scalfari massimo giannini

EU-GENIO E SREGOLATEZZA! L’ADDIO A SCALFARI IN CAMPIDOGLIO SULLE NOTE DI "SENTIMENTAL JOURNEY" DI ELLA FITZGERALD (VIDEO) – IL RICORDO DI MASSIMO GIANNINI: “SCALFARI È STATO CARISMATICO, DISPOTICO, DOLCISSIMO COME UN PADRE, L'UNICO CHE HA PERMESSO AL “PATTO GENERAZIONALE DI FUNZIONARE”, DANDO OPPORTUNITÀ A CHI ERA GIOVANE. NON SIAMO UN DRAPPELLO DI REDUCI O UN COLLEGIO DI ORFANI. CREDO CHE…” – IL MESSAGGIO DI MACRON – VIDEO

https://video.repubblica.it/dossier/eugenio-scalfari-morto-fondatore-repubblica/grazie-direttore-aneddoti-lacrime-e-jazz-al-funerale-di-eugenio-scalfari/420931/421867

 

 

 

Flavia Amabile per la Stampa

EUGENIO SCALFARI

Si parlava di politica e giornali nel salotto di casa Scalfari. E politica e giornali sono state fra le parole più pronunciate ieri durante l'ultimo saluto dedicato al fondatore de la Repubblica scomparso il 14 luglio a 98 anni. Si ascoltava jazz, tanto jazz, a casa Scalfari e le note di Sentimental Journey, cantata da Ella Fitzgerald, hanno accompagnato la fine della cerimonia laica nella Promototeca del Campidoglio a Roma

 

Ma del salotto di casa Scalfari mancavano i protagonisti, Carlo Caracciolo, Mario Pirani, Vittorio Ripa di Meana, nomi che a scriverli ora sembrano inghiottiti dal tempo e che per lunghi anni sono stati un pezzo di potere italiano. C'era invece il «lascito» più importante di Scalfari, l'identità, la comunità, il senso di appartenenza che sono le altre parole più pronunciate nei tanti discorsi che hanno scandito il rito di ieri. E c'era un immenso «grazie». Non solo quello scritto sulla prima pagina de la Repubblica di due giorni fa anche ieri accanto al feretro. «Grazie» è stato ripetuto nelle decine di dediche lasciate nel registro delle firme da giornalisti, intellettuali, uomini di politica e di cultura.

addio a scalfari in campidoglio

 

«Grazie» è stato il messaggio di chi è salito sul podio a parlare.

Ad ascoltare i loro ricordi centinaia di persone, fuori e dentro la sala. In prima fila, sul lato riservato alla famiglia, le figlie di Scalfari, Enrica e Donata. Tra il pubblico c'erano Gianni Letta, il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, l'ex sindaco di Torino Piero Fassino, Luigi Zanda, il regista Roberto Andò, l'ex direttore de la Repubblica Mario Calabresi. Ad un certo punto la sala è stata chiusa perché aveva raggiunto il limite della capienza e una piccola folla si è radunata nella piazza del Campidoglio, dove era stato montato un maxischermo.

 

addio a scalfari in campidoglio le figlie

Il grazie più commosso e carico di umanità è arrivato da chi ha condiviso con Scalfari lunghi anni di lavoro in redazione. «Dobbiamo ringraziarlo di tutto, ma di una cosa soprattutto, di aver potuto prendere parte al suo grande e unico viaggio, che continua», ha detto Ezio Mauro, che a Scalfari è succeduto nella guida de la Repubblica. Massimo Giannini, direttore de La Stampa dopo una vita a la Repubblica, è stato il più generoso di aneddoti sulla vita «dei ragazzi di piazza Indipendenza accolti alla corte di re Eugenio». Scalfari - ha spiegato - è stato «carismatico, dispotico, dolcissimo come un padre», l'unico che ha permesso al «patto generazionale di funzionare», dando opportunità a chi era giovane.

 

Un grazie è arrivato dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri con la promessa che «Roma saprà ricordarlo come merita». Parole di riconoscenza anche dal presidente francese Emmanuel Macron, che ha sottolineato il profondo legame di Scalfari con la Francia, un legame confermato anche dalle due pagine dedicate ieri a Scalfari dal quotidiano Le Monde.

 

addio a scalfari in campidoglio

Le parole di Macron sono state lette dal giornalista Bernard Guetta. Per il presidente francese Scalfariè stato un «prefiguratore dell'Unione». «La Francia ha perso un grande amico - prosegue il messaggio -. In lui non c'era solo l'amore per la nostra lingua, ma prima di tutto l'amore per la Francia, dei suoi Lumi, della sua Enciclopedia, della sua Rivoluzione. Sappiate che la Francia lo amava e ammirava e gli resta eternamente riconoscente».

 

Un grazie pieno di amarezza è stato quello di Walter Veltroni, che ha sottolineato che le ultime volte che l'ha sentito, «era sfiduciato, amareggiato. Si sentiva anche lui straniero in patria».

