore al troppo moraleggiante “Finché c’è guerra c’è speranza”, Cine 34 alle 21, 10, sempre diretto da Sordi, dove al ritmo della celebre “O rugido do leao”, finto samba africano di Piero Piccioni, Albertone è un consapevolissimo venditore d’armi in un’Africa piena di dittatori crudeli e mercenari.

 

 

finche' c'e' guerra c'e' speranza

Nel finalone, lo stesso Sordi spiegherà alla bella moglie Silvia Monti, oggi signora De Benedetti, e a tutta la famiglia, che la colpa della sua scelta è il proprio il loro capitalismo sfrenato (“…gli anellini, i braccialetti, le pellicce e tutti i cazzi che ve se fregano!”).

 

Se non vi va questo ripasso sordiano, potete sempre buttarvi sul drammone anni ’50 “La ruota delle meraviglie” di Woody Allen, Rai Movie alle 21, 10, uno dei suoi ultimi film, con una favolosa Kate Winslet nei panni di Ginny, una cameriera di Coney Island che avrebbe voluto fare l’attrice, che trova in Justin Timberlake, giovane sceneggiatore, una via di fuga al suo rapporto con un uomo triste e violento, Jim Belushi.

 

clio goldsmith miele di donna 1

Mettiamoci anche Juno temple, la figlia di lui, e una banda di gangster. Al solito, il copione è un mischione già visto di tutto. La critica americana lo ha massacrato, forse un po’ ingiustamente, i critici italiani lo hanno troppo esaltato. No, dai, è troppo copiato. Però la Winslet è strepitosa.

 

E’ un ottimo film anche “Paradiso amaro” di Alexander Payne con George Clooney e Judy Greer, Canale 5 alle 21, 20, tutto ambientato alle Hawaii, ma in versione triste, grigiastra, per nulla da cartolina. Per i fan di Massimo Troisi su Rete 4 alle 21, 25 c’è il suo ultimo film da regista prima del “Postino”, cioè “Pensavo fosse amore invece era un calesse” con Francesca Neri, Angelo Orlando, Marco Messeri. Non lo vedo da allora.

la ruota delle meraviglie

 

Ricordo solo che Troisi aveva questo tocco lieve, di grande eleganza nel costruire i personaggi, soprattutto quelli femminili. Anche se mentre scrivo piove, e lo chiamano giugno!, anche se lo avete visto mille volte, stasera alle 21, 25 su Cielo c’è ancora una volta, l’ultra-ultra classico “Sapore di mare” dei Vanzina con De Sica, Amendola, Calà e il bagnino Ennio Antonelli doppiato in toscano per fingere di essere in Versilia, seguito da “Sapore di mare 2” di Bruno Cortini. Funzionano sempre.

sapore di mare 1

 

In seconda serata vedo tante repliche, da “Miele di donna” con Clio Goldsmith su Cielo alle 23, 15. Eviterei però “Allegro squadrone” di Paolo Moffa con Sordi e De Sica, Cine 34 alle 23, 25, tratto dalla farsa militare di Georges Courteline “Les Gaités de l’escadron”, un film già vecchio quando venne girato. Non è male invece il biopic “Houdini. L’ultimo mago” dell’australiana Gillian Armstrong con Guy Pearce come Houdini, Catherina Zeta-Jones, Timothy Spall e Saoirse Ronan, Rai Movie alle 23, 25.

metti una sera a cena 3

 

Al solito dopo mezzanotte arriva qualche perla stracult. Penso al drammone erotico “Bella di giorno, moglie di notte” di Nello Rossati con la statuaria Eva Czemerys e Nino Castelnuovo, Cielo all’1, dove la protagonista, complice Anna Miserocchi, si concede perfino a un giudice tuttodunpezzo e a un onorevole democristiano, o alla replica del trash-horror “Yeti. Il gigante del XX° secolo” di Gianfranco Parolini con Mimmo Crao truccato da gigante peloso, su Cine 34 all’1.

 

 

Più tardi, alle 2, 45 su Rete 4, passa addirittura “Metti una sera a cena” di Giuseppe Patroni Griffi, film scandalo al tempo e grande successo, con Florinda Bolkan, Lino Capolicchio, Jean-Louis Trintignant, Annie Girardot e Tony Musante che prese il posto all’ultimo secondo lasciato da Gian Maria Volonté, musiche meravigliose di Ennio Morricone, costruite sul montaggio jazz di Kim Arcalli, dialoghi con gli alto-borghesi scopatori degli anni ’60 ai quali collabora anche un giovane Dario Argento.

bella di giorno, moglie di notte

 

La copia che ho comprato in dvd era improponibile. Magari quella di Rete 4 è migliore. Ma perché mandarlo in onda alle 2, 45? Stesso discorso per un film generazionale allora molto amato da tutti, “L’importanza di essere normali” di Richard Rush con Elliot Gould e Candice Bergen, Rai Movie alle 2, 55. Aiuto!

 

yeti. il gigante del xx secolo 1

E la lista di film stracult persi nella notte prosegue. “L’arrivo di Wang” dei Manetti alle 3, 45 su Rai Due… “Quando l’amore è sensualità” di Vittorio De Sisti con Agostina Belli sessuofoba sposata con lo stallone Gianni Macchia che lo rifiuta in continuazione. E allora lui si butta fra le braccia della suocera Françoise Prevost, della sempre nuda Femi Benussi e della spregiudicata Ewa Aulin al ritmo delle musiche di Morricone, passa addirittura alle 4, 20…  un film che vorrei vedere almeno tre ore prima.

l’arrivo di wangmetti una sera a cena quando l’amore e' sensualita' 2 365 dni 1yeti. il gigante del xx secolo365 dni 7metti una sera a cena 1eva czemerys bella di giorno, moglie di notte 2finche' c'e' guerra c'e' speranza 1clio goldsmith miele di donna

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”