 

addio a scalfari in campidoglio

Maurizio Molinari, attuale direttore de la Repubblica, ha ricordato «le sue idee profondamente radicate » e «il coraggio di osare nel leggere le notizie». Un grazie corale, quindi. che diventa una promessa. Come ha precisato Massimo Giannini: «Non siamo un drappello di reduci o un collegio di orfani. Credo che in noi, oltre al dolore della perdita, debba esserci l'orgoglio e la gioia per quello che lui chiamava il lascito, cioè la certezza di aver messo in mare una barca solida, capace di navigare anche senza il suo nocchiere. Per questo dobbiamo sorridere, abbiamo vinto la nostra battaglia per il giornalismo. Quello per cui abbiamo creduto non è perduto. L'anima resta e sapremo tenerla in vita ovunque tu sarai, immenso direttore dei nostri anni felici».

massimo giannini addio a scalfari

Ultimi Dagoreport

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...

olimpiadi milano cortina

A PROPOSITO DI…MILANO-OLIMPICA - CHISSÀ SE NEI LORO VOLI OLIMPICI LE ALI DEGLI EDITORIALISTI DEL “CORRIERE DELLA SERA” SI SIANO SPEZZATE PER LA SALIVA ACCUMULATA NEL MAGNIFICARE I VANTAGGI (CON FALSI RICAVI INDOTTI) DI UNA MANIFESTAZIONE DA OLTRE SETTE MILIARDI DI EURO, CHE DA GIORNI HA FATTO DI MILANO UNA CITTÀ FANTASMA – BLOCCATI, O RITARDATI, TUTTI I RIFORNIMENTI PER NEGOZI, SUPERMERCATI, FARMACIE. SI SEGNALANO CHIUSURE SERALI DI RISTORANTI E BAR: “NON ABBIAMO PRENOTAZIONI”. UFFICI E STUDI PRIVATI HANNO LASCIATO LIBERTÀ AI PROPRI DIPENDENTI. GLI ALBERGHI LAMENTANO SOLO DISDETTE. ALTRO CHE TUTTO ESAURITO…

matteo salvini giorgia meloni roberto vannacci vladimir putin mario draghi

DAGOREPORT – A COLORO CHE SI DOMANDANO ANCORA SE C’È LO ZAMPONE DELL’ORSO RUSSO DIETRO LE MOSSE DI VANNACCI, RICORDIAMO CIO' CHE DISSE MARIO DRAGHI AI PARTITI CHE AVEVANO SFANCULATO IL SUO GOVERNO: “LA DEMOCRAZIA ITALIANA NON SI FA BATTERE DAI NEMICI ESTERNI E DAI LORO PUPAZZI PREZZOLATI. È CHIARO CHE NEGLI ULTIMI ANNI LA RUSSIA HA EFFETTUATO UN'OPERA SISTEMATICA DI CORRUZIONE IN TANTI SETTORI, DALLA POLITICA ALLA STAMPA, IN EUROPA E NEGLI STATI UNITI” - VANNACCI DEVE RIUSCIRE NEL COMPITO IN CUI HA FALLITO SALVINI: DIVENTARE UN COLLETTORE DI FORZE FILO-RUSSE DEL MONDO FASCIO-GRILLINO - MOSCA GIA' GODE NEL VEDERE IL GOVERNO FILO-UCRAINO DI MELONI SBANDARE PER NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DI VECCHI FASCI INCAZZATI PER LA SUA DERIVA DEMOCRISTIANA, COME DIMOSTRA LA DERIVA SECURITARIA DEI GIORNI SCORSI – VIDEO: QUANDO DRAGHI PARLÒ DI “PUPAZZI PREZZOLATI” DEL CREMLINO...

il dito medio di laura pausini

LAURA PAUSINI VUOLE ESSERE L'UNICA DIVA DI SANREMO - DIETRO LE QUINTE DELL’ARISTON, SI RINCORRONO LE VOCI DELLE BIZZE DELLA CANTANTE CHE NON VUOLE CHE CI SIANO SUL PALCO ALTRE BELLEZZE CHE POSSANO OFFUSCARLA - VORRÀ AVERE IL CONTROLLO SU TUTTO, FORSE ANCHE SULLA REGIA? INTANTO LA CANONICA FOTO DEL CAST DEL FESTIVAL NON È STATA ANCORA FATTA. COME MAI? LAURETTANON VUOLE FARSI FOTOGRAFARE? E LA RAI CHE NE PENSA? - LE POLEMICHE QUANDO LA PAUSINI SI RIFIUTÒ DI CANTARE “BELLA CIAO” PERCHÉ “DIVISIVA”, LA SUA USCITA SULL’EUROVISION “A CUI PARTECIPEREBBE ANCHE SE C’È ISRAELE” E LA MAREA DI CRITICHE SUI SOCIAL - VIDEO